La soluzione è disobbedire – Paolo Ferrero Rivoluzione Civile

Niente di meglio niente di più valido di questa intervista al segretario nazionale di rifondazione comunista al fine di portare a conoscenza degli elettori quali sono i principi politici e le proposte governative che Paolo Ferrero Rivoluzione Civile sostiene.

Paolo ferrero rivoluzione civile

LA SOLUZIONE E’ DISOBBEDIRE.

INTERVISTA A PAOLO FERRERO

RIVOLUZIONE CIVILE.

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Paolo Ferrero Rivoluzione Civile lo sentiamo da sempre e non ci ha mai negato una intervista, neanche quando era Ministro e questo dobbiamo riconoscerlo.

Grazie

Domanda: Rivoluzione Civile è un insieme di partiti, Ingroia ha unito questi partiti in merito ad un progetto e cioe’ bloccare la riforma della giustizia, che il nuovo governo sicuramente attuera’ vista la mossa di Grasso da parte del PD e l’attacco alla Costituzione, perche’ invece Rifondazione si è unita al progetto ?

Risposta: La questione è un tantino piu’ complessa. Intanto Rivoluzione Civile non è soltanto l’unione di quattro partiti, la maggioranza delle persone che vengono candidate e che verra’ eletta non è iscritta a nessun partito, quindi ha tutte le caratteristiche di una lista popolare, civica, in

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cui ci sono sia coloro che si sono battuti contro Berlusconi e Monti, a partire dalle associazioni e quanto altro, sia chi si è battuto contro Berlusconi e Monti nei partiti. La nostra è una vera unione e il punto fondamentale per me non è solo la riforma della giustizia ma che in questo paese i ricchi fanno i loro porci comodi dalla mattina alla sera e la povera gente non ha piu’ nessun diritto. Noi vogliamo rimettere delle regole per i potenti e diritti per i piu’ deboli, questo è il nostro punto fondamentale perche’ senza di questo non c’e’ piu’ una civilta’ nel paese. Quindi il nodo è nel ridurre le distanze, riportare alla legalita’ la vita del paese, rimettendo anche i ricchi sotto, diciamo cosi’, le regole della legge.

D: Lei si intende di economia come pochi. Recentemente Londra ha comunicato alla Germania che se non la smette di essere egemone all’interno dell’Unione Europea, esce dall’area euro. Per l’Italia, euro si o euro no ? visto che è la domanda sulla quale frequentemente in rete si accendono dibattiti.

R: Che l’euro cosi’ come funziona, con i trattati europei, di Lisbona, del fiscal compact, sia una schifezza è del tutto evidente perche’ obbliga tutti i paesi a politiche recessive. Detto questo chi propone di uscire dall’euro non fa una vera proposta perche’ poi aggiungono che bisogna fare l’uscita dall’euro consensuale ed essendo che la Germania ci guadagna da questa situazione non si comprende perche’ la Merkel dovrebbe dare il suo consenso ad uscire dall’euro. Mi pare che paradossalmente chi dice rimaniamo nell’euro o usciamo dall’euro, esprimano due sintomi della stessa impotenza. La nostra strada come Rifondazione Comunista è diversa ed è nel praticare la disobbedienza. Cioe’ ogni paese che lo puo’ fare e che ha un governo che si impegna a farlo, rifiuta i trattati europei, come quando la sinistra greca afferma di non applicare il memorandum se andra’ al governo. In Italia bisognerebbe dire che non applicheremo il fiscal compact, il minuto dopo si aprirebbe un conflitto con Bruxell ma sarebbe un conflitto positivo, perche’ loro dovrebbero trattare e venire a patti con i paesi che si rifiutano di applicare i trattati nelle modalita’ definiti e si riaprirebbe una strada di contrattazione del modello europeo mettendo al centro le questioni dello sviluppo economico sociale e non quello della grande finanza. Per cui detto brutalmente, l’alternativa tra dentro o fuori l’euro è una falsa alternativa, cioe’ rimanere nell’euro dicendo sempre di si alla Merkel, come ha fatto Monti, Berlusconi, e anche Bersani è inutile, oppure si disobbedisce e si riapre una strada di contrattazione attraverso uno scrollare la pianta, invece che lamentarsi bisogna rimettere in discussione i trattati unilaterali.

