MURO CHE VA MURO CHE VIENE

Berlinermauer

            C’era una volta il muro di Berlino, tutti, in tutto il mondo, lo denigravano. Lo volevano abbattere. Tutto ciò accadeva mentre altri muri sorgevano, il muro tra Israele e Palestina, il muro americano tra Stati Uniti e Messico. Ora, forse per non sentirci secondi a nessuno, spuntano come funghi i muri anche in tutta l’Europa. I nazionalismi emergono ancora una volta, la crisi economica voluta, anzi imposta in tutto il mondo dalle solite centrali finanziarie, ha innescato gli inevitabili egoismi nazionali. Potrà sembrare poco, ma a me pare che stiamo facendo, consapevoli o meno, un pessimo passo indietro. Stiamo creando le premesse per ulteriori disastri, come se ne avessimo prodotti pochi negli anni passati. Chi non ha memoria storica è destinato a commettere sempre gli stessi errori e orrori, si sa: “il sonno della ragione genera mostri”. Infatti è la ragione, è la memoria che ci fa difetto, non certo ai papaveri, ma a noi popolino sì, dimentichiamo spesso e volentieri che razza di pescecani gestiscono le nostre sorti. Per esempio, la Brexit inglese sta a dimostrare che non sempre il popolo ragiona con la mente, spesso è la pancia che determina le scelte e, nel caso qualcuno avesse delle riserve su questa opinione, è il caso di ricordargli come il popolo italiano inneggiava e si entusiasmava per l’Italia fascista che entrava in guerra nel 1940. Poi arrivarono le bombe degli alleati sull’Italia e tutti diventarono antifascisti. furbi, no? Finchè si massacravano gli altri tutto OK, ma quando cominciarono a pagarne le conseguenze, si chiamarono fuori, nessuno, o quasi, giurò di essere stato fascista, di avere inneggiato alla guerra. Si, gli stronzi opportunisti sono sempre esistiti, non è una prerogativa solo del XXI secolo.

Muri di tutti colori e di tutti i materiali sono già stati eretti, buoni a fermare gli immigrati che scappano dalle guerre e dalla fame. Guerre e fame che i nostri democraticissimi Stati occidentali hanno portato e imposto in quelle Nazioni, a quei Popoli. Ma se ognuno di noi facesse mente locale ai cinquecento anni di colonialismi imposti a quei popoli, alle distruzioni e massacri da questi stati occidentali realizzati ai danni di quelle popolazioni e Nazioni, fino ad arrivare ai nostri giorni, con l’ultimo dei totem da conquistare come il petrolio. Certo, noi siamo diventati intelligenti,  sofisticati, machiavellici, infatti le guerre, le aggressioni in questi paesi è stato imposto a tutti i pennivendoli di definire, queste guerre, interventi umanitari. Poi si sa in guerra anche degli innocenti muoiono, in questo caso si chiamano effetti collaterali. Così in questi ultimi dieci anni circa, gli effetti collaterali hanno causato la morte di circa un milione di inermi e pacifici cittadini, donne e bambini inclusi e cinque milioni di espatriati, fuggiti dal terrore delle guerre da noi portate cercando di raggiungere l’Europa. E giurano, nonostante tutto, che: “lo abbiamo fatto per il loro bene”, che è come dire tutti quei poveracci non vedevano l’ora di essere ammazzati!

 

