MONDOVISIONE

 

 

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“Mondovisione” è anche l’ultimo CD appena pubblicato di Luciano Ligabue.

 

La guerra è vinta, ma forse anche l’ultima battaglia non è andata affatto male. In poco più di quattro anni Fiat si porta a casa Chrysler, fonde le due aziende in un unico gigante globale e si presenta al mondo come un grande costruttore. Dunque il lungo fidanzamento tra Torino e Detroit è finito e nel migliore dei modi: le nozze. Un esito che non era affatto scontato. Adesso si volta pagina, può incominciare una nuova storia. La fusione  avviene tra due gruppi che hanno conosciuto una dinamica molto diversa. La Fiat ha registrato negli ultimi anni un costante arretramento. Chrysler, al contrario, ha avuto una ripresa superiore alle aspettative. Questa evidente asimmetria è stata diversamente interpretata in Italia e negli Usa. Da noi ha fatto pensare che l’alleanza dovesse risolversi in una perdita secca per il Paese, destinato a perdere il proprio settore automobilistico. In America si storceva il naso di fronte al fatto che una casa produttrice più piccola si assicurava uno dei marchi storici dell’industria automobilistica degli Stati Uniti.

Se le cose in futuro andranno bene, questi timori verranno fugati. E’ vero che ora, la vecchia Fabbrica Automobili Torino non c’è più o per lo meno in un mondo globalizzato il gruppo Fiat non è più quello di  una volta, ma se la fabbrica del Lingotto fosse rimasta dentro i vecchi confini autarchici, l’Italia avrebbe perso semplicemente per sempre la produzione automobilistica senza poter contare sulla prospettiva di nuovi investimenti che necessitano in un periodo di piena globalizzazione.

Ora, la fusione rilancia un ruolo diverso dal passato, ma tutt’altro che trascurabile. Grazie alle risorse finanziarie sarà possibile investire sulla mitica ALFA ROMEO. In questa prospettiva il Bel Paese non perde la propria missione produttiva, la nostra nazione ora dovrà candidarsi a realizzare vetture di qualità più elevata; in quest’ottica e su questa scia dovrà collocarsi lo storico marchio del ”Biscione” al secolo L’ALFA (Anonima Lombarda Fabbrica automobili), consolidando una linea sportiva  all’insegna del made in Italy. In seguito, magari non sarebbe male risollevare e rilanciare  anche un marchio di classe ed eleganza come LANCIA.

Lo si vedrà nei prossimi anni  che mostreranno se tutto andrà bene, il potenziale di Fiat-Chrysler, un gruppo la cui forza diventerebbe superiore alle due componenti che ora si fondano.

F.to  ANTONIO LEO

Collepasso, 8/1/2014

  1. C’era una volta Torino. Una delle rare capitali mondiali dell’auto. Con il suo salone e con le sue vetture squisitamente torinesi, popolari (come la vecchia 500) o eleganti e raffinate (come la prima Lancia Thema). Il salone all’ombra della Mole Antonelliana da lungo tempo non c’è più, la Fiat aveva scelto l’elvetica Ginevra, vicinissima, molto francese ma anche un po’ italiana per presentare le sue novità annuali. Ma i tempi sono cambiati, l’evoluzione procede a velocità impensate e soprattutto il Gruppo Torinese ha appena concluso l’acquisto di Chrysler come scritto nell’articolo con i suoi vari marchi, diventando così il gruppo dei due mondi. E Detroit, sede americana del nuovo colosso italo-americano, ospita la prima rassegna automobilistica del 2014 dove si vedranno le varie anteprime. Insomma, tra poco a Detroit va in scena il Salone di Torino…..

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