La reincarnazione

 

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È il kàrma induista! Ovvero la reincarnazione.

Dalle stragi di Stato (della prima Repubblica)

All’eversione governativa (della seconda Repubblica)

            Si direbbe che la democrazia in Italia è stata ed è tutt’ora a sovranità limitata. Tutte le volte che si è cercato di allargare la partecipazione popolare nella cosa pubblica (la democrazia o è sorretta da larga partecipazione o non è), c’è sempre stato e c’è tutt’ora chi cerca di utilizzare le Istituzioni democratiche per fini di “parte”. Nella prima Repubblica la “parte” era il Partito, quindi coinvolgeva sempre e comunque una fetta notevole di cittadini, e il potere ha risposto con le “stragi di Stato”. Oggi invece la “parte” si è ridotta ad una  sola famiglia. La famiglia Berlusconi con figli e nipoti sui quali di tanto in tanto giura il falso sulla loro testa sapendo bene che il suo dio, ammesso ne abbia uno, non gli chiederà spiegazioni né deciderà ritorsioni.

             Stefano Rodotà su “la Repubblica” di lunedì 18 aprile, scrive un articolo con il quale sottolinea le implicazioni nefaste che sta avendo l’agire politico di questo Governo sulle Istituzioni. Ne propongo uno stralcio significativo:

            “In questi giorni la Repubblica italiana sta prendendo congedo dall’Europa e dalla sua stessa Costituzione. Sta così tagliando le proprie radici. Non siamo solo di fronte ad una crisi istituzionale e politica, pur profondissima. Sprofondiamo in un tunnel oscuro, diviene sempre più evidente una “tirannia della maggioranza” ben al di là dei timori manifestati da Alexis de Tocqueville, perché la perversa legge elettorale maggioritaria e la sciagurata deriva verso il bipolarismo hanno separato i “designati” dai cittadini, hanno fatto perdere al Parlamento la sua virtù rappresentativa… Possiamo legittimamente chiamarla “decostituzionalizzazione…”

 

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            Lo stesso giorno, il presidente della Repubblica, ha finalmente sentito la necessità di intervenire dopo l’ennesimo attacco alla magistratura, la quale, come è suo dovere, chiede spiegazioni dei reati commessi da questo dissennato primo Ministro. Il quale, vedendosi inquisito, invece di difendersi nelle sedi opportune, paragona i magistrati ai terroristi. Infatti poco tempo fa in una conferenza stampa, quindi alla presenza di numerosissimi giornalisti di molti paesi, così si è espresso: “le brigate rosse usavano il mitra come i pubblici ministeri usano oggi il potere giudiziario. Anzi,—aggiunge—l’attacco dei pubblici ministeri è persino più pericoloso per la democrazia rispetto a quello delle B.R., perché viene portato da funzionari pubblici. E finì col parlare di eversione operata dalla magistratura, mentre il vero eversivo è lui. Ma ignorando di fatto le decine di magistrati uccisi dalle brigate rosse mentre questi magistrati svolgevano il loro compito. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il manifesto affisso a Milano con il quale a caratteri cubitali fa il verso di quanto ha già detto Berlusconi. E non potevano mancare gli utili idioti per portare visibilità alle sue farneticazioni anticostituzionali stampando e affiggendo il manifesto sopra inserito.

 Oggi, precarietà lavorativa diffusa in tutti i settori, la cassa integrazione dilaga nei vari comparti, la sinistra politica si lecca le ferite, i sindacati in crisi di credibilità. Aggiungiamo a tutto questo: una crisi finanziaria che sta avendo ripercussioni sulle attività produttive, quindi, ulteriori licenziamenti, ulteriore cassa integrazione, ulteriore precarietà lavorativa e, mentre Tutto ciò accade, mentre l’Italia sprofonda economicamente e moralmente nel baratro, il “nostro” ahimè, primo Ministro, è impegnato ad annientare le Istituzioni.

Ce la farà il presidente Napolitano con le sue prerogative costituzionali a fermarlo? C’è di che augurarselo prima che sia troppo tardi!

 F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 19/4/2011

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