MORTO UN IMPERO, SE NE FA UN ALTRO.

 

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MORTO UN IMPERO, SE NE FA UN ALTRO.

            Sembra che anche in questo, il teorema nietzschiano (nicciano) dell’ “eterno ritorno”, risponda a questo suo assunto. Gli imperialismi sono stati, da millenni, gli strumenti micidiali di governo di interi popoli del tutto sottomessi. Sottomessi da poche lucide e viperine menti, con l’aiuto e il sostegno delle religioni, autentici strumenti, questi, di consenso verso il popolo credulone, del quale gli uomini avidi avevano necessità per fare le guerre e far sopportare tutte le conseguenze con divina rassegnazione e, invitandoli, a uccidere l’infedele perché è il dio di turno  a volerlo. E il popolo bue, sempre, ha ingoiato la solita pillola avvelenata servita dai poteri economici dominanti, ci risiamo, oggi, volenti o dolenti, dobbiamo prendere atto che siamo  all’inizio della fine per l’ennesimo impero, l’attuale, l’impero occidentale e cristiano.

SONO PESSIMISTA

A differenza dell’ottimismo di Antonio Leo, che nel suo articolo (la cultura europea, la migliore “arma” contro il fondamentalismo), con il quale  loda l’elevato valore dei nostri ideali, io, invece, sono pessimista e non vedo dove sono finiti i valori della rivoluzione francese del 1789 e meno che mai quelli socialisti del ventesimo secolo. Vedo, invece, che la globalizzazione con il suo pensiero unico, ci ha fatto finire in un cul-de-sac economico, valoriale e morale. Quando “cadde il muro di Berlino”, con disappunto, osservavo quanti ne lodavano l’evento. Io, invece, vidi già allora l’inizio del disastro dell’occidente capitalista e cristiano, altri vollero vedere, invece, il trionfo della libertà.

LA TREGUA

C’è di che rallegrarsi per i cinquanta anni che l’umanità è vissuta in una relativa pace. È stato il tempo in cui due imperi, quello americano con il patto Atlantico e quello sovietico con il patto di Varsavia, hanno segnato una tregua necessaria. Imperi, questi, i quali possedevano delle armi di distruzione di massa tali che non consentiva più un confronto diretto, se non la distruzione di entrambi. E fu pace, crollato uno dei due, quello rimasto in piedi ha iniziato a fomentare guerre in tutto il globo terrestre, voleva il potere totale, il potere mondiale. Ci stava quasi riuscendo, ma anche per questo è incorso nelle solite e inevitabili contraddizioni che hanno colpito tutti gli imperialismi precedenti.

UN’AUTO CITAZIONE

Sarò costretto ad un’auto citazione per spiegare al meglio quanto ci sta accadendo e perchè: quando ero ragazzo, come tutti i ragazzi irrequieti, con un amico andavo fra le campagne a rubare i frutti di stagione. Arrivati vicino ad un albero di fioroni, belli dolci e nutrienti, notammo un nido di vespe e questo ci impediva di salirci sopra e abbuffarci di quei frutti. Il mio amico volle sfidare quel vespaio e iniziò a buttarci zolle di terra, io glielo sconsigliavo, sapevo che le vespe non scherzano con gli umani e son capaci di far male. Insistette, centrò l’alveare, le vespe in centinaia, e di certo incazzate, ci assalirono, finimmo all’ospedale e solo le cure mediche ci salvarono da una morte dolorosissima e precoce. È con questa immagine che vedo il comportamento dell’impero occidentale, sedicente libero e cristiano nei confronti del resto del mondo.

