POPULISMO E ANTIPOPULISMO

POPULISMO E ANTIPOPULISMO

Diciamocelo francamente, chi dovrà governare nel prossimo difficile quinquennio, non potrà essere semplicemente qualcuno che “viene bene in televisione”, ne qualcuno che si inventa soluzioni che funzionano solo perché suonano bene alle orecchie dell’opinione pubblica. Chi governerà, dovrà inoltre misurarsi con le classi dirigenti degli altri agguerriti paesi Europei e anche con quelle dei giganti mondiali, per non dire con la speculazione finanziaria internazionale. Pensare che in Italia si sia rimasti in pochi a rendercene conto, significa portare nuova legna al falò del populismo.

Moriremo di populismo? Speriamo di no, ma il rischio è concreto. Poiché la campagna elettorale è già cominciata, siamo purtroppo un Paese dove le campagne elettorali non finiscono quasi mai. Oggi in Italia, si sta infatti profilando l’ipotesi di un grande confronto/scontro trasversale tra populisti e antipopulisti. E come il populismo è trasversale perché percorre l’intero arco politico, così l’antipopulismo lo è altrettanto: potranno essere differenti alcuni accenni, ci potranno essere divergenze su alcune questioni specifiche, ma nel complesso è evidente la condivisione del giudizio sull’estrema delicatezza del momento, che richiede una convergenza di responsabilità da parte di tutti coloro per cui la politica, non è il gioco di raccogliere voti sparandole grosse….Tuttavia, perché questa coalizione antipopulista possa imporsi alle urne, occorre che essa metta in piedi pur con tutte le autonomie necessarie tra le sue varie componenti , una strategia convergente, che peraltro tenga conto del momento assai difficile. Per esempio,  che si dedichi a combattere l’orgia di sparate a vanvera che imperversano nei vari media, che accetti di misurarsi con la domanda di rinnovamento delle classi dirigenti che sale dal paese, che sia disposta a riconoscere gli errori fatti in passato, che sia capace di tenere a freno le istanze barricadiere e populiste che provengono anche dall’interno delle sue fila, nell’illusione di rubare la scena a populisti doc, nella speranza di guadagnarsi con le contro sceneggiate un piccolo posto al sole.

Al grande scontro/confronto tra populismo e antipopulismo, che è quindi responsabilità politica, non potremo sottrarci perché è la regola storica di ogni impegnativa fase di passaggio. Non si deve però sottovalutare le difficoltà e bisogna attrezzarsi di conseguenza,  per non rimanerne vittime.

ANTONIO LEO

Collepasso, 8/7/2012

  1. I ritmi della politica, hanno assunto un’accellerazione senza precedenti, tanto da rendere impossibile ogni previsione sulle sue evoluzioni. Naturalmente, a saperli usare, esistono dati e strumenti per analizzare le ragioni e i movimenti, quello che risulta difficile e stabilirne gli esiti, dettati prevalentemente dal combinarsi di elementi irrazionali e dalla capacità dei suoi protagonisti di cogliere l’attimo. E anche il consenso attorno ad una proposta o un leader, si addensa o svanisce lungo una linea sinusoidale piuttosto che su una retta. E’ un po questo, l’andamento che ora caratterizza le sorti della politica italiana e dei loro leader. Come non mai e più di sempre , sono i tempi a determinare la linea politica generale. E di tempo ne è rimasto obiettivamente poco, per garantire i margini di una scelta definitiva che ci rimetta al centro degli eventi. L’ambizione di una nuova fase politica, può essere chiara se si fonda sulla forza simbolica che il rinnovamento ha incarnato e che non è ancora del tutto dispersa. La scelta di campo ci sarà, a condizione di essere l’elemento determinante del cambiamento, contando su quella metà degli italiani che come me non si sentono rappresentati, puntando su un pacchetto di proposte che registrano la mutazione della nostra società è infine che interpretano una volontà maggioritaria tra la gente.

    Reply

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *