RITORNA IL PASSATO?

RITORNA IL PASSATO?

CI HA GUASTATO LA FESTA… TORNA, NON TORNA, SI, NO, FORSE…

Neanche il tempo per un brindisi per la caduta del Governo Monti, al quale auspichiamo un sobrio ritorno alla sua Bocconi, e, manco a dirlo, riemerge dalle sabbie mobili del suo ultimo governo il solito scassa tutto. Tutto sì, però all’infuori delle sue aziende che proliferano, ovvio! Infatti dall’Europa liberale che conta è partita una salva di accuse, lamenti e preoccupazioni per la sua pretesa di ricandidarsi. È evidente, non lo considerano un liberare ma un libertino tutto intento alle escort, ai suoi processi e alle sue aziende, e nulla di liberale avrebbe garantito ai liberisti europei. Figuriamoci quanto hanno da lamentarsi i lavoratori e le imprese italiane. Ma c’è, tra gli italioti, una fetta che lo vorrebbe ancora con lo scettro in mano. Insomma, il rischio di cadere dalla padella nella brace non è affatto scongiurato. Destino crudele quello di noi italiani, abbiamo subìto un Mussolini, un Craxi, e come fosse stato poca cosa, da venti anni sopportiamo persino le turbolenti bizzarrie berlusconiane. Ricapitolando, se la maggioranza degli italiani non brinda, come dicevo sopra, le cancellerie di mezzo mondo sono addirittura allarmate per il ritorno del berluska nazionale, e per i montiani nazionali si è trasformato in incubo la sua ridiscesa in campo. E sperano di salvare il montismo attraverso un Monti bis, purchè si decida, una buona volta, a scendere in campo con la loro lista centrista. La lega, compagna di ventura del secca tutto, pone paletti solidi contro un suo ritorno, e minaccia di correre da sola se non fa un passo indietro lasciando ad altri la direzione politica del PDL. Il centrosinistra, però, non è tanto preoccupato di Berlusconi, quanto per un’eventuale candidatura di Monti con i centristi, con i quali, guarda caso, Bersani pensa di allearsi dopo le elezioni. Ma Vendola urla e sbraita contro questa eventualità. Quindi SEL minaccia: “niente alleanze con i centristi o spacco tutto”. Fin qui abbiamo rappresentato le aspirazioni politiche dei liberisti che sono già in Parlamento e che si apprestano a ritornare nel nuovo anno che avanza.

Ciò che manca, o non si vede ancora, è, in modo particolare, un progetto di gestione dell’economia alternativa al solito liberalismo che ci ha portati al disastro finanziario attuale. Tutto e tutti girano intorno a qualche riparazione di questo sistema economico-finanziario, e non sono capaci, o non vogliono vedere, né proporre un’alternativa che è praticabile. Tocca a questi soggetti (la sinistra-sinistra) realizzare un programma con il quale chiedere agli elettori un voto di fiducia per un’alternativa a questo turbo capitalismo a pensiero unico, e fuori dagli schemi fin qui portati avanti proporre: “più Stato e meno mercato; mettere la museruola ai cani finanziari; condizione inevitabile per consolidare la democrazia contro coloro che la stanno distruggendo”.

Quindi, sempre più si delinea uno scenario elettorale con quattro schieramenti certi, tra i quali i due stravaganti capipopolo all’opposizione dell’agenda Monti, Berlusconi e Grillo, e due all’interno della logica europeista e montiana: un centro con Monti, e un centrosinistra con Bersani. Mi auguro un quinto schieramento che sappia proporre un progetto realistico e decisamente di sinistra, contro i populismi di Berlusconi e Grillo, e dei liberisti montiani ad oltransa.

Racconta il vecchio sfascia-tutto che il motivo per cui si vede costretto a ridiscendere in campo è salvare l’Italia dallo spread e dalla Merkel. Balle colossali. In realtà è per salvare le sue aziende e salvarsi dai processi in corso che lo riguardano. Se l’Italia ha sfiorato il fallimento, ciò è dovuto alla sua attenzione nei confronti dei suoi processi in cui è indagato e che rischia di essere condannato e nel garantire sempre buoni affari per le sue aziende e suoi soci in affari, mentre ha del tutto ignorato i problemi dell’Italia e degli italiani. E questo anche le pietre lo hanno capito, mentre una parte di elettori un po’ troppo sempliciotti continuano ad ignorarlo. Ed è questo il problema vero, il nodo più difficile da sciogliere! Se ciò può apparire poca cosa, credo sia opportuno ricordare che per un intero anno ha votato, lui e i suoi Parlamentari, tutte le leggi antipopolari che il Governo Monti ha proposto. Di colpo, come un fulmine a ciel sereno, ci racconta che il Governo Monti ha realizzato solo dei disiastri economici, si è fatto circuire dalle imposizioni europee e, peggio, si è fatto mettere sotto i piedi dalla Cancelliere Merkel. Sarà, a lui invece hanno solo riso in faccia.

