PIERO “EL DIABLO”

 

piero pelù

PIERO “EL DIABLO”

 

Che senso assume la festa del 1° Maggio in questi tempi di crisi profonda del mondo del lavoro dove fabbriche e aziende chiudono, la disoccupazione incalza e le proteste sono all’ordine del giorno. Queste sono obiettivamente le preoccupazioni della maggioranza delle persone che vivono la contemporaneità, molte delle quali sperano in futuro di trovare un lavoro, cosa divenuta oggi pura utopia che di per sè rasenta l’anticostituzionale visto che il lavoro oggi sembra essere per pochi e non per tutti e  visto che la nostra “ Magna Cartha” mette come uno dei punti cardine anzi al primo posto il diritto al lavoro come fondamento dello Stato democratico repubblicano. Tutti oggi siamo bravi a disquisire su emergenza lavoro, tasso di disoccupazione, mancanza di reddito alle famiglie, crollo degli acquisti e di conseguenza chiusura di negozi, imprese, uffici. Il problema è  scaturito dalle promesse mancate di quanti (nessuno escluso) hanno occupato  i più alti scranni decisionali e governativi e che non hanno apportato alcuna miglioria alla situazione, anzi, forse in molti casi l’hanno solo peggiorata. Ed è in questa atmosfera di esasperazione generale, per molti anche di rassegnazione che  si è svolta quest’anno la festa del primo maggio.

Napolitano ha esordito dicendo che più che di Festa del Lavoro si deve parlare di allarme lavoro mettendo l’accento sul non lavoro in Italia e sulla crisi. Stessa atmosfera vissuta dall’enorme afflusso di persone, molti disoccupati che hanno affollato Piazza San Giovanni per assistere al concerto.  Fra tanti artisti presenti per festeggiare ribadendo il diritto al lavoro un rivoluzionario Piero Pelù mitico e mitologico frontman dei magici Litfiba che fra una nota rock e l’altra ha fortemente polemizzato dicendo che non servono elemosine ma il lavoro per tutti.

ANTONIO LEO

Collepasso, 27/5/2014

 

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