schiavi

              Dalla guerra fredda che aveva comunque garantito la pace, si è passati quasi subito alle guerre calde: dai Balcani con la scomparsa della Jugoslavia, all’Afganistan, all’Iraq, alla Libia, ora anche in Siria. Milioni di morti innocenti ammazzati e, li chiamano solo effetti collaterali. La finanza internazionale e il pensiero unico sono il motore e il carburante di questa ondata di massacri, dietro cui si nascondono i loschi affari petroliferi e delle industrie degli armamenti, strutture, queste, che fanno parte a pieno titolo della globalizzazione e del loro elaborato pensiero unico. Appunto il pensiero unico è niente altro che l’unico pensiero politico ed economico possibile, chi sostiene tesi diverse e contrarie non è un oppositore, ma semplicemente un pazzo visionario, roba, insomma, da manicomio. Così in un mare di consumismo che toglie volontà e fantasia, il pensiero umano deve sparire, deve eclissarsi, insomma via all’indietro verso il medioevo, quindi, non più cittadini ma sudditi, però consumatori. Guai a smettere di comprare e consumare le innumerevoli cose inutili e anche dannose, ne andrebbe di mezzo la stabilità del sistema, si fermerebbe lo sviluppo industriale e, le masse, ridotte a pecorume hanno bisogno di sentirsi ricchi e abbuffati anche se di cose perfettamente inutili e dannose. E pensare che un grande indiano, un certo Mahatma Gandhi sosteneva con convinzione, che: “tutto ciò che ci è superfluo non ci appartiene”, eh sì, altri tempi. Questa, invece è la nostra sorte, poveri e consumatori nello stesso tempo. Insomma da cittadini a sudditi medioevali, se non addirittura a pecoroni del ventesimo secolo.

 

cameron

                     Ma il peggio deve ancora avvenire. I primi sintomi si possono già cogliere: Tutte le cose che sembravano salde e sane, cominciano a vacillare anche in Europa, così dopo settanta anni di pace si stanno mettendo in moto, nuovamente gli egoismi sfrenati delle classi dirigenti. La crisi economica dovuta alla globalizzazione dei mercati finanziari, nonché l’immigrazione proveniente da tutti quegli stati e nazioni che abbiamo così duramente colpito con la scusa di importare la democrazia ma che in realtà si è trattato solo del controllo delle fonti energetiche, stanno mettendo in prima fila, politicamente, tutti quei partiti che giocano al nazionalismo per puro e per meschino calcolo elettorale. Osservate come sembrano in sintonia e quanto sembra si vogliono bene reciprocamente questi leader nazionalisti. In realtà, il giorno in cui dovessero affermarsi come classe dirigente, io non ho dubbi, saranno questi stessi, sempre in nome e per conto di interessi nazionalisti a decidere di scannarsi, anzi di lanciare che i propri popoli si scannino vicendevolmente come è stato già fatto con le ultime due guerre mondiali. Ed è per questo e, solo per questo, il motivo per cui dico e spero che un’Europa Unita, nonostante il suo appiattimento sulla globalizzazione dei mercati, è, di fatto, nelle condizioni date, il meno peggio che ci possa capitare. Se poi, le attuali classi dirigenti europee riuscissero a mettere in sordina gli interessi egoisti di ognuno e realizzassero una vera e propria unità politica, sarebbe un vero miracolo, ma purtroppo, ai miracoli non ci ho mai creduto. QUINDI, MI LIMITO A SPERARE LAICAMENTE IN UNA EUROPA PIU’ DEMOCRATICA CHE SAPPIA METTERE LA MUSERUOLA ALLA GLOBALIZZAZIONE FINANZIARIA E A TUTTE LE LOBBY DEI VARI PESCECANI IN GIRO PER IL MONDO, SOLO COSI’, PENSO, SI POTRA’  EVITARE LA TERZA GUERRA MONDIALE CHE, A TUTT’OGGI, SEMBRA DIETRO L’ANGOLO. E, SECONDO PAPA FRANCESCO, ADDIRITTURA SAREBBE GIA’ COMINCIATA. SPERIAMO CHE SIA UN PESSIMO PROFETA QUESTO PAPA, ALTRIMENTI ADDIO PACE E ADDIO SPERANZE PER UN BUON FUTURO, IN MODO PARTICOLARE PER I NOSTRI FIGLI E NIPOTI.

13521963_1645577595762565_2986672471184152149_nNon era un profeta, era solo un ottimo politico.

F.to pagliatano

Collepasso, 26/6/2016

 

  1. Pensi allo spirito che animava le grandi pulsioni di popoli che volevano costruire la pace, non ti accorgi che di quello spirito è rimasto solo il cadavere e ancora ti illudi che possa valere qualcosa.

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  2. eh sì, anche per me la speranza è l’ultima a morire. Lo so, è difficile mantenere calmi gli animi animaleschi dell’uomo, nonostante ciò continuo a dire la mia dentro la quale c’è la speranza che quest’uomo, detto sapiens sapiens, cominci a sapere, capire e fare, finalmente, qualcosa di buono.

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