NOTTI MONDIALI

NOTTI MONDIALI

 

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-       Notti magiche

Il mondiale in assoluto  è qualcosa di incredibilmente unico. Il mondiale in Brasile, per tutto ciò che questa nazione rappresenta, è davvero il massimo. Non è il caso di sottolineare che i padroni di casa partono con i favori del pronostico: perché lo sono da sempre, perché lo saranno per sempre, ovviamente hanno il vantaggio di essere sostenuti da un pubblico caloroso e colorato, la famosa torcida brasileira. Il Brasile in Brasile, non succedeva dal 1950. Sai che roba. Quasi più che da noi a ITALIA 90, il mondiale delle notti magiche, il mondiale di Salvatore Turiddrhu da Palermo al secolo Totò Schillaci, quando il nostro calcio era ai vertici del football mondiale. Ora con la sconfitta della Juve contro il Benfica, siamo scivolati al 5° posto del ranking Uefa superati pure dal Portogallo con la Francia attaccata alle costole.  Noi, però siamo l’Italia, il Brasile d’Europa e dunque ci siamo e ci saremo e spero ci faremo sentire anche in Brasile. Però, tanto dipenderà dalla condizione fisica del gruppo, dal momento che quasi sempre al Mundial vince non solo chi è più bravo ma anche chi ha gamba più degli altri. Purtroppo il blocco Juve è affaticato da una stagione tiratissima, così come la pattuglia milanista e giallorossa. Comunque, l’Italia possiede gli uomini in grado di incidere sul corso di una partita, parlo di Buffon , Pirlo, De Rossi, Balotelli, Rossi e Cassano. Per la cronaca Casa Azzurri pianterà le tende a Mangaratiba, a 50 Km da Rio de Janeiro, un centro sportivo protetto e lontano da qualsiasi tensione.  Molto inoltre dipenderà dal clima, ad esempio gli azzurri sballottati tra Manuas e Recife dovranno confrontarsi oltre che con gli avversari di turno tra cui Uruguay e Inghilterra già campioni del mondo in passato, anche con l’umidità e il calore di un clima decisamente tropicale più di quello di Mexico 86 e più torrido di quello di Usa 94, temperature poco favorevoli ai grandi sforzi fisici. E’ la ragione per la quale, tutte le squadre impegnate nella World Cup hanno scelto ritiri al Centro e al Sud del Brasile, dove l’inverno è più simile alla primavera europea. Le note negative che avvolgono la festa del “futebol  bailado  brasileiro” che fu in passato di Pelè, Zico, Ronaldo, Romario, Garrincha, Ronaldinho ed oggi di Neymar e Thiago Silva, sono le ansie e le paure di una macchina organizzativa non proprio oleatissima e i  ritardi nella costruzione di stadi e infrastrutture.

I fenomeni del calcio mondiale però ci sono e ci saranno tutti o quasi… All’appello mancheranno Zlatan Ibrahimovic che non si è qualificato e forse Carlitos Tevez tagliato dall’ottusità del CT argentino Sabella. Il resto del parterre è al completo. Da Messi a Neymar a Ronaldo a Rooney a Cavani ai nostri Pirlo e Buffon. Giusto per dire che il divertimento sarà comunque assicurato  e che dal 12 Giugno “Certe Notti” saranno di nuovo magiche, notti speciali, NOTTI MONDIALI…

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-        Ho fatto piangere il Brasile

A proposito della prima e unica edizione del mondiale finora disputato in Brasile nel 1950, quello della famosa tragedia del Maracana  relativo all’incredibile sconfitta contro l’Uruguay di Ghiggia, Schiaffino e Barbosa. Quanto successe allo stadio di lì a poco dopo la fine della partita è inimmaginabile. Una decina di tifosi fu colpita da infarto. La cronaca o la leggenda parla addirittura di 10 suicidi all’interno dello stadio. Di sicuro centinaia di persone posero fine alla loro vita e le ore successive alla partita trascorsero in un clima drammatico peggio della guerra. In un locale tre tifosi vennero uccisi, il tecnico del Brasile Flavio Costa, scelse la via dell’esilio in Portogallo come il Re d’Italia Umberto di Savoia. L’ambasciatore uruguagio a Rio de Janeiro venne accoltellato. In un Bar gestito da un connazionale il bomber uruguagio Varela che aveva segnato il gol della vittoria  fu avvicinato da un tifoso del Brasile, l’attaccante temeva la voglia di vendetta e invece il tipo lo abbraccia e gli sussurra: aiutateci a dimenticare. Come se si trattasse della fine di una guerra civile….Varela, in qualche modo si appropriò del dolore di un popolo e anni dopo disse: se dovessi giocare di nuovo quella partita non la vincerei. Anzi segnerei nella mia porta, inoltre se dovessi rinascere non giocherei più a calcio, mi sentii complice e colpevole di morti e suicidi! Dal punto di vista sportivo e razionale, la sconfitta del Brasile è inspiegabile.  Nei fatti sono stati puniti le presunzioni e la fragilità di un gruppo di campioni, incapace però di conservare dentro di sé quel briciolo di umiltà necessario a portare a casa la vittoria. Lo stesso avvenne anni dopo nell’82 quando gli artisti del futebol brasileiro come Zico, Cerezo, Socrates, Falcao, Junior, Eder, il meglio del meglio, la crema del calcio anni 80 incepparono per presunzione contro l’Italia dei Bearzot perché non si accontentarono del pareggio che li qualificava e nella foga di vincere presero il terzo gol di San Paolo Rossi da Prato al secolo Pablito che fece piangere l’intero Brasile. Quest’ultima partita è conosciuta come la tragedia del Sarria che era lo stadio di Barcellona dell’Espaniol oggi demolito per far posto ad un centro commerciale. Che ricordi di fanciullo, il Sarria, il mitico stadio dei trionfi azzurri contro Brasile e Argentina. Anche nel 50 per la verità bastava un pareggio per vincere il mondiale ma non si accontentarono neanche allora e persero. Chi si accontenta gode dice Ligabue…L’immagine più cupa di Brasile 50 rimane quella di Moacir Barbosa, portiere della Selecao, anche lui fece piangere il Brasile come Pablito Mundial ma a differenza di Paolo Rossi faceva parte della sua stessa squadra e sbagliò l’intervento su entrambi i gol dell’Uruguay. Leggenda narra che Barbosa da quel momento visse di elemosina ripudiato da tutti. Fatto sta che alla vigilia dei Mondiali di Usa 94, voleva far visita in ritiro alla Selecao Brasileira, ma venne bloccato all’ingresso perché portava sfortuna. Ne soffrì in maniera terribile tanto da sfogarsi con il giornalisti: “Perfino un assassino dopo aver scontato la pena esce dal carcere. Cosa ho fatto io per subire una condanna lunga 44 anni…?” Prendesti 2 goal parabili risposero i giornalisti!!

ANTONIO LEO

Collepasso, 10/5/2014

 

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