I MONDIALI DI CALCIO

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I MONDIALI DI CALCIO

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A tutti coloro che entrano in fibrillazione e si sentono in brodo di giuggiole per i campionati mondiali di calcio, è opportuno, soprattutto per questi, che si informassero almeno un po’ dell’immane tragedia che accompagna questi grandi eventi che si consumano dietro il palcoscenico della festa dei mondiali di calcio. Vengono assorbite risorse economiche persino dalle sanità oltre che da tutto lo stato sociale che in ogni paese, in varia misura e consistenze diverse, esistono. Insomma, mentre chi ha una prospettiva di vita dignitosa si entusiasma per lo spettacolo calcistico e ne gode, altri invece subiscono violenze di ogni genere, in nome e per conto di dare l’immagine al resto del mondo che tutto va bene! La foto sopra riportata è stata prodotta da un giornalista e fotografo danese, il quale è fuggito via da quel luogo dove gioia e dolore, entusiasmo e depravazione raggiungono il livello più infamante che l’umanità sa ancora, con cinismo, produrre. Sotto riporto un commento e una testimonianza di un fotoreporter e giornalista che ha vissuto in Brasile.(g.p.)

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“In Brasile ammazzano i bambini di strada la notte per ripulire le città e dare una buona immagine per i Mondiali. 

Un giornalista danese riferisce che le autorità brasiliane stanno spazzando via i bambini che vivono in strada per dare una “immagine pulita” durante la Coppa del Mondo che si terrà da giugno.

La notizia di ritardi nei lavori, disordini sociali, incidenti industriali e altre minuzie sono stati denunciati in modo davvero raccapricciante da Mikkel Jensen, giornalista danese.

Jensen, giornalista freelance sognava di “coprire” la Coppa del Mondo, “lo sport più bello del mondo” in Brasile, “un paese meraviglioso.” Ma il sogno si è trasformato in un incubo dopo che il danese ha deciso di percorrere un paio di mesi di anticipo Sudamericana paese.

Mikkel era a Fortaleza, per lui “la città più violenta” di tutto ciò, che ospiterà il torneo, e tornò impressionato. Inorridito piuttosto. Ed ha deciso di rinunciare a quel sogno di andare a raccontare i Mondiali.

Egli spiega le ragioni di una storia inquietante pubblicato sul suo profilo Facebook: https://www.facebook.com/mtkjensen1?fref=ts

“Per quasi due anni e mezzo ho sognato di coprire la Coppa del Mondo in Brasile. Il miglior sport al mondo, in un paese meraviglioso. Ha fatto un piano, sono andato a studiare in Brasile, ho imparato il portoghese ed ero pronto a tornare.

Nel settembre 2013 sono tornato. Il sogno si sarebbe realizzato. Ma oggi, due mesi prima della festa della Coppa del Mondo, ho deciso che non voglio restare qui. Il sogno è diventato un incubo.

Per cinque mesi stavo documentando le conseguenze causate dalla celebrazione del mondiale. Rimodellamento, forze armate e polizia militare nelle comunità, la corruzione, l’abbandono di progetti sociali.

Nel mese di marzo sono stato a Fortaleza per conoscere la città più violenta in tutte le sedi della Coppa del Mondo. Ho parlato con alcune persone che mi hanno messo in contatto con i bambini di strada e poi appreso che alcuni erano mancanti. Spesso li uccidono di notte quando dormono in una zona dove ci sono molti turisti. Perché? Per poter lasciare la città pulita per la stampa estera e internazionale? Cioè, per colpa mia?

In Fortaleza ho incontrato Allison, 13, che vive per le strade della città. Un ragazzo con una vita dura. Non aveva nulla.

Ma la sua vita è in pericolo a causa di gente come me. Corre il rischio di diventare la prossima vittima della pulizia in corso nella città di Fortaleza.

Non riesco a coprire l’evento dopo aver appreso che il prezzo della Coppa non è solo il più alto nella storia del denaro, ma sono convinto che questo prezzo comprende anche la vita dei bambini.

Oggi sto tornando in Danimarca e non tornerò in Brasile. La mia presenza contribuisce solo a cose brutte in Brasile. Uno spettacolo al quale in due anni e mezzo ho sognato di poter partecipare ma farò tutto quanto in mio potere per criticare e far capire il prezzo effettivo della Coppa del Mondo in Brasile.

Jensen, per ovvi motivi di sicurezza personale, ha chiesto che questo articolo non fosse pubblicato finché avesse lasciato il Brasile.

Fortaleza, la città dove secondo il giornalista danese i bambini di strada vengono uccisi, ospiterà la Coppa del Mondo e le partite nel suo nuovo e ristrutturato Stadio Placido Castelo.”

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È evidente: il calcio è diventato il business tanto gioioso per alcuni e tanto drammatico per altri. Riflettete tifosi, riflettete. (g.p.)

 

Collepasso, 4/6/2014

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