LA GERMANIA, ANCORA UNA VOLTA…

 

  

                 Josef  Stiglitz        Urlich BEK     Angela Merkel

 

LA GERMANIA, ANCORA UNA VOLTA…

Un saggio di Josef Stiglitz (Premio Nobel dell’economia) sulla crisi.

“L’Italia è vittima di un fallimento dell’austerity europea, state pagando un prezzo più elevato della Grande Depressione, le vostre imprese sono penalizzate a tutto vantaggio di quelle tedesche. Niente governissimo PD-PDL, per salvarsi l’Italia deve tagliare i ponti con la corruzione dell’èra Berlusconi…”

“…L’eurozona deve cambiare le sue politiche di austerity. Perché l’euro funzioni occorrono una vera unione bancaria con regole comuni, un’assicurazione unica per i depositi dei risparmiatori, una vigilanza europea; poi ci vuole le vera unione fiscale, l’emissione di euro-bond. Il sistema attuale è instabile, incompiuto. Ci vuole più Europa oppure meno euro, non si può restare a metà del guado…”

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Queste considerazioni di Stiglitz, sopra riportate, è chiaro, sono all’interno della logica del sistema economico capitalista. Né poteva essere diversamente, visto che l’autore è decisamente un liberale. Nonostante ciò, a questo, che è già di per sé un problema dal quale scaturiscono tutti i guai, se ne aggiungono altre per l’incapacità, la miopia delle classi dirigenti europee. In testa c’è una Germania con la sua Cancelliere Angela Merkel, la quale sta approfittando della debolezza degli altri partner europei per realizzare i più biechi interessi di bottega contro il disegno di realizzare una grande Europa come gli ispiratori di questo progetto sognavano di realizzare.

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Dal sociologo tedesco Ulrich Beck, raccolgo alcune considerazioni, sempre sulle origini della crisi che stiamo vivendo: “ Non c’è altro da fare che riconoscere che la politica dell’austerity è un disastro. Purtroppo è il Governo tedesco a dimostrare di essere poco pragmatico… Solidarietà vuol dire democrazia: non è possibile che un paese, sia pure forte e rispettato come la Germania, decida il destino di un altro, mettiamo la Grecia. Il multilateralismo si è trasformato in unilateralismo, l’eguaglianza in egemonia, la sovranità in dipendenza. Dov’è la dignità di un Paese?… Manca una prospettiva europea genuina, non dominata dagli interessi nazionali, manca pensare da europei.”

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E i governi, che avrebbero dovuto rivendicare più autonomia, si son piegati come ramoscelli al vento, scaricando sui loro cittadini tutte le contraddizioni e imposizioni da altri decise e imposte. L’austerity non consente di pagare i debiti delle pubbliche amministrazioni? Non si pagano! La macchina dello stato costa troppo? Si assumono a tempo determinato dei giovani senza pagarli! Così lo Stato, che fino a ieri ha perseguitato i caporali dei braccianti, i quali lucravano sulla paga dei lavoratori, ecco che lo Stato addirittura non paga i lavoratori, superando in sfacciataggine e arroganza lo stesso caporale che ieri perseguitava. Ecco, è questa la strada che, prima il Governo Berlusconi, poi il Governo Monti hanno realizzato. Però, giurano, in nome del progresso e dell’interesse della collettività, ovvio! E se si è dei bischeri si finisce col dargli credito e di conseguenza anche il voto. Solo che la collettività non ce la fa più e comincia a dare segni di impazienza. C’è chi manifesta in modo rabbioso, c’è chi vota incazzato, e c’è chi si sente debole e impotente al punto di suicidarsi, mentre la classe politica, quanto meno una parte di essa che ha avuto tutti i torti fin qui, finge che tutto si può aggiustare se a governare tornassero loro, i soliti che ci hanno accompagnato fin qui.

Monti e Berlusconi, i due massimi responsabili di questa situazione, pensano  e propongono la stessa ricetta con la quale hanno portato l’Italia e gli italiani a finire in ginocchio. I grillini, ai quali un quarto dell’elettorato ha consegnato la speranza di far cambiare direzione alla classe politica, preferiscono restare alla finestra, non impegnarsi, non vogliono sporcarsi le mani a governare e realizzare quei punti del loro stesso programma. E questo è forse un loro peccato grave di supponenza politica, dico forse, perché può esserci di peggio, e cioè, che l’obbiettivo vero sia quello di ritornare alle votazioni e raggiungere il cento per cento dei voti, tanto hanno sostenuto i due grandi santoni del 5stelle.

Gli elettori dovrebbero avere la capacità di discernere il politico onesto dal disonesto. Perché di uomini disonesti ne conosciamo già tanti, ma nessuno sottolinea che di uomini politici onesti ce ne sono molti di più. E se gli italiani onesti, gli elettori per bene non sapranno fare quadrato intorno agli amministratori onesti, perché ci sono, ed è bene sottolinearlo, nulla si salverà e sempre più giù scivoleremo e scivolerà questa nostra democrazia traballante e inquieta. Insomma, ci sono più strade che si possono imboccare, c’è di che augurarsi che la parte migliore dei cittadini e degli esponenti politici onesti imbocchino quella giusta.

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 17/4/2013

 

  1. Non c’è dubbio che le colpe della crisi in Italia siano di Monti e Berlusconi, ma si può dire che lo stallo sia colpa dei grillini.
    è una balla pazzesca, anche perchè con l’elezione del Presidente della Repubblica sta venendo a galla chi vuole che le cose non cambino (B&B)

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  2. X anonymous:
    Eh sì, dopo essere stato sbeffeggiato a lungo da Grillo e company, Bersani, forse sta cambiando forno, finirà a bagno-Marini?. Mossa da me non condivisa perchè questo sottintende un accordo con il Kaimano. Penso, e mi auguro, che non passi Marini e che siano in molti a preferire Rodotà. Anche perchè, da qualche ora, Grillo sembra stia cominciando a diventare più ragionevole, meno sbruffone, più pragmatico. Questa mossa di Bersani, prodotta dall’incontro con il kaimano, rischia di far ritornare in campo il peggio della classe politica. Mi auguro che oltre a Sel, renziani e giovani turchi, in buona compagnia dei grillini, tengano duro e riescano a imporre il loro candidato. Se ho scritto qualcosa contro il grillismo in generale, l’ho fatto semplicemente perchè non vedevo una possibilità di apertura nei confronti del PD da parte di Grillo. se questo si realizzasse, nessuno sarebbe più felice del sottoscritto, giacchè penso che si aprirebbe così una nuova stagione politica. Tieni conto anche che io non sono del PD nè di Sel, sono comunista, ma pragmatico, perciò tendo a scegliere il meno peggio, dal mio punto di vista, quando non vedo, in prospettiva, migliori soluzioni politiche. Perciò auguriamoci che si cambi almeno qualche aspetto della gestione politica che fin qui è stata certamente disgustosa. Saluti, gaetano

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  3. E bravo Bersani, è riuscito a compattare il pdl e a spaccare il suo pd!
    Rifletterà su questo risultato e ricompatterà il suo partito con Rodotà? me lo auguro!

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  4. “Dal cilindro di Bersani, dopo la figuraccia con Marini, esce il nome di Romano Prodi. Una garanzia per l’Europa, uno sguardo ammiccante per i grillini, una campana a morto per Berlusconi”

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  5. invece, col cacchio!!!!!!!!!!!!!!

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