LO CONFESSO, HO NOSTALGIA DEI LADRI DELLA PRIMA TANGENTOPOLI!

LO CONFESSO, HO NOSTALGIA DEI LADRI DELLA PRIMA TANGENTOPOLI!

I ladri della prima tangentopoli, negli anni novanta, in genere correvano a nascondersi quando venivano beccati con le mani nel sacco. Si vergognavano di ciò che avevano commesso. C’era quindi, ancora negli anni novanta, un’Italia nella quale esisteva la vergogna.

Dopo i terribili vent’anni berlusconiani il quadro d’insieme è mutato. La Polverini gira in lungo e in largo a fare l’eroina come se gli scandali non la toccassero; Formigoni, puntuale in tutte le trasmissioni di approfondimento, distribuisce insulti a chi gli fa delle domande scomode; Fiorito (Er Batman), giura che i soldi pubblici fregati alla Regione sono suoi, gli appartengono e nessuno ha il diritto di contestargli un bel niente; Belsito, Penati, Lusi, altro che pentiti, non vedono l’ora di ritornare a rubare appena sarà passata la tempesta che li ha colpiti.

Quindi si può affermare che mentre Cristo il suo potere trascendentale lo utilizzava nel moltiplicare i pani e i pesci per gli affamati; Berlusconi, anche lui “Unto dal Signore”, l’unico miracolo realizzato è stato quello di moltiplicare i ladri di Stato. E questi ladri di Stato, egemonizzati, spinti al “futti futti” generale “dall’Unto del Signore”, si sentono puri, immacolati, innocenti come dei neonati.

L’imponderabile, la vera indecenza, sta nel fatto che questi ladri sono stati eletti dai cittadini. E questa dissennata fraudolenza per una vera democrazia, è che questi ladri, se riproposti, verrebbero di nuovo eletti. Quindi il danno realizzato dal berlusconismo si è diffuso a macchia d’olio su buona parte della Nazione. Di questo passo rischiamo di approdare nel “saggio sulla lucidità” di Saramago, o peggio, nel “1984” di Orwell.

Altro che nuova classe politica, qui c’è bisogno di una nuova generazione di cittadini che non hanno avuto modo di ascoltare le mefistofeliche promesse berlusconiane.

F.to gaetano paglialonga

“A che cantar se questa plebe stracca
L’ardita nota intendere non sa
E, come mandra pecoril vigliacca,
non sente il soffio della libertà!”

Collepasso, 5/10/2012

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