L'orgoglio gay a Roma

 

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Sabato 11 giugno a Roma, grossa manifestazione dell’Europride, la manifestazione dell’orgoglio gay e lesbiche europei. L’orgoglio gay ha invaso Roma con tutti i suoi colori e la richiesta di uguali diritti. Un milione di persone da tutta l’Europa ha festosamente invaso la capitale e si è stretta attorno a Lady Gaga, che prima di cantare ha tenuto un lungo discorso sulla libertà e i diritti infiammando i suoi fans al Circolo Massimo.

  

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Ecco la signora del popstar Lady Gaga e l’ex parlamentare, docente e direttore artistico, Vladimir Luxuria.  Due immancabili stars omosessuali all’Europride  che sono state presenti sabato a Roma.

 

La manifestazione (il cosiddetto orgoglio gay), ha come scopo di spingere il governo italiano ad applicare il trattato di Lisbona sui diritti degli omosessuali. Trattato firmato anche dall’Italia ma mai applicato. L’Italia è circondata (Francia, Slovenia, Austria) da paesi che hanno ufficializzato le coppie di fatto, le unioni omosessuali. Perfino le adozioni. Ma il governo italiano resta fermo sulle posizioni più retrive badando bene, probabilmente per motivi elettoralistici, a non dare un dispiacere alla santa sede. La quale ha sempre voluto chiudere un occhio sulla pedofilia all’interno del clero (va dato atto che da qualche tempo ha iniziato a condannarlo) mentre ha sempre condannato l’omosessualità nel suo gregge.

MA PARADOSSALMENTE GLI OMOSESSUALI CATTOLICI CHIEDONO AIUTO AL PAPA.

            Con una lettera aperta chiedono, da credenti: “Santo padre, abbiamo bisogno del suo aiuto perché chi tortura, violenta e uccide gay e lesbiche, spesso è convinto di conformarsi alla volontà della chiesa cattolica visto che nel 2008 la santa sede si è rifiutata di sostenere la dichiarazione ONU sull’orientamento sessuale. Le chiediamo di non dare più come indicazione, che gli omosessuali debbano sottoporsi a terapie per “guarire”, ma piuttosto che abbiano diritto ad una vita che preveda una relazione affettiva nel segno della fedeltà”.

Patetici questi gay e lesbiche cattolici. Possibile che ignorino il fatto che la chiesa cattolica è detta paolina proprio da Saulo di Tarzo, meglio conosciuto come S. Paolo, il quale, contro gli omosessuali, le ha dette di tutti i colori? Per rinfrescarsi la memoria, consiglio di leggere la lettera ai Romani che al punto (1, 24-32) così recita: “Coloro che pur sentita la parola del Signore, non hanno dato gloria a  Dio, né gli hanno reso grazia; per questo Dio li ha abbandonati a turpi passioni. Le loro donne infatti hanno cambiato l’uso naturale in quello che è contro natura; e gli uomini pure, abbandonando l’uso naturale della donna, si sono accesi di perversi desideri gli uni per gli altri, commettendo turpitudini maschi con maschi, pieni come sono di ogni iniquità, perversione, cupidigia e malizia; pieni d’invidia, di omicidio, di discordia, di frode, di malignità. Calunniatori, maldicenti, odiatori di Dio, arroganti, altezzosi, millantatori, inventori del male, ribelli ai loro genitori, privi di senso, di lealtà, di affetto, di misericordia”.

A questi  gay e lesbiche papalini consiglio un cambio di religione. Frugate tra le religioni dell’estremo oriente, quelle sì, sono più tolleranti sui gusti sessuali, anzi, non ci mettono il naso per niente, e lasciano che ognuno se la sbrighi come meglio crede. Tanto un paradiso vale l’altro, tranquilli, si può fare! Se poi volete restare a tutti i costi cattolici, quindi soffrite della sindrome di Stoccolma(?), beh, allora siete proprio fregati, e né il papa, né santi e madonne vi salveranno dal “fuoco dell’inferno nel quale piangerete con stridor di denti per l’eternità”! Agli eterosessuali invece, quando arriverà il loro ultimo giorno di permanenza su questa valle di lacrime consiglio di scegliere e di aderire al partito di Allah e del suo profeta Mohammed.  Questi sì che hanno organizzato un paradiso di tutto rispetto per gli eterosessuali. Quindi, concludendo, con un po’ di sano relativismo si potrà scegliere liberamente la religione con annesso paradiso secondo gusti ed esigenze personali. Insomma, è più facile cambiare religione che cercare di modificare la religione. Riflettete gay e lesbiche cattolici, riflettete!

F.to gaetano paglialonga

Collepasso 9/6/2011

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