Padre Costituente Berlusconi?!

Padre Costituente Berlusconi?!

Un fatto è ormai certo, il Governo Letta, un “Governo di necessità” è a sovranità limitata e non solo nei confronti della Merkel, ma anche nei confronti delle bizzarrie, nonché delle esigenze giudiziarie del Kaimano. Con la solita sicumera infatti il kaimano ha già aperto le ostilità con il Governo appena insediatosi con la foglia di fico dell’ IMU. Restituire l’IMU del 2012 ed eliminarlo del tutto per il 2013 chi gestisce i conti dello Stato ritiene impossibile tale manovra e assolutamente non compatibile con gli impegni da esso stesso presi nei confronti dell’Europa. Ecco quindi trovata una nuova leva per mettere sulla graticola Letta e tutto il suo Governo, nonostante nello stesso Governo pullulano i ministri, i vice ministri

e sottosegretari a lui molto affini. Da Alfano, lo scudiero del cavaliere d’Arcore a Ministro dell’interno, a quel famoso Catricalà dell’antitrast che doveva vigilare sui carburanti, sulle assicurazioni, sulle televisioni ecc. e che ha preferito lasciar dormire sonni tranquilli a tutti per tutto il periodo del suo mandato, senza contare il solito banchiere che deve garantire più gli impegni con l’Europa che con i disoccupati, esodati e cassintegrati. E se a tutto ciò, si aggiunge questa sua provocazione, cioè la pretesa di svolgere addirittura un ruolo da costituente per le riforme, è evidente che il prezzo che pretende è insostenibile. Il Berlusca un padre della Patria?! Ma mi faccia il piacere, mi faccia…

Messa così è evidente che pretende di realizzare per sè l’imponderabile. E l’imponderabile consiste nel fatto che è un individuo con assenza totale della cultura istituzionale; è esponente di cospicui conflitti di interesse; ha portato in Parlamento una schiera di avvocati e vallette; nonchè miss al Governo, leggi ad personam, processi continui per le sue malefatte, i ripetuti stravolgenti attacchi alla Magistratura, i riferimenti bonari a Mussolini e al fascismo, lo stalliere in casa, le barzellette sessiste, le gare di burlesque, una certa mania per le under 18, la passione per i gasdotti orientali, i vertici ad Arcore, gli incontri internazionali a villa Certosa, ed ha una concezione del governo come fosse un consiglio di amministrazione, infine, dulcis in fund, ha definito l’Italia “un paese di merda”… Chi mai sarebbe così mentecatto da assegnare compiti di carattere istituzionali ad uno esponente tanto stralunato quanto stravagante e inaffidabile?

Comunque, a mio avviso c’è una data per la conclusione di questo Governo letta, ed è quella che coincide con la prossima sentenza giudiziaria che lo riguarda. Sentenza che lo porterà fuori dagli incarichi pubblici per cinque anni. Questo è, per lui, l’ultima spiaggia, dove si giocherà tutto, e tutto metterà a repentaglio. O il Governo gli garantirà un salvacondotto, e questo sarà impossibile con l’aria che tira nel paese, oppure tornerà a cercare ulteriori conferme della sua bontà di dirigente politico con una nuova campagna elettorale. Nel frattempo il Governo Letta è già sparito dall’orizzonte e chissà come andrà a finire con i conti pubblici, con il lavoro, con le priorità degli italiani: disoccupazione, esodati, cassa integrazione. C’è di che augurarsi almeno, che una nuova legge elettorale sia stata già varata prima di nuove elezioni, altrimenti l’ingovernabilità assesterà l’ultimo e definitivo colpo alla sostenibilità economica dell’Italia.

A questa perniciosa condizione, a mio avviso, si è arrivati per demerito del movimento dei grillini. Avessero accettato di giocare la loro partita al Governo, certamente si sarebbe imboccata una strada decisamente più a sinistra con un kaimano all’opposizione. Ma a questa opportuna soluzione non si è arrivati, oltre che per colpa dei grillini, anche perchè hanno giocato sporco una parte dei Deputati e Senatori del PD. Tra manovre degli ex margheritini e opportunismi di alcuni leader, hanno mandato in soffitta un possibile Governo Bersani. Così ci siamo trovati con un Governo decisamente democristiano, tra un Letta e l’altro. Insomma, più che ad una Terza Repubblica, sembra che stiamo per approdare nella Prima.

Un’ultima considerazione politica la merita quel Nichi Vndola di SEL. Questo leader a tutti i costi, dopo aver imprudentemente sottoscritto un accordo con il PD, per un governo di svolta, si trova ora ai margini dell’azione politica. È andata molto peggio di come se l’aspettava, certo. Però, se PD e lista Monti avessero ottenuto la maggioranza nelle due Camere, la svolta se la sarebbe comunque solo sognata, ma siccome è andata anche peggio, non poteva fare altrimenti.

A questo punto è auspicabile che quei pochi esponenti e militanti che sostengono ancora soluzioni di sinistra all’interno del PD, tolgano il disturbo da quel partito ormai ridotto ad una succursale di centristi e democristiani e cerchino di aggregarsi in una nuova formazione insieme a SEL e a quei sparuti raggruppamenti di sinistra alternativa. Eh sì, tutta da ricominciare, tutto da rifare. Ma è molto meglio prendere coscienza di ciò, conditio sine qua non per ricominciare a sognare una società più giusta e ugualitaria.

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 3/5/2013

 

 

 

  1. Dalle leggi ad personam alla convenzione ad personam?
    che faccia di bronzo…

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  2. Mi pare che hai mancato qualcosa da addebitare a questo governo. secondo me ha già fatto dei favori al, come lo chiami tu, kaimano, nel momento in cui il Presidente del Consiglio nel suo programma si è dimenticato di inserire sia il conflitto di interessi che la inelegibilità per tutte le accuse giudiziarie che emergono dal sul agire sia nel pubblico che nel privato.

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  3. il kaimano più che un padre costituente è un padre “prostituente”

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  4. A distanza di vent’anni mi sono accorto che ci han rubato tutto: amore, speranza, spirito di fratellanza. Ci han tolto la gioia di sorridere per le piccole cose….

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