Le rime baciate per Impastato

Peppino Impastato

Ci sono date che non si dimenticano.Quelle insomma,in cui si ricorda esattamente cosa in quel momento si stava facendo. E’ il 9 maggio 1978 è una di quelle. Trent’anni fa, moriva Peppino Impastato. Sulla sua fine, avvenuta sulla tratta ferroviaria Palermo Trapani, si inseguirono differenti ipotesi: la prima lo voleva vittima mentre stava preparando un attentato, poi si parlò di suicidio. Solo la volontà della madre, del fratello, dei suoi amici e del Centro Siciliano di Documentazione hanno permesso di arrivare alla verità. Peppino fu ucciso per volontà della mafia contro la quale s’impegnò politicamente (militò nella nuova sinistra), e come animatore culturale (fondò Radio Aut da cui trasmetteva pungenti programmi contro la mafia). Peppino aveva una grande conoscienza della cultura mafiosa, la viveva da dentro essendo cresciuto in una famiglia affiliata a Cosa Nostra. Ma la rifiutò convincendo il fratello e poi la madre che combattè quel mondo. Le vicende di Impastato sono entrate nel cuore. Lui, è diventato un simbolo. Una coraggiosa icona contro l’illegalità e la mafia tutta. Questo è stato anche grazie ad un toccante film di Marco Tullio Giordana, I Cento Passi,la distanza che a Cinisi divideva la casa di Impastato da quella di Gaetano Badalamenti, capomafia e mandante dell’assassinio come riconosciuto in una sentenza dell’11 Aprile 2002. Dopo il cinema anche la musica si è avvicinata a questo personaggio. Prima i Modena City Ramblers, che ne hanno narrato le gesta con la loro “I Cento Passi”, ed ora arriva “Amore non ne avremo”-26 canzoni per Peppino Impastato. Una doppia raccolta in cui altrettanti artisti, per lo più dell’ambiente alterativo, si cimentano con testi scritti dallo stasso Impastato, riadattati dall’amico Gandolfo Schimmenti, producendo un gran numero di brani inediti. Tra i partecipanti, non tutti siciliani, spiccano i Marlene Kuntz, Carmen Consoli con i Lautari, Marina Rei, i Gang, i Mdena City Ramblers, gli Uzeda, i Perturbazione e gli Yo Yo Mundi, per citare alcuni tra i 26 di CD, curato da Giuseppe Fontanella. Le liriche sono poetiche,segnate dalla forza di un personaggio capace di lottare e di soffrire ed il risultato è di forte impatto emotivo ma assolutamente lontano da ogni retorica. L’omaggio in musica è alla persona ed al suo simbolo ma non si lascia avvolgere dal gorgo della militanza a tutti i costi. E’ uno sguardo delicato e amorevole ad un giovane divenuto un emblema di coerenza, di forza e di impegno civile sino all’estremo sacrificio. E’ per questo che Impastato resta vivo nel ricordo e nell’anima: ovunque. Anche nella musica.

LUCA TRAMBUSTI

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