D: L’euro è stato gestito malissimo ed è vero, ma è anche vero che l’euro ha fatto venire in luce i reali problemi interni dei paesi che hanno aderito all’Europa. Uno dei problemi italiani a detta di molti economisti è la spesa pubblica, ma bisogna tagliarla in alto, cioe’ ai vertici, o come dice Brunetta, Tremonti eccetera bisogna prendersela con i soliti impiegati ?

R: Non è vero che tutti gli economisti dicono che è troppa, il Giappone ha un debito pubblico che è quattro volte piu’ grande di quello italiano.

D: Si ma è un debito pubblico tutto loro.

R: Ma non lo ordina il dottore di mettere in mano alla speculazione il nostro debito. Il problema dell’Italia non è l’ammontare del debito è che noi paghiamo interessi da strozzini sul nostro debito, il quattro per cento, perche’ il nostro debito è in grossa parte o in parte significativa in mano agli speculatori. Il problema dell’Italia quindi è abbattere gli interessi che si aggravano sul debito che sono ottanta miliardi e questo è possibile farlo appunto disobbedendo. Ad esempio chiedendo che la Banca d’Italia intervenga direttamente sull’acquisto dei titoli di Stato, che si facciano emissioni di titoli di Stato per il mercato interno, cioe’ lavorando a togliere il debito pubblico dalle mani della speculazione internazionale e quindi ad abbattere i tassi di interesse. Con tutto quello che paghiamo di tassi di interesse se si tagliassero sarebbe una bella modifica. Del resto, qualsiasi cittadino lo capisce, se uno ha un debito con un usuraio, il problema non è di smettere di mangiare pranzo e cena per pagare l’usuraio il problema è togliere le mani dell’usuraio dal nostro debito. Se non paghiamo quegli ottanta miliardi di euro l’anno, lo Stato italiano sarebbe in attivo. Tutte le tasse che entrano sono piu’ alte della spesa pubblica italiana e quello che va a sbilanciare lo Stato è proprio la spesa per interessi e quindi bisogna abbattere questa spesa non la sanita’ o le pensioni.

D: L’idea dell’intervento della banca di Italia è ottima. Ma dobbiamo restituire circa 800 miliardi di euro di debito pubblico estero e c’e’ da considerare una evasione fiscale che gira intorno ai 120 miliardi di euro l’anno piu’ altri 60 miliardi di euro di evasione da parte della criminalita’ organizzata. Come recuperare questa evasione fiscale ?

R: Prima di tutto bisogna aver voglia di combatterla. Poi abbiamo avanzato una serie di proposte, ad esempio quella di produrre un conflitto di interessi, se si aumentassero possibilita’ di detrazioni per quelli che fanno la dichiarazione dei redditi, detraendo una serie di spese si potrebbe far si che una serie di spese vengano evidenziate e che si faccia emergere una parte del nero e del sommerso che c’e’. Poi bisogna attuare una serie di leggi contro la grande evasione e la corruzione come ad esempio una legge per il sequestro dei beni per chi fa grande evasione o corruzione, perche’ quelli van colpiti direttamente nel portafoglio e questo è altro punto su cui si puo’ lavorare invece che tagliare la sanita’. Ripeto tutto questo sulla grande evasione, perche’ il piccolo artigiano che evade e che non riesce ad arrivare alla fin del mese è una cosa e in questo caso bisogna avere un’attenzione di un certo tipo. Viceversa è quando la famiglia Agnelli evade le tasse e lo scopriamo solo quando la figlia non va al funerale del padre, questi vanno colpiti, perche’ chi ha tanti soldi le tasse le deve pagare.

D: Il redditometro puo’ aiutare ?

R: Cosi’ come è fatto il redditometro difficile che puo’ funzionare. Ad esempio il governo Berlusconi ha tolto tutta una serie di misure che invece aveva fatto Visco, sulla tenuta dei libri contabili ed altro, che aiutavano a combattere l’evasione. Una delle grandi evasioni è l’IVA e questa si puo’ combattere totalmente, non è un problema di accertamenti presunti è un problema di avere gli strumenti in modo da poter fare le verifiche.

