NON E’ MAI TROPPO TARDI

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  NON E’ MAI TROPPO TARDI

 

Come immaginate un maestro che ha insegnato  solo 10 anni ad oltre un milione e mezzo di italiani a leggere e scrivere, tanto da conquistare la licenza elementare? Era proprio tra il 1958 e il 1968, durante gli anni della trasmissione da lui condotta “ Non è mai troppo tardi”, quando un italiano su 10 non sapeva ne leggere ne scrivere. Si chiamava Alberto Manzi. Manzi, un uomo di buon senso dotato di coraggio intellettuale. Basti pensare a quando smise i panni di conduttore, nonostante la sua popolarità fosse quasi leggendaria, per dedicarsi nuovamente all’insegnamento al Liceo. Un conformista? Piuttosto un disobbediente. Infatti,  quando nel 1981 fu introdotta la pagella a scuola, lui si schierò apertamente contro il provvedimento affermando: “ Non posso bollare il ragazzo con un giudizio, perché il ragazzo poi cambia, è in movimento; se il prossimo anno uno legge il giudizio che ho dato quest’anno, l’abbiamo bollato per i prossimi anni. La disobbedienza gli costò la sospensione dall’insegnamento e dalla paga. Ma lui era un’idealista. Infatti, spese molti anni della sua vita in Sud America per supportare le rivendicazioni  dei Campesinos, durante l’onda lunga delle rivoluzioni di classe che in quegli anni segnavano il continente latino. Le rivoluzioni vere, a cui guardava affascinato, ma con umiltà il maestro d’Italia Alberto Manzi.

Alberto, un maestro reso celebre dalla televisione , perché proprio attraverso la TV insegnò, come detto prima, a leggere a milioni di italiani in un’epoca in cui l’analfabetismo aveva ancora un’importanza. La sua trasmissione suscitò un interesse significante, ma soprattutto ebbe grande rilevanza a livello sociale. Si trattava praticamente di un corso di scuola serale e si stimò che quasi due milioni di italiani prese la licenza elementare. Terminata la trasmissione inoltre,  si dedicò ad alcune campagne di alfabetizzazione degli italiani all’estero. Ma non cambiò mai opinione rispetto alle pagelle, difatti, quando il ministro della pubblica istruzione dell’epoca fece pressione su di lui per convincerlo a scrivere le attese valutazioni,  Manzi fece intendere di rimanere sulle sue posizioni, mostrandosi tuttavia al tempo stesso disponibile a redigere una valutazione riepilogativa. Ma il giudizio sarebbe stato uguale per tutti e apposto su carta tramite un timbro con queste parole: “ Fa quel che può, quel che non può non fa”. Alberto ogni tanto scompariva dalle classi, lasciando gli alunni nelle mani di supplenti disperati per presentarsi davanti alle varie commissioni del Ministero della pubblica istruzione, richiamato all’ordine per avere infranto qualche regola scolastica. Eppure poi tornava sempre , dopo la sospensione, mai scoraggiato e mai domato dalle sue convinzioni. E così, insieme agli alunni, aspettava la sospensione successiva. Il suo modo di insegnare era avanti di 50 anni alla scuola italiana. Visto come sta la scuola oggi, direi che stava avanti almeno 100 anni. Lui aveva capito che la guerra nasceva dall’ignoranza, e attraverso la scuola, cercò di creare una società migliore. Nelle sue classi c’era anche posto per chi suggeriva e per chi copiava, perché voleva una società in cui ci si aiutasse a vicenda. D’altra parte lui era conosciuto come docente del carcere minorile di San Michele in Roma, luogo da dove erano scappati i suoi 4 predecessori: lui conquistò i ragazzi, e i ragazzi non regalano affetto e rispetto a chi non sa conquistarli.  Un’opera adatta ad un rivoluzionario gentile quale fu Alberto Manzi!

F.to ANTONIO LEO

Collepasso,28/7/2014

  1. l'alloro di lucio 12 agosto 2014, 9:23

    Non è mai troppo tardi neanche per il nostro caro concittadino LUCIO RUSSO , che qualche giorno fa si è laureato presso la facoltà di lettere di Bologna….Il nostro Lucio ha sfidato e vinto contro la rossa e dotta Bologna…

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  2. Russo dottor Antonio detto Lucio, un idolo della nostra gioventù. SIMPLY THE BEST. (Ubi Maior Minor Cessat)!

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