Politici ubriachi, o politicanti sobri?

GLI ALBERI D’ULIVO CONDANNATI A MORTE

Mentre è stata decisa la chiusura di alcuni ospedali, l’eliminazione di alcune Provincie, il ridimensionamento delle strutture dei tribunali, ulteriori riduzioni dei finanziamenti per le università, hanno deciso che le pensioni sono destinate solo ai morituri ultra settantenni, i diritti del lavoro abrogati, lo stato sociale in via di liquidazione, il tutto per fare cassa, dicono, per far scendere lo “spred”, affermano, per mettere in regola il debito pubblico sul PIL, sostengono, intanto niente delle loro affermazioni si è ancora realizzata, lo “spred” vola e il debito pubblico aumenta. Poi, come dei veri ubriachi, decidono di spendere miliardi (oltre agli armamenti che ho trattato già su questo stesso sito) in infrastrutture avveniristiche, come se tutto il resto funzionasse così bene e fossimo proiettati nel regno delle meraviglie, si distrugge la natura per far posto all’alta velocità. Più super strade, più cemento, più catrame e distruzione di territorio agricolo e alberi d’ulivo centenari, (ottomila, solo sulla Maglie Otranto). Il raddoppio della 275 Maglie-Leuca, (altra grossa distruzione di terra agricola che verrà coperta di catrame), la circum-salentina Lecce-Torre dell’Orso, e dulcis in fund: la TAV Torino Lione. E non poteva mancare la nostrana stolta decisione di realizzare la circonvallazione sud per scavalcare la nostra piccola Collepasso. Opere, queste, figlie di un’enorme illusione! Se queste nostre amministrazioni non fossero malate nell’immaginazione e le stesse risorse fossero impiegate per strade-parco, percorsi archeologici, cicloturismo e pulizie costanti sui litorali, piantare alberi invece di sradicarli, nel Salento lavorerebbero tutti e tutto l’anno. Invece…

Nonostante tutto, lunedì 13/8, una sparuta pattuglia di ambientalisti ha dato vita ad una modesta manifestazione. Partiti da quel “santuario dedicato alla dea cattolica sempre vergine” in località Palmarigi, si son portati ad Otranto, dove con cartelloni appesi al collo e una buona distribuzione di volantini hanno cercato di sensibilizzare cittadini otrantini e turisti più in generale, non senza essere stati tallonati dalla solita polizia politica che cercava di dissuadere e/o oscurare la stessa manifestazione a vantaggio della programmata processione dei caduti otrantini sotto il ferro dei turchi nel XVesimo secolo.

Tornando ai politici è da considerarli, visti gli obiettivi strampalati, del tutto inaffidabili neuro-logicamente parlando. Eppure sono lì, e c’è chi ancora ha fiducia in essi e si predispone a votarli ancora. Sì, è evidente, anche una gran parte dell’elettorato è ubriaca dalle chiacchiere che i mezzi di informazione gli propina in ogni ora del giorno. Così mentre si cerca con ogni scusa di azzerare lo stato sociale acquisito con dure lotte negli anni sessanta e settanta del secolo scorso, si buttano miliardi nel distruggere quel poco di buono che ci è rimasto. Ma anche qui, una buona scusa è stata trovata: “far ripartire le imprese, far ripartire il lavoro”. Balle micidiali! In realtà diventa sempre più chiaro che, utilizzando la crisi ciclica del capitalismo, stanno portando a termine la distruzione dello stato sociale. Questo è il vero obiettivo che si son dati. Non solo l’Italia, ma in tutta l’Europa esiste uno stato sociale che, a loro giudizio, deve essere abrogato. Queste condizioni, per loro, sono da ritenersi un’anomalia rispetto al resto del mondo e quindi sono da abrogate. Perciò, allineamento al resto del mondo, questo è per il mercato globale e il turbo-capitalismo un’esigenza inderogabile. Sconfiggere questa loro esigenza è per tutti i cittadini, lavoratori e pensionati la condizione per continuare a vivere dignitosamente, da cittadini e non da sudditi in un nuovo medioevo tecnologico ma più disumano che mai.

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 15/8/2012

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