D: Berlusconi potrebbe vincere in Lombardia, Veneto, Sicilia, avendo cosi’ una maggioranza in Senato, perche’ il Pd non ha tentato di vincere in queste tre regioni attraverso uomini adeguati visto che c’e’ il rischio che il governo si istalli e da li si andrebbe nuovamente verso un governo Monti di larghe intese ?

R: Questa cosa non sembra vera perche’ un governo di larghe intese non lo vuole nessuno. La cosa che mi sembra vera è che Bersani insieme a Berlusconi, non ha voluto cambiare la legge elettorale, perche’ se volevano la cambiavano e invece gli andava bene a tutti e due. Bersani dal momento stesso che ha deciso di mantenere questa legge elettorale, sapeva benissimo che avrebbe vinto alla camera e che sarebbe stato obbligato a fare l’accordo con il centro al Senato. Ma questo si sapeva dall’inizio, tanto è vero che addirittura nella carta degli intenti dei democratici e progressisti è scritto che le riforme le vogliono fare con il centro. Quindi mi pare che ci sia una grande scena teatrale in cui fanno finta di litigare, ma il punto vero è che bersani e Monti hanno gia’ deciso che governeranno insieme. Questo schieramento è quello che insieme è andato dalla Merkel a chiedergli se era d’accordo e la Merkel ha detto di si, perche’ questo sta succedendo concretamente in questi giorni e questo sara’ lo schieramento e lo sa anche Vendola. Quando il PD ci ha chiesto di fare la desistenza al Senato noi gli abbiamo chiesto perche’ Bersani non va al telegiornale, al TG1 a fare una bella dichiarazione in cui dice che non è disposto a fare il governo con Monti ? Se Bersani faceva questo noi eravamo disponibili a fare la desistenza. Per certi versi possiamo dire che sono andati alle elezioni esattamente con questo obiettivo e del resto c’e’ una logica visto che hanno fatto un anno di governo Monti non è che il Pd ora intende fare la sinistra ma intende continuare su questa strada.

D: Soprattutto concludere il lavoro sporco che è quello di svendere i grandi beni italiani, dall’Eni alla Finmeccanica eccetera

R: Questo sara’ tra le prime cose che faranno anche perche’ hanno accettato il fiscal compact che prevede il taglio di 45 miliardi all’anno di debito pubblico e quindi per fare un massacro del genere dovranno svendere piu’ o meno tutto, dal patrimonio immobiliare alle aziende a tutto il resto e quindi il risultato sara’ un impoverimento del paese e contro questo bisogna assolutamente costruire una opposizione di sinistra.

D: Questa sinistra che si è bene o male riunita sotto l’ala di Ingroia, insieme agli arancioni, perche’ altri pezzi della sinistra non sono entrati in questo progetto ?

R: Perche’ hanno fatto altra scelta, hanno fatto la scelta di stare con PD sapendo che avrebbero governato con il centro. Questa scelta la considero drammatica e suicida e l’ho contrastata in tutti questi anni. E’ stata l’origine della scissione di Rifondazione fatta da Vendola. La discussione fatta qualche anno fa era che bisognava riprenderci l’autonomia e fare una sinistra autonoma dal centro sinistra o dobbiamo allearci con il PD, su questo ci siamo divisi ed oggi si vede quanto sia stata miope la scelta di Vendola, perche’ rischia di portare acqua ad uno schieramento che va da tutt’altra parte di dove bisognerebbe andare.

D: Una volta al governo la prima cosa che potete riuscire a fare quale sara’ ?

R: Al governo proponiamo una bella tassa sui grandi patrimoni, in modo da aumentare i stipendi le pensioni e fare un salario sociale per i disoccupati. Questa è la prima cosa da fare e serve per aiutare la gente ad arrivare alla fine del mese ma serve anche per rilanciare l’economia, perche’ se la gente non ha un soldo in tasca non spende tutto si blocca, viceversa se si ridistribuisce ricchezza l’economia si rimette in moto e quindi anche l’occupazione.

D: Vogliamo dire che la svalutazione che precedentemente si faceva sulla lira ora viene fatta attraverso i licenziamenti degli operai ?

