PIEDE DESTRO CUORE A SINISTRA

PIEDE DESTRO CUORE A SINISTRA

-DALL’ALTRA PARTE DEL MURO-

Negli anni 70 e 80 c’era un calciatore che era seguace di Mao Tse Tung e della rivoluzione cinese: era il tedesco occidentale Paul Breitner. Paul apparteneva alla generazione del Maggio 68. Sostenitore di Ho Chi Minh, lettore del libretto rosso di Mao e ammiratore di Guevara e Marx.

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Dalla folta capigliatura un po’ disordinata e dalla sua barba ispida si evinceva il suo carattere ribelle, nonostante in campo fosse sempre un calciatore corretto, probo e incline alle provocazioni.

Non è stata colpa sua….Breitner era soltanto nato “dall’altra parte del muro” e dovette giocoforza rappresentare la nazionale dell’allora Repubblica Federale Tedesca, con la quale fu campione del mondo in casa, appena ventiduenne nel 74, segnando un gol su rigore contro la sorprendente Olanda (Arancia Meccanica) di Cruijff e vice campione del mondo nell’82, contro i sorprendenti azzurri di Bearzot e Paolo Rossi. Suo, l’unico gol tedesco nel 3-1 finale.

Sicuramente, avrebbe preferito, per rispetto dei suoi ideali, giocare per l’altra selezione tedesca, quella della Repubblica democratica, ma non si tirò indietro. Breitner rimase fedele alla Germania Occidentale, nonostante non avesse mai nascosto le sue simpatie per le ideologie dell’altro blocco, quello comunista. E in un periodo come quello della guerra fredda, non era roba da poco!

 

-DEMOCRAZIA CORINZIANA-

Una vita fatta di battaglie, in campo come in politica per un sogno chiamato ”Democratia”. Nato in una famiglia di origini piuttosto umili, dove però non mancavano i libri, Sampaio De Oliveira in arte Socrates si appassionò al pallone e giocò come centrocampista. Fu celebre per il suo delizioso colpo di tacco. Apparteneva alla generazione di grandi giocatori brasiliani come: Zico, Falcao, Cerezo, Junior,Eder che non riuscirono a conquistare la Coppa del Mondo dell’82. Lui era il capitano di quella Seleçao che fu sbolognata dall’Italia, grazie alla tripletta di Pablito e che poi avrebbe vinto quel memorabile titolo ancora nella memoria di tutti gli italiani. Socrates segnò un gol, ma non bastò a fermare “il ciclone Italia”. Quattro anni più tardi ci pensò la Francia di Platini a strappare ancora una volta il sogno mondiale a quella generazione di fenomeni brasiliani del “calcio bailado” guidato dal mitico santone Telè Santana.

Tra un colpo di tacco e la laurea in medicina (Socrates era medico) il brasiliano non perse mai la sua passione per la politica. Militante di sinistra con il mito del ”Che”, Socrates non fece mancare la sua voce contro i regimi dittatoriali del Sudamerica . La politica scorreva nelle sue vene al pari della passione per il calcio, e proprio in Brasile si rese protagonista di un’iniziativa che passo alla storia nel mondo del pallone. La squadra nella quale militava, il Corinthias di San Paolo per tre anni mise in piedi una sorta di autogestione senza allenatore e presidente che passò alla storia come “Democratia Corintiana”. Ma la sua vita fu segnata, anche quando venne a giocare in Italia nella Fiorentina, da un’altra smoderata passione; quella per fumo e alcol , che alla fine compromisero gravemente la sua salute , fino all’ultimo, quando a causa di un’infezione intestinale con conseguenza emorragica, morì. Con lui è andato via un pezzo di storia di calcio e di vita del Brasile

ANTONIO LEO

Collepasso, 6/9/2013

 

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