“LOTTA FRATRICIDA”

“LOTTA FRATRICIDA”

(Azzurro popolare contro PDL–Forza Itallia)

 Volantino di Azzurro Popolare del 22/9/2013

 Articolo apparso sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 22/9/2013.

 Articolo apparso sul Quotidiano di Lecce il 22/9/2013.

Questa sera Rocco Sindaco, consigliere comunale di opposizione e Salvatore Perrone, Consigliere Provinciale di maggioranza, ci allieteranno la serata con il loro comizio alle ore 19,30 nella piazzetta antistante il Palazzo Comunale. Non mancate, non perdetevi questo spettacolo di polemica amministrativa. Io ci sarò e scriverò qui  la sintesi delle loro affermazioni.

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Come volevasi dimostrare di cose da rendere di dominio pubblico ne hanno avute assai, mentre sulla loro bontà e/o autenticità sono tutte da verificare. In primo luogo si è insistito a lungo sul fotovoltaico “te li manimuzzi”, dove a loro dire si sarebbero consumate delle irregolarità volute dagli amministratori dell’Unione per Collepasso, quindi la precedente Amministrazione, mentre quella attuale, non avrebbe fatto quando dovuto per far emergere tali irregolarità.

Però, da quanto emerge dagli articoli sopra riportati, si capisce bene che la Magistratura sta indagando su cose e fatti che non toccano né l’Amministrazione precedente per irregolarità commesse, né tanto meno il sig. De Masi della Italgest al quale fu concessa, dall’Amministrazione precedente, l’autorizzazione a costruire l’impianto. Le irregolarità fin qui emerse e che sono all’attenzione della Magistratura, vedono indagati invece i nuovi gestori di quell’impianto. Gestori ai quali il sig. De Masi vendette terra e autorizzazione alla costruzione, quindi, fin qui, niente è a carico dei due soggetti suddetti.

L’abuso e/o la truffa ai quali sono chiamati a rispondere gli attuali gestori, in parte cinesi e in parte spagnoli, è dovuto al periodo nel quale l’impianto è entrato in funzione e giocando sulle date, avrebbero, secondo la magistratura inquirente, commesso gli abusi e quindi la truffa ai danni dello Stato. Si sta parlando di rimborsi erogati e non dovuti da parte dello Stato per la produzione di energie alternative.

Detto questo, c’è anche da sottolineare un altro particolare che, nonostante non è ancora all’attenzione della Magistratura, a loro dire si resero comunque responsabili gli amministratori che concessero l’autorizzazione. Si tratta di questo: sul terreno concesso in prima istanza al De Masi, insisteva un elettrodotto. Questa opera, probabilmente di proprietà dell’Enel, per legge deve essere esclusa da ogni possibilità di costruirci sopra qualunque attività e per ben trenta metri da un lato e trenta metri dall’altro e per tutta la sua lunghezza, nulla può essere consentito. Questa condizione viene fuori evidentemente nella fase della costruzione, quindi quel rispetto delle distanze deve essere rispettato. Il che produce una perdita di terreno e quindi di pannelli solari e di conseguenza una perdita in termini di profitti per l’azienda costruttrice. A questo punto, l’azienda costruttrice compra altro terreno equivalente a quello sul quale non ha potuto costruire e installa i pannelli su questo nuovo terreno acquisito, modificando così, evidentemente il piano originale. Penso che è qui che si sarebbe consumata un’altra irregolarità che a loro dire prima o poi la magistratura indagherà e finirà con il sanzionare i responsabili di questa modifica. Comunque, finalmente, ci hanno spiegato su cosa verteva tutta questa tremenda denuncia che puntualmente da più di un anno, nonostante decine di  volantini e tanti comizi,  non era ancora chiaramente emersa. Vero, non vero, chi vivrà vedrà.

Poi sul rondò della Masseria Grande ha insisto soprattutto il Consigliere Provinciale difendendo l’onestà, la correttezza dei suoi atti e quella di tutta l’Amministrazione Provinciale oltre che del suo Presidente Cabellone.  Presidente duramente sbeffeggiato dal sg. X domenica scorsa, fino a utilizzare degli epiteti francamente molto al di sopra del buon gusto. Insomma su tutto il caos che questo rondò ha costituito per gli automobilisti, la Provincia non avrebbe nessuna responsabilità, ma la colpa ricadrebbe invece su questa Amministrazione che non avrebbe operato come dovuto al momento giusto. Anche qui, il Consigliere Provinciale dice “documenti alla mano”, ma non ho dubbi, magari domenica prossima il Sindaco esporrà altri “documenti alla mano” e il casino è garantito. Anche qui, chi vivrà vedrà, nè tanto meno potete pretendere da me un’indagine più approfondita, se non riescono a capirci loro…

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 22/9/2013

P.S.

Oggi, lunedì 23/9/2013, ancora un articolo sulla Gazzetta del Mazzogiorno ci dà un’ulteriore informazione circa il fotovoltaico in questione. Risulta dagli atti che la Procura di Lecce ha inquisito gli ingegneri Antonio Puliafico e Roberto Saija anche per le irregolarità rilevate sull’impianto fotovoltaico della zona industriale di Collepasso. Irregolarità, a quanto si è capito, dovuta alla falsa dichiarazione dell’inizio di produzione elettrica. Quindi, anche in questo impianto, come già quello di Brindisi, per cui sono finiti agli arresti, avrebbero commesso delle irregolarità tali da essere inquisiti anche per questo. Avrebbero cioè dichiarato, anche al comune di Collepasso, una data fasulla sull’entrata in funzione dell’impianto. Con questo falso avrebbero lucrato dei milioni non dovuti dallo Stato, di qui l’incriminazione. Il Problema che azzurro popolare sollevava ieri sera era il seguente: Come mai nè l’Amministrazione, nè l’ufficio tecnico hanno sentito il dovere di effettuare una verifica su quanto, da questi ingegneri, era stato dichiarato. Ora, se era dovere dell’Amministrazione e dell’ufficio tecnico effettuare una verifica oppure no, è tutto da vedere e lo stabilirà, semmai, la magistratura. Noi non possiamo far altro che registrare quanto si sta delineando su questo affare di “FOTOVOLTAICO SPORCO”, così è stato definito dagli organi inquirenti. G.P.

 

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