MORTO UN CAPO SE NE FA UN ALTRO

 

MORTO UN CAPO SE NE FA UN ALTRO

 

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La foto centrale è apparsa alcuni anni fa quando hanno cercato di accreditare per la prima volta la sua morte, l’ultima è quella che è apparsa in questi giorni che è sempre la stessa foto con l’aggiunta di una barba più lunga. Le tv pachistane e la Reuters hanno ritirato la foto confermandone la falsità.

Perché gli americani hanno fatto circolare questa foto come fosse quella di Osama Bin Laden pur sapendo che è un falso? Perché prima di buttare a mare il suo cadavere non gli hanno fatto una foto? E se l’hanno fatta, perché non la pubblicano? Misteri della democrazia americana!

Comunque dovremmo ricordarci tutti che, così come quando muore un papa se ne fa un altro, morto lo sceicco cattivo son pronti altri cento cattivissimi a prendere il suo posto. Rimuovere le cause delle loro ascese, prosciugare l’acqua nella quale nuotano, questa è la sfida alla quale l’occidente, sedicente democratico, dovrebbe porre mano una buona volta. Invece bombardiamo ogni nazione che non ci consente di realizzare dei buoni affari, poi ci lagniamo se ci arrivano addosso i kamikaze!

 

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Il figlio di Gheddafi ucciso da una bomba intelligenza

delle “santa alleanza” per la democrazia a tutti i costi!

Altri meridiani, altri nemici! Altra guerra, altro odio! Dall’Afganistan, Pachistan, Iraq, alla Libia. Mentre una parte del mondo piange i suoi morti, l’altra metà del mondo esulta. Quando ciò si verifica, l’odio è tale che può far durare altri cento anni la guerra, ed è l’umana follia! É “il sonno della ragione” che ha colpito ancora?

Oppure il potere politico è diventato così poca cosa che non ha più i mezzi per imporre soluzioni politiche, finendo così con il lasciarsi trascinare dagli interessi delle multinazionali degli armamenti e dell’energia. Sì, il potere politico è finito sotto i piedi del potere economico! Bombe, missili, aerei, navi, si producono ormai ad un ritmo tale che sono necessarie delle guerre permanenti, altrimenti entrano in crisi, poverine! Con il petrolio e il gas è un’altra libidine, altre multinazionali, altri loschi e sterminati interessi.

Mettere le mani sopra le fonti, soprattutto di quei paesi che non si sottopongono agli interessi multinazionali, ma cercano di risolvere i loro problemi nazionali, ecco, questa tendenza porta ad un’aggressione certa, con la foglia di fico della democrazia ovviamente. Però, sempre che queste nazioni non posseggano le bombe atomiche, altrimenti si fermano. Si fermano perché fan parte dell’esclusivo club atomico. Ecco che possedere le bombe atomiche è diventata una “condicio sine qua non” per la sovranità di una nazione.

Pro memoria: si invase l’Iraq perché si disse che possedeva armi di distruzione di massa, ma non furono trovate; allora si ripiegò sugli agganci con i terroristi, ma di questi neanche l’ombra, il terrorismo arrivò dopo Saddam; si disse che Saddam era cattivo e aveva ucciso della sua stessa gente, però l’invasione in sette anni ne ha uccisi 150 mila di civili innocenti e disarmati. In realtà, oltre al petrolio che faceva gola alle sette sorelle dell’energia, si dovevano smaltire anche un po’ di armi in eccesso che giacevano nei magazzini delle multinazionali degli armamenti.

Chi sostiene cose diverse, o è un sempliciotto, oppure è in malafede. Moltiplicate per dieci cento volte e capirete che la nostra democrazia occidentale galleggia e si alimenta con il sangue di milioni di innocenti. Ma c’è sempre qualche scemo tra noi che si scandalizza per il fatto che nascono così tanti pazzi i quali se la prendono con noi. Mentre noi siamo così buoni e tanto, ma tanto democratici, che siamo disposti a tanti sacrifici per offrirgli su un piatto d’argento la nostra democrazia!!!

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 3/5/2011

 

 

 

  1. Riporto una considerazione molto significativa di Beppe grillo, apparsa sul suo blog, a prosito del trattamento speciale che gli americano hanno riservato a Bin Laden.

    “Persino i nazisti, prima di essere impiccati, furono processati a Norimberga. Bin Laden non è stato assassinato, ucciso, fucilato, ammazzato, sparato. No. Bin Laden è stato “terminato”, citando le parole di Obama. Un’elegante metafora che riduce un uomo a un insetto. I familiari di Goring non furono condannati a morte, un figlio di Bin Laden è stato invece “terminato”. Era lì, sul luogo del delitto, la colpa è sua. Bin Laden, l’ex amico della Cia e degli Stati Uniti, educato nelle migliori università occidentali, è innocente o colpevole dell’ 11 settembre? Avrebbe dovuto stabilirlo un tribunale in base alle prove, al dibattimento. Il mondo avrebbe assistito e, forse, capito. Gli americani sono intervenuti a casa degli altri, come di consuetudine, cow boy della Terra. Il Pakistan è uno Stato indipendente.
    Per le leggi internazionali, gli Stati Uniti avrebbero dovuto chiedere al governo pachistano di catturare Osama. Perché non lo hanno fatto? Il cadavere di Bin Laden è stato, secondo le fonti statunitensi gettato in mare dopo un funerale islamico(?) su di una portaerei. Lo hanno trasportato da Islamabad per centinaia chilometri per darlo in pasto ai pesci. Chi potrà dimostrare il decesso? Bin Laden serve a Obama per vincere le elezioni. Forse però perderà la guerra. Questa morte è infatti una vendetta e sangue chiama sempre sangue. Il fanatismo islamico può riesplodere e dilagare. Le scene di giubilo nelle strade delle città americane dopo la notizia della scomparsa di Osama hanno ricordato le stesse scene nei Paesi arabi dopo il crollo delle Torri Gemelle. C’è qualcosa di malato nel festeggiare la morte di una persona, anche di un criminale, come allora era rivoltante celebrare un massacro.
    Bin Laden viveva in una palazzina di tre piani a Abbottabad, una località turistica montana non distante da Islamabad. Abbottabad è sede di un’accademia militare e ha numerose caserme. Il governo pachistano non poteva non sapere, così come a suo tempo il governo italiano non poteva non sapere che Totò Riina viveva con la sua famiglia al centro di Palermo. Bin Laden è stato sacrificato, ammesso che non fosse già morto da tempo. “Terminato” come si usa dire in America per coloro che osano sfidarla. La disumanità è tra noi. “Restiamo umani”, come voleva Vittorio Arrigoni.
    Beppe Grillo

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