LA MAFIA PIÚ ONESTA DEI POLITICANTI?

LA MAFIA PIÚ ONESTA DEI POLITICANTI?

C’è di che piangere lacrime amare a seguire le vicende giudiziarie che vede coinvolti una buona parte della classe politica. Dalla Sicilia alla Lombardia passando per la Calabria il Lazio e poi via via in buona parte delle Regioni e delle Provincie, l’immagine che emerge è quella di una congrega di bande del buco. E di buchi ne fanno e ne hanno fatti tanti, ma realizzati tutti ai danni dei conti pubblici.

Ci sono due aspetti che mi sembrano degni di nota. Il primo è che scopriamo, ma per la verità non è poi una novità, che gli elettori vendono alle mafie il loro voto per pochi spiccioli. Il caso dell’Assessore regionale della Lombardia è emblematico. Questi elettori sono forse meno responsabili, meno ladruncoli dei mafiosi e di certi politicanti? Io penso di no! O basta per giustificarli la consapevolezza che dovrebbero essere persone senza un reddito e di conseguenza non hanno fiducia nella prassi e negli ideali democratici? Forse si! La fame tira brutti scherzi, “prima vivere poi filosofare”. Quindi, l’indigenza per alcuni e l’eccessiva ricchezza di altri è la causa-prima dello sfascio delle democrazie; più questa condizione tra i cittadini si allarga, più questa degenerazione dilaga. L’ingiustizia economica all’interno di un popolo è, di fatto, una bomba ad orologeria per le democrazie. È necessario quindi, a mio avviso, partire da questo assunto se si vuol ripristinare una società degnamente democratica, perché oggi non lo è affatto. Oggi la democrazia è solo formale, restano intatte solo le sembianze.

L’altro aspetto triste di queste vicende è la pessima opinione che la mafia ha dei politici che riesce a comprarsi: “sti politici te merda, piccoli e grandi, sono uno peggio dell’altro”; addirittura si vantano: “Grazie a questi spiccioli che è stato eletto, altrimenti sai quanto prendeva?”; minacciano: “Gli facciamo un culo così”; infine si rassicurano: “Guarda Zambetti ce l’abbiamo in pugno”. Queste perle mafiose sono il risultato delle registrazioni effettuate dalle autorità competenti e pubblicate dalla stampa. Sentire dei mafiosi disgustati dagli atteggiamenti opportunisti di questo genere di politici è francamente troppo per i cittadini elettori che continuano ogni giorno a stringere la cinghia.

Quindi concludendo: negli anni novanta abbiamo assistito alla tangentopoli, e in quel caso erano i politici  che taglieggiavano le imprese con la pretesa delle tangenti per ogni piccola o grande opera pubblica. E le imprese incapaci di misurarsi sul mercato pagavano volentieri le tangenti. I politici di allora versavano il mal tolto nei rispettivi partiti, e in questo modo quei soldi tornavano in circolazione. I ladri odierni, invece, rubano direttamente nelle casse dello Stato e spediscono i soldi sottratti nei paradisi fiscali. È ovvio, questi odierni sono molto più perniciosi dei ladri degli anni novanta.

Infine per evitare di “buttare dalla finestra anche il bambino con l’acqua sporca”, è giusto ricordare che ci sono migliaia di esponenti politici che inorridiscono anche loro di fronte alle cronache del mal costume politico. E le cronache di questi giorni ci forniscono persino due esempi di natura completamente diversa: un candidato di Rho, alle porte di Milano, rifiuta l’offerta della mafia e preferisce non vincere piuttosto che fare affari con essa; un assessore di Bologna, ha speso meno del 10% di quanto aveva a disposizione pagando spesso certe spese di rappresentanza persino con i  soldi personali. Beh, diciamola tutta, anche di questi uomini è fatta la classe politica. Quindi agli elettori non resta che discernere l’onesto dal disonesto e, soprattutto, non farsi pagare il voto. Se tutti gli elettori si attenessero a questi giusti principi, ci sarebbe qualche possibilità in più che, il milione di problemi che ci attanagliano, almeno qualcuno di questi, potrebbe trovare giusta e opportuna soluzione. Come ho già scritto, non sempre:“te la capu ‘mpuzzuna lu pesce”; pare che a volte: “lu corpu mortu face ‘mpuzzunare la capu”. Poi chi non è convinto di questa ipotesi, può sempre citare la “capu berluscuniana” che ha fatto ” ‘mpuzzunare tanta parte te lu corpu“, che è come dire: ”ogni popolo ha il governo che si merita”.Ai posteri l’ardua sentenza“.

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 12/10/2012

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