L'EUFORIA E LA REALTA'

Se la spending review non è una manovra allora ha ragione Berlusconi e Ruby è la nipote di Mubarak. In realtà Monti per nascondere la stangata estiva dice più bugie di Berlusconi. Ci racconta che la spending review non è una manovra e forse pensa che basti usare termini inglesi per prendere in giro la gente: dopo le pensioni e i diritti dei lavoratori, ora i tecnici attaccano il welfare e i servizi pubblici. L’operazione strutturale, come la chiama il premier, consisterà nel taglio verticale di fondi e servizi nel settore pubblico, dalla sanità alla scuola. Una manovra di destra, in perfetto stile thatcheriano, che forse nasconde ulteriori sorprese visto che Monti dice che servono più di 4 miliardi per “evitare l’aumento dell’Iva”: vuoi vedere che il governo batterà cassa ancora chiedendo sacrifici ai già tartassati lavoratori? Il punto vero è che Monti e la sua maggioranza sta demolendo welfare e diritti dei lavoratori e con le sue manovre aggrava la crisi.                                         F.to Paolo Ferrero, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista.


E di mio aggiungo: si trovano centinaia di miliardi per salvare le banche dal  fallimento, ma non trovano un centesimo per salvare famiglie e lavoratori dalla crisi. Anzi, è prima di tutto a loro che si chiedono sacrifici mentre i veri responsabili del disastro restano intoccabili. E, nonostante tutto ciò, lo spread va su, le borse vanno giù; gli stati uno dopo l’altro sono preda della speculazione finanziaria, i debiti pubblici si allargano. Sorge allora spontanea la domanda: ma si sta cercando di salvare l’euro, oppure di rimpinguare il sistema capitalista? Ingozzare ancora di più gli speculatori sempre a spese dei soliti noti?

Mentre si tagliano risorse per ospedali e medicine, pensioni e scuola pubblica ecc. si trovano 100 miliardi per dei nuovi aeri da combattimento più sofisticati che mai. Aerei da bombardamento, aerei offensivi, non certo adatti a difendere il suolo italico come la Costituzione assegna alla difesa, ma mezzi di offesa contro altri popoli, altre nazioni. Così dopo la Jugoslavia, l’Iraq, la Libia e l’Afganistan, ora si stanno attrezzando per aggredire la Siria. E la cifra con la quale si calcola la cultura della guerra, sta lì dove siamo capaci di ignorare i massacri di centinaia di migliaia di iracheni e afgani, e però se uno dei “nostri” lascia la pelle, ecco gridare al “vile attentato terroristico”. Si può affermare che le masse italiane, tramite i mezzi di comunicazione al servizio del potere, sono state ben educate alla cultura della guerra. E persino i giovani sognano di andare in guerra, ma ancora non sono necessari, e aspettando “tempi migliori” (per loro) giocano a far la guerra con pallottole finte come è accaduto anche qui a Collepasso nel castello baronale qualche tempo fa. Ci stiamo di nuovo bevendo il cervello. Sono appena passati 65 anni circa da quella tremenda ubriacatura e abbiamo già dimenticato che, le bombe cadono, per ora, su altri popoli, ma prima o poi ci arriveranno addosso, toccherà a noi subire le conseguenze della dissennatezza di una classe politica e della sua struttura militare.

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 3/7/2012

  1. Caro gaetano, i politici non mi fanno più nemmeno incazzare, mi fanno ridere. Cercano di stare a galla come naufragi, ma non sanno che, prima o poi, speriamo più prima che poi, annegheranno. Il guaio è che andremo a fondo anche noi, per lustri in loro balia, vittime non sempre incolpevoli, delle loro menzogne, delle loro infingardaggini, delle loro inettitudini, delle loro arroganze. Prima ci hanno lusingato per avere i nostri voti, poi ci hanno ingannato facendo il contrario di quello che ci avevano promesso, peggio, non facendo niente! Inoltre ci hanno abbandonato al nostro destino, vivendo alle nostre spalle e arraffando alle tasche di tutti. Hanno screditato un Paese e affamato un popolo, infischiandosene di quello e prendendo per i fondelli questo. I loro inauditi e scandalosi privilegi, spero siano la loro tomba. Noi semplici cittadini cosa possiamo fare? Credo solo continuare a lottare. Le battaglie infatti si combattono anche quando non si è sicuri di vincerle, senza piangerci addosso e senza demagogia, senza Grillo e senza i detriti di una seconda Repubblica mai nata e di una prima mai morta….Le sfide si possono anche vincere, ma con onestà, dignità e sacrificio.

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  2. Vorrei inoltre aggiungere, che se la musica non cambia, un giullare di talento , il nababbo genovese Grillo, incasserà un sacco di voti e gli astenuti non si conteranno…..Gli italiani, che prima li hanno votati in mancanza di peggio, è strapentita e farebbe volentieri a meno delle loro franchigie, delle loro immunità, dei loro assurdi diritti di prelazione. I politici italiani infatti, non sono dei padreterni come credono di essere, anzi tuttaltro….sono in effetti dei gran paraventi, che ci hanno obiettivamente stufato. Cosa succederà domani? Non lo so e non riesco nemmeno a immaginarlo. Anche se i grillini faranno il pieno ed entreranno in parlamento, le gatte da pelare resteranno intose. Un conto è vincere le elezioni, un conto è governare, e l’abbiamo visto negli ultimi vent’anni….Penso che con Beppe Grillo premier, in nemmeno un mese faremmo la fine della Grecia !! La politica infatti, non è una missione eucaristica e nemmeno improvvisazione. Prima o poi i nodi degli incompetenti vengono al pettine, come è già successo ora….e quando i nodi vengono al pettine, solo un buon parucchere può scioglerli. Monti lo è? Non lo so. Io ne dubito. E’ vissuto e pasciuto sempre nei sancta sanctorum delle banche, delle multinazionali, della trilaterale, del Binderberg ed ore di palazzo Chigi. Cerca di fare del suo meglio, che spesso è il suo peggio….Esempio concreto, L’IMU, che non è solo un balzello scellerato, ma anche una zavorra per l’Economia. Cosa succederà domani, caro signor Cipputi? E chi lo sa, mica siamo la Maga Circe….Chi vivrà vedrà, ed ai posteri spetterà l’ardua sentenza !

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