F.to gaetano paglialonga

P.S.

Nessuno meglio di Miche Serra, sulla sua “L’amaca” de La Repubblica di venerdì 14, ha saputo descrivere la confusione mentale in cui è entrato Berlusconi . Durante la presentazione dell’ennesimo libro di Bruno Vespa, alle domande che gli venivano rivolte dai giornalisti, tanto ha farfugliato:

Ha detto che nell’ipotesi si candidi a capo della coalizione che, pur stimandolo, gli ha tolto la fiducia, allora lui non si candida, ma mantiene le candidatura, forse la sua forse quella id Alfano, nel caso che Monti non si candidi oppure si candidi per una coalizione che non comprende il PDL, tenendo fermo il fatto che Alfano è il candidato ideale ovviamente se non si candida lui stesso oppure Monti, a patto che la Lega accetti Monti nella coalizione dopo aver chiarito che quando la Lega gli dava del maledetto vampiro, a Monti, non si riferiva alla persona Monti ma al governo Monti, perché l’alleanza con la Lega non è in discussione ma neanche il ruolo di Monti nell’eventuale ruolo di candidato di tutti i moderati dei quali lo stesso Berlusconi è comunque il garante tanto che se si candida quanto se non si candida,nel quadro di una sicura visione europea perché l’Europa deve smettere di imporci il ricatto dello spred il quale del resto, votando alla fine di febbraio o all’inizio di marzo, ma volendo anche nei mesi estivi, subirà delle variazioni che non possono avere alcuna influenza sulla candidatura sua, di Alfano oppure di Monti.” Se c’è chi ha capito qualcosa alzi la mano!

*****

DAL PARTITO DI RIFONDAZIONE COMUNISTA RICEVO E PUBBLICO:

“E’ TEMPO DI UNIRE PASSIONE, INTELLIGENZE, CAPACITA’ ED ENTUSIASMO PER COSTRUIRE UNA PROPOSTA ELETTORALE CHE PORTI ALLA COSTITUZIONE DI UN POLO ALTERNATIVO AGLI ATTUALI SCHIERAMENTI, IN CUI NON CI SIANO OSPITI E OSPITANTI, LEADER E GREGARI MA SOGGETTI INTERESSATI A PRATICARE E PROMUOVERE CAMBIAMENTO, A PARTIRE DALLA RICERCA PARTECIPATA DI SOLUZIONI AI PROBLEMI CHE RIGUARDANO LA NOSTRA VITA, IL NOSTRO LAVORO, L’AMBIENTE NEL QUALE VIVIAMO E CHE VOGLIAMO TRASMETTERE IL PIÙ INTEGRO POSSIBILE ALLE GENERAZIONI FUTURE”.

Un’iniziativa che parta dalle centinaia di migliaia di persone che nell’ultimo decennio si sono mobilitate in mille occasioni, dalla pace ai referendum, e che aggreghi movimenti, associazioni, singoli, amministratori di piccole e grandi città, lavoratrici e lavoratori, precari, disoccupati, studenti, insegnanti, intellettuali, pensionati, migranti in un progetto di rinnovamento delle modalità della rappresentanza che veda, tra l’altro, una effettiva parità dei sessi. E’un operazione complicata ma necessaria che deve essere messa in campo SUBITO.

Le differenze economiche e sociali crescono, le disonestà individuali o di gruppi sono diventate corruzione del sistema, la distanza tra stato e società e tra organi rappresentativi e cittadini non è mai stata così elevata. La possibilità di contare e di decidere sulla propria vita e sul proprio futuro è quotidianamente frustrata da decisioni verticistiche e incontrollabili.

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Così lo stesso desiderio di partecipazione politica si affievolisce, riducendosi a esplosioni di rabbia, alla fuga dal voto o all’adesione a proposte populiste (egualmente presenti dentro e fuori le forze politiche tradizionali). Prevale l’idea che non ci sia più nulla da fare perché ogni scelta è obbligata e «imposta dall’Europa» (cioè dai mercati). Il modello sociale europeo è cancellato dalle compatibilità economico-finanziarie in una concezione dell’economia che non lascia spazio alla politica.

A FRONTE DI CIÒ NON È PIÙ POSSIBILE STARE A GUARDARE O LIMITARSI ALLA CRITICA.

Anche nel Salento si è raccolta la sfida dell’appello CAMBIARE SI PUO’ attraverso una pubblica assemblea che si prefigge l’intento di costruire una rete di soggettività diffuse con l’obiettivo di praticare sui territori un progetto di partecipazione deciso ed ampio.

Collepasso, 13/12/2012

 

 

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