La globalizzazione, ovvero, il vangelo moderno!

 

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La globalizzazione, ovvero, il vangelo moderno!

A questo vangelo, particolarmente blasfemo, ha finito per aderirvi anche ciò che era rimasto di una sinistra sotto le insegne del PD, finito, questo ex partito, ormai nelle mani di piccoli e grossi opportunisti convertiti al più sfrenato liberalismo sulla via della globalizzazione, e ciò accade sia al centro che nelle periferie del paese.

Per chi come me ha vissuto gli anni sessanta e settanta del secolo scorso in fabbrica, non pare vero che in così poco tempo soiano stati azzerati tutti quei diritti dei lavoratori che con tanti sacrifici e durissime lotte in quegli anni sono stati conquistati. Curioso ma reale: la crisi che ci sta mandando tutti sott’acqua, beh, quanto meno i lavoratori, i pensionati, è una delle crisi tipiche del sistema economico attuale. Ma attenzione, una crisi voluta e organizzata sempre dal sistema capitalista finanziario internazionale, insomma né gli dei né i demoni c’entrano con questa nostra dannata situazione, è, invece, una operazione studiata a tavolino per ridurre ulteriormente i diritti di lavoratori e pensionati.

Questa strategia, sostenuta da larghi settori del sistema capitalista attuale, nonché da politici pusillanimi i quali sono solo interessati al loro tornaconto personale, stanno realizzando la più perfida delle società. Un autentico salto all’indietro della storia, almeno in termini di distribuzione della ricchezza. Una società che per differenze sociali e opportunità, assomiglia molto più al 1910 che a quella che ci siamo lasciati alle spalle circa venti anni fa. Oggi, i giovani sono stati convinti dai soliti pennivendoli che il non riuscire a realizzarsi è solo colpa della sfiga che si portano addosso, e di conseguenza è solo colpa loro se brancolano nel buio e senza un barlume di futuro. Quindi, sfigati in perenne lotta per la sopravvivenza con altri sfigati, pensionati, immigrati eccetera. Al danno anche la beffa!

In estrema sintesi, la fase storica che viviamo si caratterizza per la crisi strutturale del modo di produzione capitalistico: la peggiore recessione economica dal 1929, la crisi di egemonia e l’inasprimento dell’aggressività imperialista di Usa e Europa Occidentale, la tendenza alla guerra in forme sempre più devastanti. Una fase, questa, che si è incentrata nella controffensiva neoliberista contro il movimento dei lavoratori, di cui il processo di integrazione economico e valutario europeo è stata ed è tuttora la leva strategica, per quanto non compresa pienamente e per tempo dai politici in buona fede, e sono pochi per la verità, la maggioranza, invece, sono solo degli autentici voltagabbana, opportunisti consapevoli del danno che arrecavano alle masse ma interessati solo al loro tornaconto personale. “Gli uomini compromessi, bugiardi e fedeli al sistema, dominano. I poveracci annaspano“.

Il PDR di Renzi è a tutti gli effetti parte trainante di questo processo. Se la sinistra di classe, quel poco che è sopravvissuto all’attacco forsennato del potere economico, non riuscirà a mettere insieme le sue poche forze e unirsi in un disegno di riscossa comune, siamo, prima o poi, destinati tutti a pagare un grosso conto a questi infami pescecani del XXI secolo.

Fto pagliatano

Collepasso, 25/11/2014

 

 

 

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