LE CONTRADDIZIONE TRA IL POPOLINO

Dopo i fattacci di Parigi, anche nei bar si discuteva e, il solito utile idiota, proponeva di tagliare a testa a questi estremisti, io non fui capace di tenere per me le mie idee e risposi che anch’io sarei d’accordo, se però fossimo in grado, noi occidentali, di condannare a morte e tagliare la testa all’americano George Walker Bush, all’inglese Tony Blair e al francese Nicolas Sarcozy, i tre viperini invasori di popoli  e nazioni indifese i quali hanno causato la morte di centinaia di migliaia di poveri innocenti tra Irak, Afganistan e Libia, e con faccia di bronzo hanno sempre sostenuto che sono intervenuti per portare la democrazia tra quei popoli, quindi per una giusta causa, in quanto ai morti innocenti sono da considerare solo degli effetti collaterali, che figli di puttane! Né si può sperare che il tribunale internazionale li possa mai condannare, in quanto lo stesso tribunale è solo una loro emanazione, una loro creatura, un loro strumento al fine di condannare i loro nemici che non si piegano ai loro voleri, alle loro esigenze. Come era prevedibile, l’idiota, non seppe rispondere e tacque. In realtà, questi uomini di potere politico, sono diventati nell’arco di tre decenni, solo degli utili idioti della globalizzazione, e del suo pensiero unico. Sono le multinazionali degli armamenti, dell’energia e della finanza internazionale che dirigono l’impero e le sue terribili decisioni. Il resto son fandonie, valide solo per il popolo bue, per i poveri di spirito.

GLI ANTICHI IMPERI.

L’impero degli Accadi, poi gli Ittiti, poi i persiani con Ciro, poi gli egizi, poi i geci con Alessandro Magno, poi i romani ecc. fino ai nostri giorni, sempre con una religione a portata di mano, così trono e altare hanno tragicamente condotto interi popoli alla distruzione. Da sempre, un impero sconfitto ha dato l’opportunità di farne nascere un altro,  a volte meno terribile, a volte anche peggio. Di sicuro questi fanatici, con la foglia di fico del Corano, il quale non incita certo al massacro, c’è il rischio che eguaglino le terribili conseguenze causate dai nazi-fascisti nel secolo scorso. Perciò, è probabile che ci troviamo di fronte ad una forma di nazismo altrettanto infernale. Ma c’è di che augurarsi che gli islamici moderati, coloro che danno del Corano una giusta interpretazione, si facciano sentire e sconfiggano gli estremisti della loro stessa religione, autentici giannizzeri dei loro capi i quali parlano del profeta ma pensano al petrolio.

GLI IMPERI VANNO E VENGONO

Quindi un impero non è per sempre, per sempre, invece, sembra restare la volontà di realizzare nuovi imperi da parte di una minoranza dell’umanità fornita di diaboliche menti. Né il nostro impero occidentale e cristiano farà eccezione, né tanto meno credo che durerà tanto quanto altri imperi che sono sopravvissuti per centinaia di anni. Che l’impero atlantico cristiano, sia in disfacimento, sono tanti i segnali che mese dopo mese, anno dopo anno ne stanno tracciando la decadenza, il declino. Un altro impero, probabilmente peggiore, sta per imporsi, mi auguro solo di non vivere tanto da doverlo subire e provo ansia per i miei nipoti e pronipoti. Come sempre, un fatto di questo genere, comporterà stravolgimento di usi costumi e valori e questo è poco, ma quello che più preoccupa sono le violenze, la morte, le distruzioni che comporterà questo passaggio da un impero all’altro. Riuscirà il nuovo impero  a realizzare la terribile profezia di George Orwell contenuta nel suo libro 1984 con  quel diabolico “Grande Fratello“? Beh, l’attuale impero in declino ci è andato molto vicino!  Necessariamente dovrà, l’Ortodossia del pensiero unico, consistere nel non pensare — nel non aver bisogno di pensare. L’Ortodossia è inconsapevolezza, pensiero e discernimento saranno, necessariamente, considerati eversivi. Eh sì, l’umanità viaggia verso il peggio, mala tempora currunt! Mi auguro sinceramente che sia solo un mio personale pessimismo, ma considerando che non si sente neanche la più banale autocritica da parte della classe politica che ha realizzato tante ingiustizie e massacri, mi porta a restare, per adesso, pessimista.

f.to pagliatano

Collepasso, 12/1/2015

  1. Carla Corsetti 12 gennaio 2015, 13:22

    L’11 settembre ormai è relegato al passato, la nuova fase del terrore indotto è datata 7 gennaio.

