LA SINISTRA DI CLASSE C’É, IERI HA BATTUTO UN COLPO!

LA SINISTRA DI CLASSE C’É, IERI HA BATTUTO UN COLPO!

Niki Vendola (SEL), Antonio Di Pietro (IdV), Angelo Bonelli (Fed. Verdi), Paolo Ferrero (Rif. Com.), Oliviero Diliberto (PDCI), Rinaldini (della Fiom), Patta (CGIL).

Ieri 11/9, la sinistra di classe, lo schieramento operaista, unitamente ai sindacalisti della FIOM e della CGIL si sono presentati in Cassazione per cancellare la riforma Fornero. Hanno depositato presso tale sede due quesiti per due referendum: uno per ripristinare l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori (legge 300 del 1970), com’era prima che il Governo Monti lo cambiasse; l’altro per abrogare un pezzo delle politiche di Berlusconi sulla contrattazione collettiva. E annunciano che la raccolta di firme per indire questi referendum inizierà a partire dal 12 ottobre.

Su questo impegno, la raccolta delle firme, non c’è da contare sul P.D., così come non si impegnò per i referendum contro il nucleare e contro la privatizzazione dell’acqua, non si impegnerà neanche per questi. Salvo, poi, scoprire a conti fatti che i suoi militanti ed elettori si schierarono per la buona riuscita di quei due referendum; ora sugli attuali referendum ci sono motivi ancora più validi per essere sostenuti dagli stessi.

Di certo c’è che l’alleanza caldeggiata dal P.D. che vedeva la SEL al suo fianco e scartava il resto delle formazioni classiste, sembra già, con questa iniziativa dei referendum, terremotata. Le loro strade (P.D.-SEL) di fatto divergono. Mentre il P.D. non mette in discussione l’opera di questo Governo, e come potrebbe, ha votato tutto, e intende continuare su quella strada liberista, Vendola con SEL ha imboccato una strada diversa, ben fatto!

C’è da augurarsi che questi esponenti della sinistra di classe trovino il modo di realizzare un programma e presentarsi così uniti alle prossime elezioni. E si può scommettere che se le primarie nel P.D., tra Bersani e Renzi, dovesse vincerle Renzi, il più incallito liberista del P.D. Quello: “con Marchionne senza se e senza ma“, molti elettori del P.D. voterebbero decisamente la sinistra di classe e quindi la possibilità che questa formazione classista vinca le elezioni sono notevoli. Di liberisti, di sostenitori della globalizzazione e delle privatizzazioni, di predicatori a pagamento del pensiero unico è piena l’Italia e il mondo intero, mentre della sinistra politica si erano perse le tracce. Ben tornata sinistra di classe, ora a te l’ònere e l’onore di rappresentare lavoratori e pensionati.

Torneranno argomenti cari ai lavoratori: dignità e civiltà del lavoro; tornerà a far capolino dopo oltre vent’anni di oscuramento l’articolo uno della Costituzione. Così il loro progetto, quel progetto dei liberisti di superare il 900 sbarcando nell’800, cioè, cercando di far tornare indietro le lancette dell’orologio della storia al tempo in cui  il lavoro era merce povera e il lavoratore era solo, questo loro obiettivo diventa meno realistico. Questa strada l’avevano già imboccata; ora se questa formazione politica di classe reggesse, il loro sogno finirebbe con lo sciogliersi come neve al sole. Infatti, con una tale rappresentanza in Parlamento i lavoratori farebbero sentire molto più decisamente le loro ragioni in contrapposizione ai famelici interressi dei pescecani dell’imprenditoria di rapina e delle Arpie finanziarie internazionali, e rovinerebbero a queste bestie la festa. E tanti auguri a questa prospettiva tutta a vantaggio dei lavoratori e dei pensionati.

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 12/9/2012

  1. raccolta firme ovunque!

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  2. segreteria Rif. Com. Lecce 14 settembre 2012, 14:29

    FESTA PROVINCIALE DI LIBERAZIONE
    22 e 23 SETTEMBRE
    PIAZZA STAZIONE GALATINA

    L’attentato costante ai diritti del lavoro, una politica economica suicida e fortemente iniqua, la campagna referendaria per l’abrogazione dell’art. 8 e della nuova versione dell’art. 18, saranno i temi caldi su cui si discuterà nella due giorni della festa provinciale di liberazione, insieme a Rosa Rinaldi, segreteria nazionale PRC, Gianni Rinaldini, Coordinatore nazionale de La CGIL che vogliamo, e Ciccio Brigati, operaio ILVA delegato FIOM, oltre che con Dino Greco, Direttore di Liberazione, Antonio Maniglio, Vicepresidente del Consiglio Regione Puglia, e Carlo Formenti, Sociologo Università del Salento.
    Di fronte al tracollo dell’economia “reale” (che significa: aziende in disarmo, disoccupazione in caduta libera, crollo dei redditi popolari e dei consumi essenziali, fame, povertà e disperazione) Monti ci offre oggi una stupefacente affermazione che recita testualmente così: “Il rigore ha aggravato la crisi, ma era necessario per risanare”.
    Eppure dovrebbe essere chiaro che anche le misure anti-spread faticosamente varate dalla Banca centrale europea non serviranno a nulla se il paese si avvita in una spirale recessiva, se interi settori produttivi e il loro indotto cessano l’attività o delocalizzano, se migliaia di esercizi commerciali chiudono, se la disoccupazione dilaga senza freni, se il taglieggiamento di ogni branca del welfare mette alla frusta e riduce in povertà milioni di persone.
    Da questo vicolo cieco, da questo pantano bisogna uscire. E lo si può fare solo a condizione di rovesciare come un guanto il paradigma culturale egemone che una battente (e largamente incontrastata) promozione pubblicitaria spaccia come la sola ricetta praticabile.
    A quanti sono convinti che un’altra strada sia possibile non è concesso traccheggiare nel limbo impotente delle chiacchiere.
    Serve invece costruire – in un confronto pubblico con sindacati non inglobati nel sistema, movimenti, intellettuali, soggettività politica diffusa – un concreto progetto di governo, cioè una vera alternativa, sorretto da una radicale idea di cambiamento. Un progetto capace di ispirare e sostenere la più ampia mobilitazione sociale e l’aggregazione politica che ne invera le istanze, fuori dalle insopportabili alchimie della politica politicante, sempre più estranea alla vita reale dei lavoratori e dei cittadini di questo paese.
    La serata del 22 sarà chiusa dal concerto dei Republika Mood e dai Papa Chango, quella del 23 dai Little Red Roosters e gli Aedo.

    dalla segreteria provinciale di Rif. Com. lecce

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