A LIBRO LETTO

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A LIBRO LETTO

 

A libro letto non posso non ritornare a parlare di quante informazioni e curiosità, questo notevole lavoro di Orazio Antonaci (Almanacco Collepassese), ci ha fornito. Ma ahimè, rendere esaustivo in poche righe quanto in esso è contenuto, è per me un compito enorme, supera abbondantemente le mie modeste capacità di sintesi. Ed è per questo che preferisco inserire la presentazione che l’insegnante Luigi Meli ha scritto ed è inserita nelle prime pagine del libro. Lo ritengo esaustivo e scritto molto bene come solo certi insegnanti sanno fare. Da parte mia, posso solo aggiungere che è un libro che ogni collepassese dovrebbe avere a disposizione per consultarlo e godere di fatti e curiosità varie avvenute nel nostro villaggio. Si, Insomma Orazio, con questo libro, descrive il nostro “Natio Borgo Selvaggio”. Quindi coloro che non sono in possesso di questo libro che contiene una valanga di informazioni, spesso molto simpatiche, certamente sempre molto utili, consiglio di recarsi da “nonsoloedicola”. Ed è lì che si può comprare con la modestissima cifra di 10 euro. Cifra, questa, che non copre neanche il costo della stampa. Infatti non c’è, nel modo più assoluto, tendenza a realizzare profitto da questo suo lavoro. (pagliatano)

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Presentazione del libro.

Di Luigi Meli

        Il libro che oggi Orazio offre alla nostra attenzione non è la storia di Collepasso, ma comprende tante storie dei collepassesi, tante notizie su luoghi, monumenti, personaggi in un tutto armonico capace di interessare ed emozionare la mente e il cuore di coloro che lo leggeranno.

Per un momento io vorrei però spostare l’attenzione sull’autore e sul grande e incessante suo impegno per la stesura di quest’opera; perché, quando un lavoro è terminato e se ne vedono i frutti, quasi sempre ci si sofferma solo ad ammirare il risultato senza mai stare a pensare al processo che lo ha prodotto.

Da noi succede che ogni famiglia conserva gelosamente i propri ricordi e li tramanda, a volte solo in modo orale, ai propri discendenti e spesso il risultato è che quasi nessuno riesce a ricordare niente che sia anteriore alla vita dei propri genitori e gli orizzonti dei ricordi storici di ognuno si limitano all’orticello della propria famiglia.

Orazio ha il grande merito con questo lavoro, di conservare la memoria collettiva della nostra Collepasso attraverso il racconto di tante vicende, di tante storie e storielle che, messe armonicamente insieme, danno uno spaccato significativo della storia della nostra collettività

Io sono convinto che il libro riscuoterà l’interesse dei più anziani ma anche dei più giovani perché, avendolo tra le mani, la nostra attenzione sarà immancabilmente attratta dalle tante notizie, aneddoti, fatti ed avvenimenti in esso contenuti, la nostra curiosità sarà sollecitata a sfogliare tutte le pagine alla ricerca di episodi e personaggi conosciuti o sconosciuti, alla scoperta di foto in cui riscoprire persone o luoghi a noi cari o che risvegliano ricordi avvolti nella patina dorata di un tempo che fu.

Ma la stesura di un tale libro, la raccolta di tante notizie ed informazioni, la ricerca di foto e documenti ha richiesto un lavoro paziente e certosino, una dedizione alla “causa” che lascia ammirati. Orazio ha attinto ad un suo archivio di notizie, di foto, di documenti che ha creato ed arricchito nel corso degli anni e che ha iniziato a costruire fin da giovane, anzi oserei dire fin da ragazzo.

Egli ha goduto di un osservatorio privilegiato, perché ha vissuto in un luogo che in passato è stato il fulcro della vita del nostro paese, i suoi genitori hanno avuto un salone da parrucchiere e poi un’edicola e ciò gli ha permesso di essere continuamente in contatto con tanti personaggi e di conoscere tante vicende, fatti e fattarelli raccontati dagli stessi protagonisti.

Egli è stato un osservatore attento, un cronista che ha ricordato, ha annotato, ha compreso il valore di quel mondo e di quell’umanità che gli scorreva sotto gli occhi, è stato lungimirante, e oggi ci offre il frutto di tante sue fatiche, di tante annotazioni, di tante ricerche, di tanta strada percorsa, di tante richieste  a persone conosciute e a volte anche sconosciute, di tanti rossori e imbarazzi nel bussare alle porte di tante famiglie spesso restie a condividere ricordi custoditi gelosamente.

Avendo avuto il privilegio di legger in anteprima il libro, ho avuto il privilegio di gustare tante piccole e grandi notizie che conoscevo, sono stato incuriosito dal riscoprire tanti luoghi che mi erano noti solo nella loro vuota denominazione senza che fossi capace di dare ad essi una giusta collocazione topografica, ho scoperto tanti episodi della vita passata che mi erano sconosciuti, ho sorriso nel vedere le foto che cristallizzano il ricordo di momenti di vita e di persone di cui conservo un caro e personale ricordo.

So per certo che il libro non contiene tutto il materiale d’archivio di Orazio, anche perché è abbastanza corposo; quindi conservo la speranza che in futuro egli possa ancora sorprenderci con qualche nuovo lavoro sul nostro paese, un paese che tutti amiamo perché è stato ed è il palcoscenico della nostra vita, un paese ricco di persone con le quali tutti i giorni ci incontriamo e ci salutiamo, un paese con al sua umanità e le sue tradizioni, un paese da cui molti giovani si allontanano e a cui molti vorrebbero poter ritornare.

Il contributo di Orazio alla nostra comunità è meritevole di tutta la nostra gratitudine, perché questo libro è come un faro acceso ad illuminare un passato che rischia di essere dimenticato e un presente che andrebbe preservato e migliorato per le generazioni future.

LUIGI MELI

 

 

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