Quousque tandem abutere, "Berlusconi", patientia nostra?.

 

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La guerra del sovrano d’Arcore.

Ovvero,

il delirio di onnipotenza!

Chiunque vuole esprime la sua opinione politica sui problemi nazionali, ne farebbe  volentieri a meno di occuparsi delle gesta del “sovrano d’Arcore”, ma lui, con le sue stravaganti gesta personali e le dissennate decisioni politiche, ce lo rende impossibile. È di oggi, 10 maggio, l’ultimo capro espiatorio che si è inventato: il Capo dello Stato. Anche questo, come i comunisti prima e i magistrati poi, è entrato nell’elenco dei suoi nemici da abbattere, in quanto i comunisti e le Istituzioni dello Stato non gli consentono di governare(?).

Questo espediente antico è stato utilizzato da tutti i furfanti antichi e moderni, la sua origine risale  nella notte dei tempi. “Da sempre infatti, avere un nemico è importante non solo per definire la nostra identità ma anche per procurarci un ostacolo rispetto al quale misurare il nostro sistema di valori e mostrare, nell’affrontarlo, il valore nostro. Pertanto quando il nemico non c’è, occorre costruirlo. ”(Umberto Eco).

            E lui, il sovrano d’Arcore, se n’è  costruiti tanti. Con questo metodo truffaldino ha trasformato il Parlamento in un bivacco di vassalli, di ruffiani, e una schiera di cortigiane; il Consiglio dei Ministri in una squadra di utili esecutori delle sue personali esigenze; sta demolendo le Istituzioni al fine di raggiungere l’immunità totale su tutte le sue malefatte. Per questa sua personale esigenza sta trasformando la democrazia in una fraudolenta mignottocrazia e trascura del tutto i veri problemi del paese che  lascia marcire consapevolmente.

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            C’è chi giura che sia arrivato al capolinea e che i risultati di Milano sanciranno o una sua sopravvivenza da zombie, se vincerà, oppure la sua fine della lunga corsa politicamente e moralmente dissennata se perderà. Noi gli auguriamo che vada a godersi le sue ville e le sue onerose escort fuori dalle Istituzioni del nostro Paese. La sua candidatura a Milano al fianco della sindaco uscente Letizia, nome dal significato di intima gioia e serena spiritualità, sta trascinando la stessa in un agire tristo, meschino, misero, velenoso (vedere l’accusa velenosa e temeraria da aula giudiziaria contro il suo avversario Pisapia), auguriamo una serena e adeguata sconfitta a tutti e due..

 F.to gaetano paglialonga

 Aggiungo alcune considerazioni del premio Nobel per la letteratura Josè Saramago:

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Così Saramago su Berlusconi: 

 Il più offeso sono io. Sì, proprio io. Offeso nel mio amore per l’Italia, per la cultura  italiana, per la storia italiana, offeso, anche nella mia pertinace speranza che l’incubo abbia fine e che l’Italia possa recuperare l’esaltante spirito verdiano che è stato, un tempo, la sua migliore definizione. Avendo eletto per tre volte—tre volte—questa cosa, questa malattia, questo virus che minaccia di essere la morte morale del paese di verdi. E che bisogna sradicare dalla coscienza degli italiani prima che il veleno finisca per corrodergli le vene e spezzare il cuore di una delle più ricche culture europee. Il popolo italiano ha imboccato il cammino della rovina, verso cui si stanno trascinando i valori di libertà e dignità.

Collepasso 12/5/2011

           

 

 

 

 

  1. Quousque tandem, …., abutere patientia nostra!

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  2. grazie latinorum, ho copiato male. Dimmi del contenuto!

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