Non è l’apocalisse!

 

 

 

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Non è l’apocalisse!

E allora?

“Muta è Natura e invan la interroghiamo:”

 

Una riflessione sull’immane tragedia verificatasi in Giappone inesorabilmente ci porta a ridimensionare la nostra umana supponenza di fronte alla natura che segue il suo corso ignorando la nostra esistenza. Ma il gran Maestro che meglio di chiunque altro ha saputo descrivere la fragilità umana di fronte a cataclismi simili, è quell’illustre filosofo, scrittore, politico e poeta che risponde al nome di  François Marie Arouet, più noto con lo pseudonimo di Voltaire. Questo grande francese  nell’osservare il disastroso terremoto di Lisbona avvenuto nel lontano 1755, scrisse un poema con il quale espresse tutta la sua profonda amarezza di fronte alla debolezza umana e alla potenza cieca della natura. Ecco due righe iniziali di quel poema:“Poveri umani! e povera terra nostra!/ Terribile coacervo di disastri!”. Disprezza coloro che cercano di consolare e/o giustificare tali immani disastri:  “Consolatori ognor d’inutili dolori!/Filosofi che osate gridare tutto è bene,/ venite a contemplar queste rovine orrende:…”. E decisamente contro la natura indifferente del destino dei viventi scrive: “Della distruzione la natura è l’impero…/  Elementi, animali, umani tutto è in guerra./ Confessiamolo pure, il male è sulla terra:”.  Lo consiglio a chi non lo avesse letto.  Racconta in modo magistrale l’umana fragilità, ci aiuta a calcolare la nostra straripante supponenza..

 

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Ora dal così alto poetare di Voltaire, rimettiamo i piedi per terra e calcoliamo l’ulteriore danno che ne sta derivando dall’imprudente  tecnologia umana: il nucleare. I danni che possono derivare dalle esplosioni delle centrali nucleari, sono incalcolabili. Nonostante  i giapponesi non hanno lesinato sforzi e investimenti in sicurezza, comunque non li ha resi immuni da disastri.

Ed è così che, mentre mezzo mondo ha già iniziato a considerare il nucleare una fonte di energia ad alto rischio non più accettabile, e alcune Nazioni, quali la Germania, la Polonia, la Svizzera stanno già provvedendo a spegnere le più obsolete,  il “nostro” bunga bunga pensa invece di installarne sul nostro suolo natio almeno quattro di questi mostri. Gli affari sono affari, gente!  La lobby del nucleare, pare abbia già versato la tangente, quindi indietro non si torna?!? Chiaro?

E invece dobbiamo fermarlo. Perché, se la cupidigia di Re Mida, per grazia ricevuta, trasformava in oro tutto ciò che toccava,  il “nostro” puttaniere con la sua cupidigia, superiore a quella del Re Mida, tutto ciò che tocca lo fa diventare sterco. Sta annientando le Istituzioni, oltraggiando la Costituzione, demolendo l’economia, e adesso  ha in animo di bombardarci con le centrali nucleari. Quando saremo in grado di prenderlo a calci nel fondo schiena?

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 15/3/2011

 

  1. …e ci tocca pure fare un altro referendum per fermare questa follia, non bastava quello del 1987! Macchè, tutto dimenticato in questo paese del bunga-bunga. E c’è da chiedersi: siamo ancora capaci di ripetere quel “miracolo” di 24 anni fa? Mah.

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  2. Concordo pienamente, ma non è il solo purtroppo. saluti

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