L’UMANITÁ TRA UN OLOCAUSTO E L’ALTRO.

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 L’UMANITÁ TRA UN OLOCAUSTO E L’ALTRO.

 

Ieri gli ebrei per opera dei nazisti, oggi i palestinesi per opera degli ebrei.

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    Gli israeliani e gli Americani (USA), per noi Europei, ma soprattutto per Italiani e Tedeschi, sono diventati come le mucche sacre in India: possono anche metterti i piedi nel piatto e devi avere la pazienza di non lamentarti.  Se obietti qualcosa contro gli Israeliani metti in conto che ti arriverà addosso l’accusa di essere un razzista antisemita, se non addirittura  quella di nazi-fascista. Se metti in discussione le scelte imperialiste degli USA ti affibbieranno l’etichetta di veterocomunista illiberale anarcoide e disfattista. Centinai di risoluzioni dell’O.N.U. per costringere Israele a ritirarsi dai territori occupati nel 1967, non hanno sortito nessun ripensamento, e nessuna moderazione della sua strategia che consiste nell’annettersi definitivamente i territori su detti.  Ma ecco dettagliatamente come gli Israeliani stanno riuscendo ad annientare un intero popolo dando la sensazione ai più che stanno operando in virtù di una pace:   Da un lato strette di mano alla Casa Bianca con sdolcinata retorica della pace: niente più sangue, niente più guerre. dall’altro lato si continua a occupare territori con gli insediamenti nei territori palestinesi e si utilizza i carri armati, i missili, gli aerei, e gli elicotteri contro i palestinesi armati solo di pietre.

     

Così mentre a Washington, Oslo, Parigi, il Cairo, Stoccolma, Amman, Sharm el Sheik, si  parla di pace, si crea di fatto sul territorio un controllo totale e permanente che pregiudica la stessa pace di cui vanno cianciando. Infatti, si divide la West Bank in tre aree (la A la B e la C), e all’interno di questo territorio  si inseriscono nuovi coloni, rendendolo diviso al suo interno a macchia di leopardo. Poi si divide la striscia di Gaza in aree gialle, bianche, blu e verdi. Demolizione di migliaia di case di Palestinesi, raddoppiata la popolazione dei coloni sino a quattrocento mila unità, avviate costruzioni di quattromila chilometri di autostrade, rendendo questo piccolo territorio un arcipelago di piccole isole sconnesse, senza nessuna possibilità di comunicazione tra di esse. Sfruttate le risorse idriche drenando il  25% dell’acqua distruggendo la loro  campagna, quindi l’agricoltura. Infine  soffocata la loro economia sino a renderli del tutto dipendenti e sotto il loro totale controllo. Dopo aver realizzato tutto questo, gli Israeliani li senti dire: “Noi siamo generosi, gli abbiamo offerto la pace ma loro la hanno rifiutata”. In realtà stanno realizzando l’ennesimo crimine contro l’umanità.

 

In questi nostri giorni  il leader dei palestinesi Abu Mazen ha urlato in piena assemblea generale dell’ONU: “Riconoscete la Palestina”. E l’assemblea è esplosa in un boato di approvazione. Ma come sempre gli Stati Uniti, succubi delle potenti lobby israeliane hanno già annunciato che porranno il veto al riconoscimento da parte dell’Onu di uno Stato palestinese. E la beffa, per i palestinesi, si ripete all’infinito!  Ma l’aria nel mondo arabo sta mutando, i vecchi equilibri vacillano, i logorati leader che avevano garantito una pace con Israele in cambio della mano libera contro i palestinesi sono stati in parte defenestrati e altri sono vicini alla stessa sorte. L’ho già detto e scritto diverse volte, lo voglio ripetere: se Israele non troverà la forza di trattare e cedere ai palestinesi i loro diritti e la loro dignità di popolo, di nazione, e restituire tutto il loro territorio definito nel 1948 dalle Nazioni Unite, il mondo arabo molto presto ributterà a mare gli israeliani esattamente come fede nel 163 d.C. l’imperatore Adriano, e ciò che è peggio, per loro, è che saranno in pochi a compiangerli.

 

F.to gaetano paglialonga

Collepasso 25/9/2011

 

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