    Il sentimento di rabbia contro gli esecutori della strage di Parigi deve lasciare il posto alla razionalità nel tentativo di capire quali possano essere state le cause e le finalità della strage, o forse per intuire chi siano stati i mandanti.
    Quanto accaduto ha piani di lettura diversi e sovrapponibili; ricucirli non è affatto semplice.
    La storia personale degli assassini esclude un ‘motu proprio’ ma si innesta nella strategia della tensione internazionale della quale i fratelli Said e Cherif Kouachi sono stati strumentali, e sapere se lo siano stati consapevolmente o inconsapevolmente è un dettaglio inutile, come non è particolarmente utile soffermarsi sulle incongruenze che stanno emergendo dalle indagini.
    È decisamente più importante sapere a chi giova una strategia del terrore in Europa e chi, all’interno degli Stati europei potrà trarne vantaggio.
    Gli Stati Uniti, l’Europa, la Russia e il fascismo islamico, sono questi i giocatori di un poker inequivocabilmente truccato.
    Molte sono le fonti che riconducono agli Stati Uniti, attraverso la CIA, l’addestramento dei terroristi islamici in funzione antisovietica, e ora è difficile determinare se e quando i fascisti islamici si siano resi “autonomi” e da quando siano “sfuggiti al controllo”.
    La cultura mussulmana era fatta di tolleranza, di istruzione, e la maggior parte delle società mussulmane adottavano modelli socialisti idealmente protesi verso il benessere sociale.
    Il colonialismo prima e la trasformazione della cultura mussulmana in teocrazie islamiche poi, attraverso il finanziamento di gruppi fascisti e conservatori come il wahabitismo, in funzione antisocialista, ha desertificato la cultura di molti Paesi arabi rendendoli luoghi di incalcolabile oppressione.
    Tutto il mondo mussulmano oggi è percepito dall’occidente come islamico e terrorista, e nessuno, in occidente, conta più, ad esempio, i bambini islamici uccisi a Peshawar, o gli islamici nigeriani uccisi nelle moschee.
    Sono milioni i morti mussulmani per mano di terroristi o per mano di governi filo-occidentali, tutti morti innocenti di fede islamica, uccisi da fascisti islamici infiltrati dall’imperialismo occidentale.
    Nell’infinito egoismo occidentale a nessuno importa sapere come percepiscano l’occidente quei mussulmani, oppressi dai terroristi islamici, bombardati dai crociati cristiani esportatori di democrazia, torturati dai governi totalitaristici filo occidentali, schiacciati nell’impotenza di poter difendere la loro cultura millenaria prevalentemente laica, che nulla ha a che vedere con il fascismo islamico.
    Se l’ideologia fascista si innesta all’interno di organizzazioni religiose, le trasforma in fabbriche di terrore e morte e non è più possibile arrestarle sul piano dialettico, però è sempre possibile creare i presupposti perché agiscano in contesti prevedibili.
    La guerra per procura che gli Stati Uniti e la Russia combattono gli uni contro l’altra, da decenni, senza interessare in via diretta i propri territori ma quelli asiatici, ora sembra che si stia spostando in Europa e che, a combatterla per procura, sia proprio l’islam fascista addestrato e finanziato dall’imperialismo occidentale.
    Scatenare l’islam fascista è semplice, gli islamici fondamentalisti sono in grado di dare prova della propria arretratezza non appena gli si indica un simbolo da abbattere, soprattutto se culturale.
    Dal canto loro i partiti politici europei, sia che si tratti di partiti conservatori di destra che di partiti conservatori di centro, si proiettano in maniera altalenante tra le due tipologie di imperialismo, quello statunitense e quello sovietico, ma mostrano di compattarsi davanti al fascismo islamico figlio dell’imperialismo finanziario e nipote del colonialismo europeo.
    Tornando alla Francia, il Front National di Marina le Pen è decisamente “al soldo” dell’imperialismo sovietico, perché chi finanzia generalmente compra.
    Nazionalismo, omofobia, razzismo sono le caratteristiche distintive di facciata sia di Marine Le Pen che di Putin, ma il cuore pulsante degli interessi di entrambi sono il potere e la gestione delle risorse energetiche, visto che l’Europa tutta è combattuta tra il petrolio texano e il gas russo.
    Putin ha comunque un filo diretto anche con Hollande il quale, due giorni prima della strage di Parigi, aveva avanzato l’idea di modificare il regime sanzionatorio che l’UE, dietro pressione degli USA, ha imposto a Mosca.
    Mantenere lo scontro con Mosca non conviene agli interessi economici dell’UE, se ne è accorta anche la Merkel, quindi l’influenza militare degli USA verso l’Est, attraverso la NATO, comincia a pesare negativamente sulla bilancia degli equilibri internazionali, tanto più che l’avanzamento della NATO verso Est non è questione circoscritta soltanto all’Ucraina.
    E se attraverso la Francia l’equilibrio europeo dovesse spostarsi verso l’imperialismo sovietico, va da sé che l’imperialismo statunitense non gradirebbe.
    La destabilizzazione dell’Europa, a quanto parte, è partita proprio dal Paese europeo maggiormente filosovietico.
    Cui prodest?
    Se la svolta europea, dopo la strage di Parigi, sarà verso formazioni come quelle di Le Pen in Francia o Salvini in Italia, il terrorismo fascista islamico avrà vinto la sua battaglia di destabilizzazione che trova nella paura e nel terrore la risposta superficiale alla spinta autoritaristica e alla messa in discussione dello stesso sistema democratico.
    Gli Stati Uniti, dopo l’11 settembre, hanno rinunciato alle libertà personali consentendo la pratica della tortura e del controllo di tutte le comunicazioni.
    L’Europa è stata messa a dura prova ma dopo il 7 gennaio non potrà cedere alla logica del terrore.
    Le paure si combattono sul piano culturale della libertà d’espressione con la precisa finalità di neutralizzare tutti i fascismi, a cominciare da quelli che si innestano nelle religioni e quelli che sulle paure costruiscono la propria fortuna.
    Disvelare i fascismi è responsabilità di tutti, individuale e collettiva.

