L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE TRA DUE FUOCHI

L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE TRA DUE FUOCHI

Gli strali, sull’Amministrazione di centrodestra, arrivano sia dalla sua stessa destra che dal centro-sinistra. Il primo attraverso un articolo sulla Gazzetta di domenica 2 giugno da parte dell’ex vice sindaco, Rocco Sindaco, il quale solleva, per l’ennesima volta, il solito ipotetico abuso che si sarebbe consumato, con la complicità dell’ufficio tecnico, a vantaggio dell’azienda “Italgest” nella concessione per l’impianto dei pannelli fotovoltaici sulla zona industriale. E come dicesse poco o niente, sottoscrive: “Collepasso, capitale dell’illegalità”. Siccome insiste, e magari sarà pure convinto che ci sia stata un’operazione a vantaggio della ditta, quindi che è stata realizzata un’illegalità, non si capisce perché non si sia rivolto ancora alla Procura della Repubblica in modo che sia la Magistratura, una buona volta, a svolgere le dovute inchieste per verificare se si è consumato un reato oppure no. Altrimenti è ragionevole supporre che si tratti di una sua personale posizione per giustificare a modo proprio l’allontanamento dal suo incarico amministrativo. Comunque, sempre di litigio in famiglia si tratta. Ovvio che queste mie sono solo opinioni opinabili, perciò, per l’ultima parola, aspettiamo con trepidazione le mosse successive. Meglio ancora se vorrà, con un suo commento, sotto queste mie considerazioni, intervenire per chiarirci meglio il tutto.

Nello stesso giorno, sempre domenica 2 giungo, il secondo attacco:                                                                                                                                                                                                               i consiglieri di opposizione, Pantaleo Gianfreda e Vito Perrone, scrivono e distribuiscono un volantino attraverso  il quale accusano, senza tanti giri di parole, l’inerzia, anzi, la mancata volontà del Sindaco di intervenire per fermare in tempo utile lo scempio che si stava realizzando intorno alla masseria grande per la costruzione dell’ormai famigerato rondò. E su questo c’è poco da aggiungere o da togliere. Il sindaco, in effetti, o ha sottovalutato lo scempio che si stava realizzando, oppure non è stato in grado di capire che era un suo specifico diritto-dovere di intervenire e fermare i lavori. Di certo c’è che la Provincia ha gestito l’operazione in modo molto discutibile e, a detta di fonti bene informate, pare abbia posto delle resistenze prima di accettare una verifica dei lavori in corso e di conseguenza decidere per lo stop dell’operazione che sono risultate del tutto fuori dal progetto approvato.

 

Infine, non poteva mancare l’intervento di Salvatore Perrone, leader di azzurro popolare nonché consigliere provinciale, apparso sulla gazzetta di sabato 1 giugno. Con quelle dichiarazioni, per la verità un po’ troppo fumose, sembra voler dire tutto ma  in realtà non dice niente e scrivendo al Presidente Provinciale Gabellone e al tecnico provinciale Stefano Zampino, sollecita la ripresa dei lavori interrotti sull’incrocio  Casarano- Maglie-Collepasso: “bisogna che i lavori vadano velocemente avanti perché le strade interessate sono molto importanti per il traffico intenso di turisti che si svolge tra Gallipoli e Otranto soprattutto con la stagione estiva in arrivo”. Strana preoccupazione da parte di chi non ha mai sentito il dovere di capire cosa si stava consumando in quell’incrocio. Strano soprattutto è per il fatto che per poter ripartire e portare a termine il lavoro è innanzi tutto necessario ripristinare la situazione stradale com’era prima dell’inizio dei lavori, dopo di che si potranno iniziare i lavori secondo quanto il progetto prevede. Altro che, di estate, penso, ne passeranno più di uno prima che i lavori siano portati a termine, purtroppo.

Ma ecco che qualche giorno dopo arriva una puntualizzazione del consigliere di opposizione Pantaleo Gianfreda, apparsa sulla Gezzetta del Mezzogiorno del 5 giugno 2013.

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 2/6/2013

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