Nasce “Sinistra Anticapitalista”

Dalla classe lavoratrice e dai movimenti sociali un progetto rivoluzionario e libertario per il socialismo.

“Si lavora su un progetto di una nuova organizzazione politica rivoluzionaria che vuole costruirsi nei diversi settori della classe lavoratrice e nei movimenti sociali, ricercando la maggiore proiezione pubblica possibile della propria proposta politica complessiva e perseguendo la ricomposizione delle forze anticapitaliste del movimento operaio nel quadro strategico della costruzione di un movimento di massa per una società socialista e libertaria. (…) Noi, proprio perché crediamo profondamente nel ruolo dei movimenti sociali e di massa, nel valore dell’autorganizzazione delle classi lavoratrici per mettere in discussione il potere delle classi dominanti e per costruire le condizioni concrete di una alternativa al loro dominio, riteniamo indispensabile, nello stesso tempo – e pensiamo sia possibile farlo anche in questo periodo storico- costruire uno strumento politico militante che agisca quotidianamente in forma collettiva ed esprima con la propria azione nei diversi settori della classe lavoratrice e nei movimenti sociali il progetto di trasformazione rivoluzionaria della società capitalistica esistente”

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Dal 20 al 22 c. m. a Chianciano, è in programma un’assemblea fondativa di un movimento della sinistra anticapitalista. Ed un fatto, questo, certamente auspicabile che una nuova formazione politica anticapitalista nasca e si consolidi al fine di portare a termine un progetto politico alternativo rispetto alla palude capitalista nella quale i partiti in Parlamento e nel Paese sguazzano logorando quel poco di credibilità politica sulla quale ancora fanno affidamento (Ovviamente è necessario che questo nuovo soggetto che si intende far nascere, è fondamentale che gli riesca l’operazione di aggregare tutti quei movimenti antagonisti che pur sono presenti nella società). Ma ahi loro, anche coloro che continuano a votare per questi sepolcri imbiancati (e son rimasti in pochi), non lo fanno con passione e sentimento, ma con protesta e risentimento. Beh, sì, non vedono alternative e si astengono dal voto in troppi ormai. E non sono mancati coloro che, nelle ultime elezioni, hanno intravisto nel Movimento 5 stelle una possibilità, mal riposta, quanto meno alla luce dei loro atteggiamenti fin qui emersi, per uscire da questo museo degli orrori che è diventata la classe politicante. Come si è visto, i 5 stelle, hanno una fame di potere più distruttiva di coloro che vorrebbero sostituire.

Tutti i partiti presenti in Parlamento, anche se con diverso stile, a volte addirittura con autentiche cafonerie, non fanno altro che rappresentare gli interessi dei pescecani della borghesia storica e della neo-borghesia finanziaria. La destra cafona va avanti nel costruire strade a scorrimento veloce per la borghesia e cose a loro affini; la sinistra più sinistra che di sinistra, cerca solo di porre qualche limite di velocità, qualche paracarro in più per garantire una marcia meno veloce ma più sicura per i capitalisti globalizzati e in questa secondo strategia, entra a pieno titolo il M5Stelle. Tutta qui la differenza di strategie delle forze politiche in campo.

Fuor di metafora, quindi, si può affermare senza paura di essere smentiti che il turbo-capitalismo a pensiero unico è dominante e non solo in Italia ma nel

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mondo intero. Nonostante questa loro egemonia, non mancano, nei vari Paesi, idee alternative, anche se, per il momento, minoritarie. Oggi più che mai di fronte a questa mancanza di alternative si sente la necessità di rimettere in discussione questo andazzo maleodorante della politica nostrana auspicando un capovolgimento della egemonia capitalista.

Purtroppo mentre tutto va per il peggio: disoccupazione, precariato, tasse nuove ogni giorno per coloro che già non arrivano a fine mese e agevolazioni per i benestanti; mentre tutto ciò rende impossibile la vita a milioni di cittadini italiani, stampa, radio e televisioni son tutte impegnate a raccontarci le varie furberie da azzeccagarbugli che gli avvocati si inventano ogni giorno per cercare di salvare il culo al miliardario, coloro, e sono ancora molti, che si ostinano a definirlo ancora cavaliere, meriterebbero l’esilio. Penso, e non credo di sbagliare, che coloro che hanno problemi seri di sopravvivenza trovano assurdo tutto questo gran casino intorno al problema del pregiudicato nazionale, meriterebbe, a mio parere, per tutto il danno che ha arrecato all’Italia, i lavori forzati a vita. In alternativa, data la sua non tenera età, propongo l’esilio come ha ben meritato il suo gran benefattore Craxi: che Hammamet lo accolga e lì riposi in pace insieme al suo benefattore!

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 12/9/2013

  1. LA DIGNITA’ DEI GERARCHI FASCISTI DEL ’43 NON DI QUELLI D’OGGI.

    Il servaggio ad libitum dei gerarchi fascisti d’oggi attorno al capo, oltre che disgustoso ed orripilante, non dovrebbe meravigliare piu’, costretti ancora a convivere ammorbati da tali agenti patogeni.
    Meraviglia invece la dignita’ dei gerarchi fascisti che il 25 luglio 1943, dinnanzi alla rovinosa disfatta, votarono in maggioranza l’ordine del giorno Grandi, “accelerando” la dismissione del duce, il suo arresto e la sua fine.
    Poi il duce risuscito’ come marionetta del camerata nazista e quei gerarchi furono fucilati a Verona.
    Forse i gerarchi d’oggi, servi del miliardario benefattore, non avrebbero da temere per la vita, ma solo la fine della pappa e la comparsa nelle istituzioni.
    Ma il paragone, per il voto e l’esito finale della vicenda del .43, andrebbe posto…anche per evitare che ai criminali di ieri che seguirono i duci nazifascisti si propongano mausolei ed intitolazioni.

    Giacomo Grippa (Lecce)

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  2. Si, a Chianciano, il Turigliatto, ma per curarsi il fegato!

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  3. Di certo posso dire che chiunque prende in giro la sinistra antagonista fa bene i suoi calcoli politici se è un imprenditore, un commerciante che evade, oppure uno speculatore. Ma se la critica proviene da un lavoratore, peggio ancora se fosse precario o un pensionato, allora è un sottosviluppato mentecatto. Come spiego nell’articolo, infatti, la politica è lotta di classe per coloro che i neuroni ce l’hanno in ordine. tanto meritavi egregio “perfavore”.

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