PORTA PIA? dalla breccia alla beffa!

 

Quanto è successo oggi a Roma a Porta Pia, ce lo spiega un comunicato dell’UAAR:

PORTA PIA: PARLA SOLO IL VATICANO E GLI ATEI VENGONO BLOCCATI DALLA DIGOS Trattenuti dalla Digos, schedati e allontanati. La delegazione Uaar che stamani si è presentata alle celebrazioni per la breccia di Porta Pia è stata bloccata dalla Digos, che ha requisito i documenti di tutti e li ha restituiti solo alla fine della manifestazione. «Avevamo solo le nostre bandiere – racconta Raffaele Càrcano, segretario nazionale della Uaar – su cui è scritto soltanto il nostro nome, non avevamo cartelloni né avevamo intenzione di gridare mezzo slogan». Intanto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si limitava alla deposizione di una corona di fiori, mentre il cardinal Tarcisio Bertone pregava per i caduti di entrambe le parti. «Credo che, di fronte all’eliminazione di ogni forma possibile di dissenso e al completo abbandono dei principi costituzionali da parte delle autorità italiane presenti, – conclude Càrcano – si possa parlare tranquillamente di negazione del pluralismo e di fuoriuscita dalla democrazia con il solenne avallo del nostro presidente della Repubblica».UAAR: Unione degli Atei e Agnostici Razionalisti  ***************************************
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 Il mio modestissimo commento:

140 anni fa, un popolo diventò Nazione. Ma oggi, l’ipocrisia e gli egoismi predominanti in politica sono diventati sempre più esplosivi per l’unità della nostra Nazione.

 Infatti, sempre più spesso, e con disinvoltura, anche da parte delle più alte cariche dello Stato, si tollera chi mette sotto i piedi i principi Costituzionali, nonchè la storia d’Italia. Abbiamo visto prima con la bandiera che è diventato difficile farla sventolare in pubblico, per via degli idioti sedicenti padani, nonchè la scuola pubblica di Adro targata padania. Oggi, per grazia ricevuta? Anche le autorità ecclesiastiche si permettono di scherzare con la storia d’Italia in presenza persino del capo dello Stato. Il quale, purtroppo, non fa niente per ripristinare il senso laico di quella data storica e ciò che si stava commemorando.  Così, una data, che storicamente richiama la fine del potere temporale dei papa-re, e con essa la realizzazione dell’unità d’Italia, la si fa passare con la cerimonia cattolica del cardinale, e un rumoroso silenzio del presidente della Repubblica come un accordo tra gentiluomini dell’epoca. E pensare che il pio IX scomunicò tutti coloro che parteciparono alla storica impresa. Infatti, questo nuovo revisionismo storico esige che si dica e si scriva invece che: “la presa della Roma papalina sia stata una gentile concessione dell’ultimo papa-re Pio IX. Il quale mobilitò tutti i suoi chierichetti e i sacrestani per far abbattere le mura vicino a Porta Pia e accogliere i bersaglieri di Cadorna con mazzi di fiori“. Fuor di metafora, c’è di che vergognarsi di questa tendenza al revisionismo con complicità politica e delle più alte cariche dello Stato. E si sente riecheggiare il grido: “Franza o Spagna purchè se magna”. L’Italia?  “l’Italia è tutt’altro che desta!”

 F.toG.P.

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“Ahi serva Italia, di dolore ostello,/ nave sanza nocchiere in gran tempesta,/ non donna di provincie, ma bordello!” (purg. canto VI ,76-78)

Collepasso, 20/9/2010

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