LA NUOVA "FATTORIA DEGLI ANIMALI" DEL XXI SECOLO!

LA NUOVA” FATTORIA DEGLI ANIMALI” DEL XXI SECOLO!

Eh sì, ci vorrebbe ancora il grande George Horwell per descrivere questa nuova fattoria degli “animali” del biscione, fattoria in cui vivono e si scontrano decine di “animali”, però diversi dalla fattoria più famosa. Lì, in quella fattoria furono i maiali a decidere e portare a termine la rivoluzione contro i loro padroni, il gran capo si chiamava Napoleone (Stalin), l’oppositore, il capro espiatorio, Palla di Neve (Trotsky), ma subito dopo divennero i più incalliti detentori di quel potere che, dopo averlo conquistato, si comportarono, di fatto, peggio dei padroni che avevano sconfitto. È chiaro, si trattava di un’allegoria sullo stalinismo. Qui, in questa fattoria, tutta da raccontare, si trovano tante di quelle costanti, di quelle analogie, che sarebbero manna per la fantasia  di Orwell, ci sarebbe da cambiare solo i nomi: da Napoleone a Berlusconi, dall’oppositore  Trostsky ai Giudici comunisti!

Oggi, in questa nuova fattoria del biscione dominano pitonesse, falchi, sciacalli, lupi, volpi, corvi e qualche colomba spennacchiata e non manca neanche qualche mulo che con poca convinzione cerca di sferrare qualche calcio. E, inevitabilmente, anche in questa fattoria vige la stessa filosofia: tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri”.

Un falco guerriero risulta Verdini, che si scaglia contro la strategia pacifista delle colombe (Alfano); è presente la ferocia dei lupi (Capezzone), che si scontra con l’astuzia del volpino (Schifani), E, sputtanando persino le fiabe degli animali, si continua con la pitonessa (Santanchè) eccetera. Intorno a tutti questi “animali” carnivori, svolazzano in gran quantità i corvi (Cicchitto). Ma per non farsi mancare proprio niente il “nostro”, Napoleone-Berlusconi, oltre alle “squadre di escort”, che gli servono solo nelle serate di relax per sollazzarsi, ha costituito anche una squadra di “Amazzoni”, le quali combattono con le unghie e con i denti per salvarlo e, dulcis in fundo, non poteva mancare il glorioso “esercito di Silvio”. È chiaro, in tutta questa zoologia c’è tutto, all’infuori della politica. E sia ben chiaro, questi nomi di animali se li sono affibbiati tra di loro, la stampa si è solo limitata a riprenderli. Solo la Santanchè, bontà sua, si è autodefinita pitonessa.

C’è la necessità, per tutti questi “animali”, di salvare Napoleone-Berlusconi, perché son ben consapevoli che senza di lui resterebbero tutti fuori dalle Istituzioni e dovrebbero accontentarsi di vederle solo attraverso la televisione come noi comuni mortali. E se hanno già votato compatti in Parlamento che “Rubi era la nipote di Mubarak”, non sarà certo un gran sforzo per loro sostenere ora che, nonostante i tre gradi di giudizio che lo hanno condannato per evasione fiscale, urlare a pieni polmoni la sua innocenza senza vergognarsi. Per loro, “animali” carnivori, i 270 milioni sottratti, non solo all’erario, ma anche ai suoi stessi azionisti, è solo una bazzecola. E minacciano: se il PD non farà in modo di salvare il loro padrone e signore, il Governo delle “larghe disattese” è finito. Quindi: “muoia Sansone con tutti i Filistei”. Perciò è chiaro, di Napoleone-Berlusconi può salvarci solo se la natura farà, quanto prima, il suo corso. Però, siccome è stato affermato che è “unto dal Signore”, non vorrei che risuscitasse anche questo; peggio ancora sarebbe se riuscisse a utilizzare il processo karmico degli induisti (la reincarnazione) e, reincarnato, ritrovarcelo di nuovo tra i piedi. Ma al di là di queste cervellotiche leggende per adulti ingenui, la più probabile delle ipotesi che resta in campo è quella che vedrebbe sua figlia, la delfina, Marina Berluscona prendere in eredità tutto il malloppo economico e politico del turbolento padre padrone, come del resto è in uso tra le peggiori dinastie. E comunque, anche così, con la successione al trono di Arcore approderemmo, pur lontani dal medioevo, in una Repubblica che forse è anche peggio dei regimi medievali, in una Repubblica delle banane, stile di Repubblica, questa, non presente più neanche tra i popoli e nazioni del terzo e quarto mondo.

