"Noi da una parte sola, quella dei lavoratori" di Alessandro Braga.

 Partito comunista dei lavoratori

Mai con Penati, questo è chiaro. Mai neppure con Rifondazione comunista, perchè “è espressione degli stessi poteri forti che ufficialmente dice di combattere”. Non usa mezzi termini Natale Azzaretto, candidato presidente alla Provincia di Milano per il Partito comunista dei lavoratori, nel parlare dei suoi avversari alla poltrona di Palazzo Isimbardi. A lui interessa ricostruire un fronte di lotta politco e sociale che metta la centro gli interessi dei lavoratori, “scaricati” sia dal centrodestra sia dal centrosinistra.

Perchè ti candidi ?

La scelta del Partito comunista dei lavoratori di presentare una candidatura autonoma nasce da un ragionamento semplice : centrodestra e centrosinistra sono uguali, nel senso che i due grandi blocchi della politica italiana litigano fingendo di essere contrapposti, ma in realtà sono portatori degli stessi ideali, degli stessi valori, che sono quelli dettati dai poteri forti. Noi, invece, vogliamo rappresentare i lavoratori.

Nessuna allenaza neppure con la sinistra alternativa quindi ?

Di nessun tipo. Noi siamo disponibili a fare un fronte unico di lotta con le forze politiche e sindacali che ci stanno, ma partendo da una base chiara di opposizione e con parole d’ordine forti. Che sono le stesse che lanciamo a livello nazionale : blocco dei licenziamenti, salario minimo a 1600 euro per tutti, cassa integrazione anche per i lavoratori precari che perdono il posto di lavoro e nazionalizzazione delle banche. Questa è la base da cui vogliamo partire per creare una nuova opposizione di classe.

Per la Provincia quali sono le vostre proposte ?

Subito la trasformazione di tutti i contratti precari che ci sono nell’ente in contratti a tempo indeterminato, intanto. E poi una politica chiara contraria a costruzioni infrastrutturali che vengono imposte dall’alto alle popolazioni locali. Serve partecipazione : se un’opera interessa un territorio si parla con le popolazioni residenti e con gli amministratori locali, e poi si porta avanti la posizione da loro espressa. Netta contrapposizione all’Expo, che è la massima espressione dei poteri forti che comandano Milano. Noi proponiamo di usare i soldi investiti per l’evento del 2015 per migliorare le reti viarie secondarie lombarde, quelle usate tutti i giorni dai lavoratori.

Non vedi differenze sostanziali se a Palazzo Isimbardi dovesse sedere di nuovo Penati piuttosto che Podestà ?

No, non c’è nessuna differenza tra i due. Noi faremo opposizione dura a entrambi, sia nelle istituzioni sia nelle strade.

Ma in questi anni di governo del centrosinistra non vedi proprio nulla di positivo ?

Poca roba. Faccio l’esempio del sisitema scolastico. Certo l’assessore Barzaghi ha data un’impronta diversa rispetto a quello che avrebbe fatto un esponenete del centrodestra, ma alla fine la sua azione pratica è stata quasi nulla. Dopo cinque anni la maggior parte delle scuole della provincia non è stata messa in sicurezza, per mancanza di fondi, e serve ancora un piano di risanamento complessivo.

Rifondazione comunista si presenta in contrasto con Penati. Non potevate costruire un’unica coalizione di sinistra?

Si sarebbe potuto anche fare se il Prc avesse davvero fatto i conti con il proprio passato, se ci fosse stato un mea culpa sulle scelte che in questi ulltimi anni hanno portato alla distruzione della sinistra antagonista in Italia. Ma mi pare che un percorso del genere non sia nemmeno iniziato.

Se si dovesse andare al ballottaggio tra Penati e Podestà che indicazione daresti a tuoi elettori?

Di starsene tutti a casa, non c’è dubbio.

Da ‘Il Manifesto’ pagina milanese.

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