LOTTA DURA SÍ, MA BALBETTANDO!

 

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LOTTA DURA SÍ, MA BALBETTANDO!

Ferma restando la mia impossibilità ad esprimere un’opinione con cognizioni di causa sul problema EWAGRILL, sul cui argomento si sta urlando tanto, il sottoscritto non essendo in possesso  di riscontri oggettivi, né positivi, né negativi, soprassiede in attesa di documentazione appropriata. Ma, siccome  in questa diatriba infuocata le contraddizioni vengono prodotte a camionate, sento il bisogno, da comunista, di esprimere alcune mie considerazioni squisitamente di carattere politico. Certi ex comunisti dopo aver  abbandonato, anzi azzerato, distrutto quel glorioso partito,  buttarono dalla finestra, insieme al partito, anche la “dialettica  politica” e il “principio della non contraddizione”. E quando ciò accade, la politica è già andata a puttane. È altro di cui discutono, è altro per cui litigano. Anche se, per darsi una giustificazione decorosa, dicono, sostengono  e parlano in nome e per conto di partiti. Partiti che, lo sanno bene anche loro, sono sempre più evanescenti, e nei quali non c’è né l’ombra della sinistra, né l’ombra della destra, ma tanto odio e risentimento personale più che politico.

Invito a leggere i due volantini che pongo all’attenzione di tutti coloro che  hanno ancora voglia di ragionare politicamente. Salvatore Perrone, dopo le accuse di gestire un distributore di benzina in “odore di camorra”, come un incallito giocatore di poker ha “rilanciato” con la chiusura del distributore e i licenziamenti dei lavoratori. A questo punto ci sono due ipotesi in campo: o sta bleffando sapendo che non ha carte buone in mano (quindi ha i suoi scheletri nell’armadio),  oppure ha buone carte (quindi non ha scheletri nell’armadio) e invita gli altri giocatori a “vedere”.

E gli altri giocatori che fanno? Invece di girare le carte e andare a “vedere”, continuano a dire che sta bleffando! Come altro interpretare il salto tra il primo volantino con il quale si taccia di “odore di camorra” quel distributore, e il secondo con il quale si invita a riassumere i lavoratori licenziati e quindi a riaprire il distributore? E, di conseguenza, se si è convinti che in quel distributore c’è “l’odore di camorra”, come si fa poi a chiederne la riapertura? 

Se nel PD ci fosse stato almeno un componente che avesse avuto una forma mentis compatibile con una visione di sinistra, avrebbe senz’altro proposto quanto segue: “convochiamo i 5 lavoratori licenziati, convinciamoli a costituirsi in cooperativa, e dopo, avendo le carte in regola, potranno chiedere al curatore del tribunale che gestisce i 114 distributori della EWAGRILL di assegnare a loro la gestione del distributore dal quale sono stati licenziati. E così facendo, salviamo i cinque  posti di lavoro e ci togliamo di mezzo quell’antipatico di Salvatore. Cusì cu na fava pijàmu do’ piccioni”. Certamente strada non in discesa, ma si poteva percorrere. Invece continuano a invocare la riapertura e l’assunzione dei lavoratori, che è come dicessero: meglio continuare con  “l’odore di camorra”  che i licenziamenti dei lavoratori! La contraddizione è palese, è lapalissiana! Altro che sinistra. Qui ci sarà  “l’odore” di Robespierre, nella migliore delle ipotesi quella di J.M. Keynes, ma non certo “l’odore” di Carlo Marx.

Eh sì, tirare a campare senza radici è dura!

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In quanto al volantino apparso oggi domenica 22 sopra riprodotto,  a me sembra un lamento a colori, tipico delle prèfiche (le chiangi morti). In realtà, anche questi hanno abbondantemente dimostrato, soprattutto nell’ultimo Consiglio comunale, che sono “sparpaiàti” amministrativamente e insignificanti politicamente. Ma ahinoi, non vedo ancora un’alternativa politico-amministrativa credibile, ed è questo il vero problema politico di Collepasso. E i giovani? O non hanno voglia o non hanno… chissà cosa!

Certo, la mia generazione “non è riuscita a cambiare il mondo, ma questa porcheria di  mondo non riuscirà a cambiare il sottoscritto”. Oggi più di ieri le ingiustizie di questo sistema bifolco e “fascistoide” di carattere finanziario sono molto più marcate. Quindi più di ieri c’è bisogno di comunisti.

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 22/4/2012

  1. Il problema fondamentale della politica collepassese, è che in questo nostro paese non ci si fida più di nessuno, ne degli amici, ne dei nemici, ne tantomeno dei competitori politici. La cronaca politica di Collepasso è ormai satura, piena di sospetti, di messaggi, di chiacchericci da corridoio o sussurrati dietro le porte nei bar e in piazza durante i comizi. Nello stesso tempo, vediamo sorgere una serie di episodi di malaffare o presunti tali, e non passa ormai giorno che non si abbiano notizie sul nascere di vere e prorie camarille.Sembra però affermarsi in entrambe gli schieramenti a Collepasso cosi come in Italia; servilismo, adulazione, identificazione con il capo e capetto di turno, preoccupazione ossessiva per le apparenze….Da questa situazione occorre cercare di uscire e ridare alla politica il suo vero senso; “l’arte di governare”, per il bene di tutti, argomento da me trattato nel articolo precedente a questo di Gaetano. Lasciare le cose come stanno e non affrontare le questioni, allontana la possibilità di avviare l’innovazione di cui Collepasso ha bisogno. Occorre infatti, un forte ricambio nel comportamenti degli attori della politica collepassese, inoltre come dice Gaetano dare spazio ai giovani e il ripristino nel fare e nel dire di parole che sono diventate desuete e che sono state svalorizzate come:onestà, ugulianza,giustizia sociale,meritocrazia e trasparenza. Di fronte a tutti questi episodi verificatisi a Collepasso come in Italia, serve la capacità di indignarsi e reagire alla perdita del senso comune e del pudore civile. In conclusione, in politica come nella vita, anche se si è avversari non si può essere sempre “o con me o contro di me”….in quanto la verità e la ragione la maggior parte delle volte si trova in mezzo al guado.

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  2. Lorenzo Manta 23 aprile 2012, 18:38

    Non conosco le problematiche legate al distributore di benzina incriminato, posso dire solo che se in questo mondo dovessero chiudere tutte le imprese in odor di mafia la percentuale di disoccupati schizzerebbe a livelli record. Il problema è quello che mancano le forze alternative e i programmi; la sinistra che oggi viene propagandata è una caricatura di quello che dovrebbe essere.

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