Agosto 2011, Manovra economica classista del Governo

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MANOVRA ECONOMICA CLASSISTA

Ci risiamo, forti con i deboli e deboli con i forti.

Chi paga? Il conto della mega stangata, servita in due razioni dal governo, ricade in larga misura sui ceti medi e popolari. Colpiti, a luglio, dai tagli sulle indennità fiscali, sulle indennità assistenziali, dai tagli delle deduzioni fiscali, sulle indennità assistenziali, sugli asili e altri servizi che i Comuni, con bilanci all’osso, saranno costretti a ridurre tutti i servizi.

            Come se la precarietà del lavoro non fosse già un dramma per milioni di giovani, ecco che arriva un’ulteriore indicazione contro i lavoratori, nella manovra hanno inserito l’articolo 8, addirittura con fase retroattiva, con tante grazie del sig. Marchinne. Articolo con il quale: “libertà di licenziamento, via l’articolo 18 dallo Statuto dei Lavoratori”. Come se la crisi finanziaria fosse una conseguenza di qualche residuo di diritto dei lavoratori dipendenti, come se a scatenare questa turbolenza sui mercati finanziari fosse dovuta a qualche diritto dei lavoratori e non invece dalla speculazione finanziaria e delle banche. La segretaria confederale nazionale della CGIL Susanna Camusso: “ancora una volta vengono colpiti i più deboli e chi paga già le tasse. Contro questa manovra andremo allo scontro frontale: sciopero generale, per il quale chiedo l’adesione anche della CISL E UIL”. Durissima contro il ministro Sacconi: “vuol far saltare il contratto nazionale, c’è il rischio di veder proliferare accordi pirati in deroga alla contrattazione generale”. Il PD, parla di attentato all’articolo 18 dello statuto dei lavoratori.

            Tutte le minori entrate negli enti locali saranno compensate da ulteriori tasse comunali provinciali e regionali alle  quali dovranno far fronte, con ulteriori sacrifici, i comuni cittadini che faticano già ad arrivare a fine mese; i pochi lavoratori autonomi che dichiarano tutto, si vedranno decurtato qualche euro, mentre i grossi evasori fiscali continueranno a farla franca accumulando capitali e portandoli all’estero come è ormai prassi consolidata; le liberalizzazioni, nonostante  la bocciatura del referendum sull’acqua, tornano come se non fosse successo nulla, come se la volontà dei cittadini contribuenti non contasse nulla.

            Le uniche idee chiare di questo governo sono: spolpare il salario dei dipendenti pubblici e privati e colpire come sempre i ceti bassi. Togliere i pochi diritti sopravvissuti a quindici anni di governi di classe in nome e per conto di un riallineamento di bilancio statale. Debito, questo,  realizzato dai soliti ladri di stato, mafiosi ed evasori fiscali.

E A PAGARE IL CONTO SI CHIAMANO ANCORA UNA VOLTA I LAVORATORI DIPENDENTI E PENSIONATI. OLTRE A QUEI POCHISSIMI ARTIGIANI, COMMERCIANTI E LIBERI PROFESSIONISTI CHE DICHIARANO TUTTO. GLI EVASORI BRINDANO, ANCORA UNA VOLTA L’HANNO FATTA FRANCA! FINIRÁ MAI QUESTO ANDAZZO? ARRIVERANNO PRESTO, PURTROPPO,  I RISULTATI DEVASTANTI DI QUESTA MANOVRA ECONOMICA. COME SEMPRE LA CGIL È PRONTA ALLO SCIOPERO GENERALE, MENTRE CISL E UIL, DAGLI ATTEGGIAMENTI SEMPRE PIÚ PADRONALI, SI GUARDANO BENE DALL’ADERIRE AD UNO SCIOPERO GENERALE PER DIFENDERE I LORO STESSI ISCRITTI.

F.to gaetano paglialonga

Collepasso 13/8/2011

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