R: Si, un tempo l’Italia acquisiva concorrenza con la svalutazione della lira, ora svalutano il salario degli operai. La mia generazione che è quella che ha mediamente cinquanta anni, aveva stipendi da mille a mille cinquecento euro al mese, i nostri figli invece lavorano mediamente per sei settecento euro al mese, cioè hanno dimezzato i salari tra una generazione e l’altra.

D: Oltre che non avranno futuro, oltre che non avranno le pensioni, oltre che l’Europa non decide un salario minimo e uno massimo uguale per tutti gli operai dell’unione ?

R: Visto che non lo fa l’Europa, bisognera’ farlo in Italia. Una delle cose che proponiamo è mettere un tetto agli stipendi dei parlamentari fino ad un massimo di cinquemila euro al mese ed usando quelle risorse si possono aumentare stipendi e pensioni oppure si puo’ togliere l’Imu dalla prima casa che è altra cosa sbagliata fatta dal governo Monti.

D: Sulla restituzione dell’Imu c’e’ una trappola. Se i soldi da restituire agli italiani si prendono dalla Cassa Depositi e Prestiti che altro non è che le Poste, poi quando si dovranno restituire questi soldi si pagheranno degli interessi, le poste sono da tempo parzialmente in mano a Berlusconi, a chi andranno questi interessi ?

R: La proposta di Berlusconi è una presa in giro. L’obiettivo di togliere l’Imu sulla prima casa è giusto, noi diciamo che si puo’ togliere l’Imu mettendo un tetto alle pensioni d’oro e agli stipendi dei manager e parlamentari e in quel modo si trovano i miliardi di cui c’e’ bisogno. Berlusconi difende le pensioni d’oro l’evasione e tutto il resto, quindi il modo che lui propone non sta in cielo e in terra. Lui propone o di prendere i soldi dalla Cassa Depositi e Prestiti e rischia di lasciarla senza soldi, oppure dice che bisogna fare gli accordi con la Svizzera per tassare i conti correnti cifrati. Solo che Berlusconi sa benissimo che questo accordo si poteva fare benissimo tre anni fa quando lo hanno fatto L’inghilterra la Germania e l’Austria e allora il governo Berlusconi non lo fece, perche’ evidentemente difende gli evasori e chi esporta capitali illegali che come è noto lo votano e magari anche Berlusconi ha qualche conto cifrato in Svizzera. Quindi quando bisognava farlo Berlusconi non lo ha fatto, oggi la Svizzera non è piu’ disponibile a farlo per una questione molto semplice. Il sistema bancario svizzero vive sui conti correnti di persone che non vogliono far sapere chi sono perche’ magari hanno guadagnato illegalmente il danaro, rubando, trafficando armi e droga o semplicemente esportando capitali da altri paesi per non pagare le tasse, quindi hanno piantato un casino perche’ si sono accorti che in questi anni sono scesi i depositi bancari. Nessuno, che cerca di fregare il fisco del suo paese, porta soldi in Svizzera se rischia che il suo nome venga fuori per gli accordi che il suo paese fa con Svizzera. Quindi il governo svizzero ha detto di non essere d’accordo a fare una trattativa di quel tipo. Berlusconi quando poteva farlo non lo ha fatto e adesso che sa che non puo’ farlo lo propone in campagna elettorale, ma siamo alla pura presa in giro degli italiani. Paolo Ferrero Rivoluzione civile.

D: Che si fanno prendere sempre in giro perche’ il PDL è ancora al venti per cento di consensi.

R: Confido nel fatto che la maggioranza degli italiani sia abbastanza sveglia da non farsi prendere in giro per la terza volta.

Grazie.

 

  1. Giuseppe Lagna 22 febbraio 2013, 22:13

    Speriamo bene! E per “bene” intendo che non accada la “debacle” del 2008 con il famigerato “Arcobaleno”.
    Secondo me, sarebbe stato molto meglio se in questi cinque anni PdCI e R.C. si fossero uniti in un unico Partito e non fermarsi ad una labile Federazione della Sinistra.
    Comunque, questo offre il “piatto” e questo invitiamo a votare: RIVOLUZIONE CIVILE “INGROIA”.
    E ll tanto sbandierato voto utile, poi, ricordiamoci che è un’autentica truffa (YOUTUBE La truffa del voto utile).

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