LA SCELTA C’É, È TRA IL MALE E IL PEGGIO!

 

 

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LA SCELTA C’É, È  TRA IL MALE  E IL PEGGIO!

(la Grecia siamo noi)

       La famigerata troika (BCE, Commissione europea, e fondo monetario internazionale), ha preteso una Grecia da paese bombardato: un’economia in dissesto; aziende chiuse; salari da fame; disoccupazione dilagante; file interminabili al collocamento e alle mense dei poveri; gente che fruga nei cassonetti; ospedali senza farmaci; altri licenziamenti in arrivo; tasse iperboliche sulla casa e sfratti; beni di consumo in svendita. Infine, una città in fiamme. Ma a bombardarla non è stata una squadriglia di caccia bombardieri, ma la finanza internazionale gestita dalla troika suddetta. Condizioni da  “quarto mondo”

        A differenza di un paese uscito dalla guerra, che ha sempre trovato la strada per ripartire, in Grecia non c’è in vista nessuna ricostruzione, o rinascita, ripresa, ma solo un fallimento ormai certo. Ma la troika, prima di farla fallire del tutto, la sta dissanguando. Infatti, il suo obiettivo è mettere al sicuro gli interessi delle banche, unico, vero obiettivo della troika.

        Come ci è arrivata? All’origine di questo loro debito, oltre alla corruzione e all’evasione fiscale, ci sono state le olimpiadi del 2004 (costate oltre un decimo del Pil) e l’acquisto di armi, che la Grecia è costretta a comprare e pagare a Francia e Germania come contropartita della “benevolenza” europea, per importi annui che arrivano al 3% del Pil. Ebbene sì, la finanza internazionale con la sua speculazione, è molto più micidiale di una guerra subìta e persa.

        Stabilito ciò, c’è qualcuno che non vede similitudini tra Grecia e Italia? C’è ancora chi crede che questo Governo ci salverà da un destino simile a quello della Grecia? In questo caso si tratta di ottimisti ad oltranza? Oppure sono i soliti pennivendoli e tecnocrati al servizio della finanza internazionale che hanno sempre sostenuto necessario  “più mercato e meno stato?”

        Pensare che un Papademos in Grecia o un Monti in Italia possano e vogliano farci uscire indenni da questa crisi, è come pensare di affidare la gestione di     un’associazione di donatori di sangue a un vampiro. Se non si è scemi, poco ci manca!

Che il sistema capitalista tra una crisi e l’altra, sarebbe approdato alla crisi finale del suo sistema, lo avevano previsto i grandi pensatori degli ultimi due secoli. Ora è necessario superare questo sistema infame che arricchisce i pochi e porta alla fame le masse lavoratrici. E se non ora quando! Solo una sana e robusta rivoluzione socio-economica delle masse ci salverà dalla fame. E così sia!

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 17/2/2012

        

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