MAMMA LI TURCHI…

MAMMA LI TURCHI…

Tutto ebbe inizio all’alba del 28 Luglio 1480, quando a bordo di un’ imponente flotta, composta da 150 navi, i Turchi giunsero a Otranto con un solo intento: saccheggiarla e conquistarla per estendere la supremazia ottomana in Italia. In realtà pare che la vera meta non fosse Otranto ma Brindisi che rappresentava una realtà molto più sviluppata ed una meta più ambiziosa. Secondo alcuni storici, si trattò di un’ operazione poco impegnativa, finalizzata a creare una base strategica capace di rafforzare il controllo turco dell’Adriatico. Secondo altri si virò su Otranto invece che a Brindisi spinti forse dalle maggiori difese di quest’ultima città,  si abbandonò l’idea di attaccarla  dirigendosi più a sud nella costa otrantina: entrati in città, i turchi devastarono tutto ciò che incontrarono. La smania vandalica era tale da distruggere tutto senza pietà. Dal varco delle mura in poco tempo, giunsero alla cattedrale. Come un uragano, l’esercito ottomano entrò nell’ abside e recise il capo dell’arcivescovo a colpi di scimitarra mentre dall’altare maggiore officiava la messa. Fu solo l’inizio: la strage continuò ad oltranza sino a che l’ultimo degli otrantini rifugiatosi nel tempio non fu passato per le armi. Ben due settimane durò l’eroica resistenza di Otranto e, durante le battaglie secondo le cronache del tempo, perirono oltre 12 mila persone. L’armata turca riuscì ad aprirsi un varco tra le mura della città, ancora visibile oggi e da lì si riversò nel centro. I narratori dell’epoca parlarono di razzie e crudeltà indicibili: il turco trafiggeva ogni cittadino che incontrava per le strade. Le vie erano inondate da sangue e coperte da corpi martoriati. Da qui la famosa frase: “ Mamma Li Turchi….”. Achmer Pascia il condottiero dell’armata ottomana a questo punto ordinò che tutti gli otrantini di sesso maschile di età superiore ai 15 anni abbracciassero la religione islamica. Le famose ottocento persone (i martiri di Otranto) rifiutarono dicendo di voler morire per amore di Cristo: Achmet Pascia ordinò quindi la decapitazione degli 800. I loro corpi rimasero sul colle per un anno fino a quando su sollecitazione del Papa venne allestito un esercito che, complice la contemporanea morte del sultano Maometto II, riuscì a liberare la città. A commemorazione dell’evento, è dedicato il santuario di Santa Maria dei Martiri. Gli 800 Martiri di Otranto divennero così i protettori della città insieme a san Francesco da Paola.

ANTONIO LEO

Collepasso, 2/1/2013

 

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