Movimento Studentesco – Riforma Germini dopo le Confessioni di Cossiga

49.jpg   A quarant’anni da quel ’68 sarà un nuovo autunno caldo?

Forse, se studenti e operai, insieme ancora una volta, capiranno che non hanno più niente da perdere e tutto da guadagnare nell’aprire una lotta a tempo indeterminato contro un regime squallido e arrogante, il quale vuol trasformare tutti noi consapevoli cittadini in tremebondi sudditi.

Però, nella seconda metà degli anni sessanta, il fordismo era al suo apice, le assunzioni in tutti i settori erano la norma, gli industriali davano salari da fame però ti pregavano di restare, di non licenziarti, gli servivi, avevano bisogno, perchè il serbatoio di operai specializzati disoccupati essendo scarso non gli garantiva il ricambio.

Oggi, precarietà lavorativa diffusa in tutti i settori, la cassa integrazione dilaga nei vari comparti, la sinistra politica si lecca le ferite, i sindacati in crisi di credibilità. Aggiungiamo a tutto questo: una crisi finanziaria che sta avendo ripercussioni sulle attività produttive, quindi, ulteriori licenziamenti, ulteriore cassa integrazione, ulteriore precarietà lavorativa. Ce la farà questa nuova generazione di giovani studenti e operai a rompere con una tendenza che li vuole sconfitti per sempre? Se ce la farà, potrà dirsi la “meglio gioventù” del terzo millennio, altrimenti pagheranno e pagheremo cara questa sconfitta, noi, gli attuali giovani, nonché le future generazioni.

Collepasso 20 ottobre 08 Di Gaetano Paglailonga     Peró,  occhio ragazzi ai machiavellismi.

Se la chiave del potere è stata, ed è tutt’ora, nel trasformare un cittadino in suddito attraverso divieti e privazioni, per conservarlo in un tale stato, è però necessario avere dei Cossiga al Governo!

Ecco la cura del Cossiga per chi cerca di ridiventare cittadino e quindi esige i suoi diritti, secondo l’ex presidente infatti è necessario: “Fare (agli studenti) quello che feci io quand’ero ministro dell’interno…Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco la città.” Il giornalista chiede ancora: dopo di che? “dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle autoambulanze dovrà sovrastare quello delle auto della polizia e dei carabinieri”. In che senso? Chiede ancora il giornalista. “Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano.”Anche i docenti? Chiede il giornalista. “soprattutto i docenti!” risponde il secondo peggior Presidente della Repubblica dopo Segni, che l’Italia ha avuto l’imbarazzo di avere alla massima carica dello Stato. Fin qui è riportata l’intervista apparsa su alcuni giornali con tiratura nazionale, compresa “la Repubblica, del 28 ottobre, dalla quale questa intervista è stata tratta.

Per i giovani questa coscienza truce di Cossiga, sarà una novità. Ma, per chi come me ha vissuto gli anni sessanta e settanta ad occhi aperti, l’unica meraviglia consiste nel sentir confessare tutte le accuse che da trent’anni urliamo contro quel comitato d’affari che, preso il potere, per conservarlo utilizzò a piene mani i “Consigli al Principe” di Macchiavelli, e che in una nuova versione aggiornata furono definiti, “ strategia della tensione” e “opposti estremismi”.

            Collepasso lunedì 27 ottobre 08 di Gaetano Paglialonga   Ecco un film che abbiamo già visto,ecco cosa intendeva dire Cossiga

Ogni qual volta un movimento di operai o di studenti si mette in marcia per difendere i propri diritti, puntuali come le cambiali arrivano i neo-fascisti, autentici utili idioti in servizio permanente del capitalismo parassitario e assistito. E, come al solito, questi sottosviluppati mentali, sono convinti di portare avanti la loro eversione, mentre riescono solo, come sempre, a consolidare il potere esistente e rendere felici i loro gestori, insieme a qualche emerito arteriosclerotico come Cossiga.

            Quelle mazze con le bandiere tricolori avvolte intorno, quei volti niente affatto di giovani studenti, quel camion pieno di quelle mazze sono la dimostrazione che i consigli machiavellici di Cossiga dell’altro giorno sono stati raccolti. Infatti, mentre i fascisti picchiavano i giovani studenti, la polizia stava a guardare, il machiavellismo cossighiano ha colpito ancora.

Ancora una volta quindi, il diritto democratico degli studenti di manifestare contro un tentativo di distruggere la scuola pubblica a vantaggio di quella privata, viene spinto loro malgrado verso un disordine organizzato, mediante i suddetti corpi estranei intrisi di servilismo e quindi sempre pronti e al servizio del potere politico-economico dominante.

Dappertutto, son nati e, tutt’ora nascono individui con la vocazione del servo sciocco, dell’utile idiota, oggi, i neo-fascisti sono l’ultima incarnazione.

Collepasso 30 ottobre 08  di Gaetano Paglialonga

  1. avanti ragazzi, non mollate, fateci sognare, provate anche voi a dare il vostro “assalto al cielo”.

    Reply
  2. Straordinario, solo pochissimo tempo fa, la stampa e sette telegiornali tutti i giorni riempivano i loro spazi con le insensate gesta di tantissimi bulli minorenni. Tutti i mas-media davano per scontata una scuola allo sbando e una generazione di studenti dissennati.
    Altro argomento prediletto dai pennivendoli e dai mezzo-busti era al loro dire la divaricazione generazionale tra genitori e figli, ma in realtà lavoravano per una vera e propria contrapposizione, con lo scopo tutto politico di raggiungere l’obiettivo mai dichiarato, di ridurre la pensione ai genitori e distruggere quella dei figli, invogliando questi ultimi, a ricorrere alle pensioni private, alle assicurazioni.
    Poi in pochi giorni un “ONDA” anomala spazzò via quella palude e l’aria malsana che generava. Un’intera generazione di studenti devono ringraziare l’inverosimile Ministra Gelmini. Perché, senza la sua pochezza in fatto di istruzione, mai si sarebbe potuto realizzare questa ventata di aria nuova, che forse, tutti ne sentivamo il bisogno, ma certamente, a tutti farà solo del bene.
    L’altra magia realizzatasi, è quell’abbraccio alla luce del sole, tra figli e genitori nel manifestare insieme e, non solo la rabbia per la scuola pubblica che il potere delirante vuol dissolvere, ma anche il piacere di stare insieme, di condividerne metodi di lotta e obiettivi da raggiungere. Se non volete definire ciò, una rivoluzione colturale in atto, e allora chiamatelo pure miracolo, però, da attribuire tutto a Santa Gelmina, l’attuale beata ignoranza.

    Reply

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *