LATINO VIVO

 

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LATINO VIVO

Si fa presto a dire lingua morta. Il latino sembra vivo più che mai in quest’alba di terzo millennio, e magari rischia di spodestare l’Imperium dell’inglese. Saranno contenti Cicerone, Seneca, Virgilio, che il loro latino nobile stia diventando la lingua dei tempi moderni, capace di declinare anche i neologismi più attuali. La Chiesa indubbiamente gioca e ha sempre giocato un ruolo da protagonista in questo campo. Il latino infatti, è usato nel mondo ecclesiastico, anche per operazioni di più prosaica quotidianità. Basti solo ricordare che in Vaticano gli sportelli bancomat riservano istruzioni rigorosamente in latino. E persino il Colosseo, il monumento più visitato d’Italia, con oltre 5 milioni di turisti l’anno, ha predisposto un audio-guida in latino. Inoltre, in Croazia il latino ha sedotto 5 milioni di studenti. In Spagna si è diffuso il Movimento di cultura classica, partito da Granada, che oggi conta almeno 10 mila persone che parlano correttamente il Latino. In Cina, all’università di Pechino, è nato l’istituto di Latinitas Seneca. E negli Stati Uniti, in barba alla polemica sollevata qualche tempo fa dal Finalcial Times, che liquidava il latino come lingua morta, sono almeno 50 mila le persone che parlano latino. Non si tratta di leggere e tradurre un testo classico, ma di un uso rivoluzionario del latino, calato nella vita quotidiana. Con il latino si fa musica, teatro, laboratori hi-tech di progetti multimediali, si legge e si traduce Cicerone. Se anche un settimanale iper-pop come Topolino ha sfoggiato un numero di fumetti in latino, e il maghetto Harry Potter ha sfoggiato una traduzione letteraria da antica Roma, il latino non sembra destinato solo a una nicchia di cultori. La sua diffusione è un affare serio che supera i confini del Folklore. E se il progresso è ha portata di latino, ecco che proprio dalle Accademie e dalle Università internazionali, parte l’appello per il riconoscimento del Latino e del Greco antico come patrimonio dell’Unesco. In un mondo globalizzato, dilaniato dalla crisi, bisogna ritrovare le origini della civiltà umana. I classici sono eterni, non si consumano mai, mentre il Latino e la lingua che ci aiuta a capire le nostre origini!

F.to  ANTONIO LEO

Collepasso, 12/11/2014

 

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