Ultima perniciosa considerazione: se questi si possono permettere stravaganze e scambiarsi vicendevolmente soprannomi da animali e meno che mai politiche sono le loro scelte, ciò è da ascriverle alle aberranti decisioni di  quel terzo circa di elettori che ancora continuano a votarlo e votarli, fornendo loro l’alibi con il quale stanno facendo inciampare pericolosamente tutti gli italiani, un’intera Nazione. E siccome chiedere alla politica di porre fine a questa deriva è pura utopia, meno che mai è ragionevole chiedere ai loro elettori di non votarli più, allora che sia almeno la legge della natura a salvare l’Italia! Amen!

Ma da questo girone infernale, penso che si possa uscire. Come? Una volta si chiamava “Sol dell’Avvenire”, si chiamava “quarta internazionale”, si chiamava “comunismo dal volto umano”. Ma sapendo bene quanti pseudo comunisti hanno sputtanato questa umana idea, ritengo piuttosto utopistico sperare che si realizzi a breve. Penso che prima o poi, più poi che prima, risorgerà dalle ceneri questa esigenza umana come l’Araba Fenice e, l’umanità, finalmente ne avrà azzeccata una giusta. Infine è da sottolineare che questa degenerazione su esposta, non è figlia del caso, ma congrua conseguenza del sistema turbo capitalista a pensiero unico. Tutti coloro che non sono d’accordo a superare questo sistema capitalista disumano, allora si gustino e sguazzino pure in quest’inferno dantesco in santa pace, perché non ci sono ulteriori alternative possibili, non ci sono ipotetiche terze vie. E, soprattutto, non dimentichino che chi “ha colpa del suo mal, deve solo piangere se stesso”!

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 26/8/2013

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Ricevo da Giacomo Grippa queste interessanti considerazioni di Elsa Morante:

“Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo.
Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini?
Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto.
Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto.
Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei.
Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt’al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po’ ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico.
In Italia è diventato il capo del governo.
Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano.
Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuol rappresentare.

Elsa Morante”
>Qualunque cosa abbiate pensato, il testo, del 1945, si riferisce a Mussolini…

 

  1. Gaetano mi sorprende che un osservatore acuto come te sia caduto nel favola imposta dagli house-organ berlusconiani della “guerra dei 20 anni” tra i giudici e Silvio.
    Purtroppo, la favoletta viene anche ripresa da altri canali televisivi e radio, meno schierate politicamente, come ad esempio la7.
    Quando si lasciano passare queste idee, non mi sorprende che alcune “amazzoni” o falchi del PDL osino persino paragonare Silvio a Che Guevara giungendo, quindi, ad un totale ribaltamento della realtà.
    Forse, basterebbe un più sano realismo e dire che essendoci l’obbligatorietà dell’azione in Italia, sarebbe dovuto essere più accorto il Berlusconi con le sue amicizie, frequentazioni e comportamenti.
    E’ colpa del magistrato di Bari, se indagando sulla sanità pugliese e sul lievitare delle applicazioni di protesi mediche nella regione, intercettando alcuni indagati, scopre un giro di prostituzione che arriva a Palazzo Grazioli?
    E’ colpa del poliziotto la fugace liberazione di una ladra marocchina minorenne sotto le mentite spoglie di una nipote di capo di Stato?
    I guai se li è andati a cercare, far passare l’idea della guerra vuol dire acqua al suo mulino, visto che di questo scontro egli si è ben nutrito, avendo a disposizione un’innaturale pletora di servi disposti a mistificare la realtà delle cose.

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  2. X anonymous
    eppure ho cercato di dire cose diverse, ma forse non sono riuscito. comunque ci tengo a precisare che sì, condivido la tua analisi su questo fenomeno disgustoso del berlusconismo. Ma ho anche ribadito, sulla parte finale, che questo elemento, che sembra di disturbo al sistema capitalista, in realtà è il prodotto più genuino del sistema stesso. Che le sue azioni fininvest oscillino al ritmo delle sue cazzate, è la dimostrazione più plastica di quali sono i suoi interessi di fondo sulla scacchiera italiana e internazionale. Eh sì, rubando rubando si diventa anche grandi se si ha a disposizione tantissimi elettori che vorrebbero tanto imitarlo. Resta per me un rammarico: che anche in queste condizioni in cui siamo arrivati, il Movimento 5 Stelle non trova la saggezza necessaria per superare la pretesa del PDL, e porre fine a questa situazione da terribili stralunati. ciao gaetano

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