    Carla Corsetti
    Segretario Nazionale di Democrazia Atea

    http://www.democrazia-atea.it

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  2. A margine dell’assurda strage parigina c’è già qualcuno che se la prende con Schengen. La libera circolazione delle persone sarebbe un elemento facilitatore del terrorismo. Questo qualcuno non comprende, non riesce a comprendere, che rivedere il trattato per paura sarebbe darla vinta alla logica del terrore il cui solo obiettivo è quello di minare i pilastri della “licenziosa e corrotta” civiltà occidentale, a partire dalle libertà dei cittadini.
    L’abbattimento delle frontiere interne – insieme alla moneta unica – sono una delle poche conquiste che fanno apprezzare l’Europa agli occhi dei cittadini.
    L’assenza di frontiere aiuta a percepire l’Unione per come molti cittadini vorrebbero che fosse: una terra, molti popoli e culture, una confederazione di Stati ed, in prospettiva, una nazione.
    Cancellare questa conquista equivarrebbe ad alzare bandiera bianca, a capitolare di fronte ai terroristi, che sono in grado di colpire con o senza Schengen, come dimostrano i copiosi ed incontrollati flussi di clandestini che sono in grado di arrivare in ogni angolo d’Europa.
    Al terrore – oggi di matrice quasi esclusivamente islamica – si risponde con la sicurezza e la difesa comuni, non comprimendo le libertà. Si risponde con l’immigrazione selettiva, con l’espulsione dei sospetti, con il controllo sociale, con le misure di prevenzione e con politiche meno orientate ad un multiculturalismo miope ed autolesionista.
    E’ vero che esistono musulmani moderati, persone civilissime ed amabilissime, ma esiste – può esistere – un Islam moderato?
    La Turchia ci è riuscita solo postulando la laicità dello stato ed oggi tentenna per un rigurgito islamista. L’Egitto ci è riuscito militarizzando lo stato ed oggi tentenna per la “conversione” di quote dell’apparato militare. La Tunisia ci sta provando ad abbracciare la democrazia, ma è la rondine che non fa primavera.
    E gli altri? Gli stati teocratici possono essere moderati senza tradire la lettera del Corano che impone la guerra santa, che contempla tra i peggiori reati quello di blasfemia, che non ammette democrazia e diritti civili e per il quale la vita o è conforme ai voleri di Dio o non ha valore alcuno?
    Da occidentali crediamo nella libertà di ciascuno: di credo, di coscienza, di opinione, di espressione, di azione fino a che non si lede la libertà altrui, se ciò accade interviene il rigore di una legge condivisa che non promana da un Dio, pur rispettando il divino nelle sue varie accezioni.
    Nella concezione islamica la legge, in quanto divina, è agente in sé e ciascun credente è tenuto a farla rispettare, ad esserne strumento. In questo trovano autonoma ed automatica legittimazione i fanatici, gli oltranzisti, gli integralisti, i terroristi. E l’onta di una vignetta irriverente va lavata col sangue.

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