“NON POSSUMUS”

 

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“NON POSSUMUS”

ERA ORA!!!

Finalmente il Cardinal Bagnasco, Presidente della C.E.I., ha detto la sua per conto della chiesa cattolica contro questo strampalato andazzo governativo.

         Esordisce: C’è da purificare l’aria, perché le nuove generazioni, crescendo non restino avvelenate”. Continua col citare l’articolo 54 della Costituzione: “Chiunque sceglie la militanza politica, deve essere consapevole della misura e della sobrietà, della disciplina e dell’onore”. Va avanti sostenendo: “Quando le congiunture si rivelano oggettivamente gravi, e sono rese ancor più complicate da dinamiche e rapporti cristallizzati e insolubili, tanto da inibire seriamente il bene generale, allora non ci sono né vincitori né vinti: ognuno è chiamato a comportamenti responsabili e nobili”.  Ma è proprio a Berlusconi che si riferisce quando denuncia: “I comportamenti licenziosi e le relazioni improprie sono un danno sociale che essi producono”.

        Aggiunge inoltre che: “I comportamenti non solo contrari al pubblico decoro ma intrinsecamente tristi e vacui; l’improprio sfruttamento della funzione pubblica; i comitati d’affari che, non previsti dall’ordinamento, si auto impongono attraverso il reticolo clientelare, andando a intasare la vita pubblica con remunerazioni, in genere, tutt’altro che popolari; l’evasione fiscale autentico cancro sociale che non viene sufficientemente contrastato”. Caro Bagnasco, anche il simonismo che avete per secoli praticato era ed è un peccato.

        Comunque, il Cardinal Bagnasco, una volta tanto, richiama ai valori cristiani tutti coloro che ipocritamente, pur dicendosi cristiani agiscono da degenerati. Insomma, per dirla con il parlamentare Rotondi, secondo il quale il premier è un “santo puttaniere”, questo ai vescovi non sta più bene anche se è un governo molto generoso nei confronti della chiesa, non basta più e non è più tollerabile. E continua sostenendo che: “Il cristiano non compra l’amore, non compra il consenso, non mente, non inganna, non privilegia i ricchi contro i poveri, non presta falsa testimonianza.” 

 

        Delle due l’una: o la chiesa sta ritornando alle origini paleocristiane, e sarebbe auspicabile per la sua credibilità, oppure ha capito, come lo ha capito anche la confindustria, che Berlusconi e il suo governo con la sua sgangherata maggioranza è arrivato al capolinea, quindi insieme, i potenti sostenitori di questo governo si apprestano a voltar pagina. In duemila anni di potere ecclesiastico operazioni di questo genere se ne possono riscontrare a migliaia. Però, io, pur essendo un ateo mi auguro che la chiesa migliori e  quindi questa rinnovata sensibilità verso la giustizia sociale e il decoro morale abbia basi sincere e durature. In quanto alla confindustria poi, si tratta di cinismo allo stato puro. Prima li fa i governi e poi li abbatte quando non sono in grado di appagare la fame di accumulazione dei suoi soci.

F.to gaetano paglialonga

Collepasso 27/9/2011

 

 

                                   

  1. In margine alla notizia, poco diffusa, sul rilevante numero (oltre 100) di parlamentari tedeschi, non
    presentatisi in aula al momento della visita di Benedetto XVI, c’e da annotare postivamente la proposta di
    invitare successivamente i rappresentanti di altre religioni.
    Al tempo della visita al Parlamento italiano di Papa Woityla 11 furono gli onorevoli dissenzienti che non
    parteciparono all’ incontro; non risulto’ avanzata analoga iniziativa verso esponenti massimi di altri
    culti, come la valdese, in cui spicca una figura femminile, la pastora Buonafede.
    Non va neanche dimenticato che i parlamentari italiani, unanimi applaudirono la sollecitazione del
    pontefice per il varo dell’ amnistia, su cui dopo si rincorsero scaricandosene la responsabilita’. Vale precisare serenamente che la lesione del principio di laicita’, sollevata in questa come in tante altre vicende o occasioni, si determina non tanto per richiami ad una fede nell’azione pubblica, quando ad una di esse si assicurano in esclusiva facolta’, privilegi e provvidenze con compromessi e trucchi legislativi, uno per tutti il papocchioxMille, un occhio chiuso sull’ICI e tanto altro ancora, a tutti i livelli.
    Giacomo Grippa (Lecce)

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  2. giacomo grippa 1 ottobre 2011, 11:11

    Ecco due processi penali, riguardanti parrocchie leccesi:

    1) Il Gip del Tribunale del capoluogo, Cinzia Vergine, ha proposto, come pena alternativa
    alla detenzione, confermata dal giudice Rotondano, il lavoro per tre mesi in parrocchia,

    per l’aiuto ai bisognosi e quant’altro, liturgicamente o meno necessario, di un giovane,

    S.G.V. trovato in possesso di droga.
    Oh, santa Vergine, la parrocchia come struttura …per ogni funzione pubblica?
    Avra’ il Gip, in istruttoria, accertato, extra privacy, la fede del giovane, che potrebbe patire

    doppia pena, se fosse ateo o agnostico.
    Oh, santa Vergine, oh benedetta laicita’, intra- moenia fidei, “…senza distinzione di sesso,
    razza, religione…” .

    2) A processo il viceparroco di Calimera, don Pippi Guido, per accertare le sue responsabilita’
    nell’aver “trattenuto”, oltre 50 milioni di lire, lasciatigli in custodia da un’ anziana.
    Il caso scoppio’ al momento del difficile, dilazionato recupero di queste somme,

    necessarie al ricovero in un ente assistenziale della parrocchiana.
    Sono state di conseguenza sequestrate le disponbilita’ di circa € 30.000 sul conto bancario
    del prelato ed avviato il processo a suo carico.
    Certo l’anziana non poteva trovare un migliore, inaffidabile Guida spirituale.

    Giacomo Grippa (Lecce)

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