PERCHÉ CI ODIANO

PERCHÉ CI ODIANO

Paolo Barnard è solo un ottimo giornalista d’inchiesta; non propone una ricetta economica alternativa. Ci racconta solo come sono realmente andate le cose utilizzando il materiale che gli ipocriti, quei potenti che gestiscono lo sporco gioco internazionale, hanno prodotto. Quindi smaschera quelle fonti ufficiali e la loro ipocrisia prodotta in grande quantità.  Convinto che “le menzogne uccidono”, va alla ricerca delle prove, delle testimonianze, utilizzando “fonti non sospette”, spesso “Topo Secret”: cioè fonti  ufficiali americane inglesi e israeliane.

Un  libro di autentica controinformazione. Una denuncia coraggiosa contro la micidiale ipocrisia dell’occidente capitalista. Con questo suo “PERCHÉ CI ODIANO” , ma con il sottotitolo ancora più significativo e rivelatore del contenuto del libro stesso, “Se vogliamo sconfiggere il terrorismo dobbiamo smettere di essere terroristi”, l’autore, forte di una notevole documentazione, traccia in modo magistrale l’azione terroristica che l’occidente ha esercitato contro i paesi deboli che si opponevano alla globalizzazione, che pretendevano autonomia.  Ma soprattutto delinea dettagliatamente le aggressioni contro quei popoli che, dopo la sconfitta dell’impero ottomano, i paesi arabi, subirono per opera dell’Inghilterra  e soprattutto da quell’Israele sempre più con pretese e rivendicazioni sioniste. Rivendicazioni e pretese che hanno origine nel loro libro “sacro” la Torah. “Libro galeotto”, e a far mente locale agli episodi  sanciti come verità rivelate, pare che sia tornato il loro dio degli eserciti e, con in testa il solito Giosuè nonché con la stessa determinazione e disprezzo della vita altrui, si sta riprendendo di nuovo tutta la Palestina, e trasformarla così, di nuovo, nella “grande Israele”. Insomma questi  israeliani stanno trattando i palestinesi peggio di come i nazisti hanno trattato loro nel secolo scorso. Non è da escludere che se questo andazzo continuerà, prima o poi possa emergere un altro Adriano che li ributti in mare come fece tanto tempo fa quell’imperatore romano Adriano.

“Da decenni.  Da quando i sionisti e gli israeliani in Palestina, gli americani e inglesi in Medio Oriente, Indonesia, Africa e America Latina, con l’aggiunta della Russia in Cecenia, si sono resi responsabili di immani massacri, pulizie etniche, attentati, assassini e repressioni. Milioni di innocenti perseguitati, torturati e ammazzati da quelli che oggi guidano la “Guerra al Terrorismo”. Crimini rimasti non solo impuniti, ma spesso spacciati come giusta difesa del “mondo libero” occidentale e che sono la vera fonte dell’odio dei fanatici che oggi ci attaccano.”

Questo libro, e la documentazione in esso contenuta, sono state, per me, una conferma puntuale di quanto da anni leggevo su giornali di controinformazione e che su questo sito più volte ho fornito tale lettura. Cioè, la favola dello “scontro di civiltà”, in realtà era solo la foglia di fico dietro la quale si giocava una partita tutta di natura economica, di dominio delle fonti energetiche, dei vari minerali (materie prime), da approvvigionarsi a costi decisamente di rapina.

L’alternativa che avevano questi Paesi, queste Nazioni, era: o accettavano, oppure scattava l’aggressione armata di quelle forze del male che camminano su navi aerei e carri armati, però, sempre coperti dietro la foglia di fico della “esportazione della  democrazia”; di “interventi  umanitari”, in realtà, si consumava il più bieco terrorismo internazionale, il vero “asse del male”. L’autore individua in quest’asse del male, gli Stati Uniti, la Gran Bretagna, la Russia e Israele, i quali, con i loro apparati militari e servizi segreti, hanno esportato terrorismo sull’intero globo terrestre. Ora, in questi giorni, è il turno della Sira, prima si sono armate le opposizioni per sparare contro gli apparati dello Stato, poi ci si predispone all’intervento della “nuova santa alleanza” per “motivi  umanitari”. Ma l’obiettivo principe è e resta l’Iran, è lì che si giocherà la partita più importante, a favore delle multinazionali del petrolio, delle multinazionali degli armamenti e, dulcis in fund,degli interessi sionisti Israeliani.

Insomma nulla è cambiato dal primo colonialismo europeo iniziato 500 anni fa. Semmai è cambiata la potenza di fuoco delle armi sempre più micidiali, le quali annichiliscono intere nazioni in molto meno tempo e con molta meno fatica. Questo è il volto cattivo della scienza e della tecnica tristemente impiegati da quell’homo homini  lupus.

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 4/8/2012

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