LA FIAT RENDE LIBERI”

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LA FIAT RENDE LIBERI

Dal giornale di Rif. Com. Liberazione

Il diktat di Marchionne introduce in fiat il lavoro servile, abolisce lo sciopero e cancella la rappresentanza aziendale del sindacato che non si adegua.

Le società schiaviste sono esistite e, come si vede, possono esistere anche nella modernità…

In un’Italia, che da tempo è già divenuta post-costituzionale, dove la degenerazione democratica, a livello politico e istituzionale, trova il suo perfetto corrispondente nella devastazione dei rapporti sociali, nella dittatura senza più barlume, del capitale sul lavoro  Complice un’Europa che ha costituzionalizzato il mercato, per rispondere agli impulsi, alle esigenze della globalizzazione capitalista Ora, però,  accadono fatti che si incaricano di produrre un’ulteriore, decisa, precipitazione, un salto di qualità che, anche simbolicamente, dà il senso del mutamento che si sta producendo. La vicenda Fiat incarna tutto questo, con una violenza tale da rievocare, mutatis mutandis, la catastrofica sconfitta operaia del biennio rosso, sfociata nell’ascesa del fascismo e nella cancellazione dello stesso Stato liberale  C’è incorporato nell’editto di Marchionne, lo stesso divieto di sciopero, pena il licenziamento, che fu istituzionalizzato per legge nel ventennio. E c’è lo scioglimento d’autorità, dentro l’azienda, del sindacato, del solo sindacato, indipendente rimasto in campo, la fiom cgil. Questo poderoso colpo all’architrave su cui poggia la Costituzione e, possiamo ben dirlo, la democrazia, non suscita preoccupazioni nel centrosinistra, in un PD ormai incapace di tutto…” (Dino Greco).

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Di mio sento di aggiungere:

Tutto ciò non sarebbe potuto accadere se ci fosse stato, da un lato, un Governo meno devastante dell’attuale, il quale  viaggia a vele spiegato verso una nuova avventura reazionaria calpestando giornalmente lo stato di diritto; dall’altro lato, non avesse trovato sponda tra una sinistra inesistente e, dei sindacati (Cisl e Uil) corrotti e del tutto cooptati nella catena di comando dell’azienda. Invece, eccoci scaraventati nuovamente nei famigerati sindacati “gialli”, nel sindacalismo padronale. Così come Berlusconi compra i vili parlamentari, Marchionne compra i vili sindacalisti. A forza di invocare il mercato come soluzione di tutti i mali, il mercato ha comprato la democrazia! Questa è la deriva della democrazia e, l’inizio di un’altra disavventura.

La Fiom, il sindacato dei metalmeccanici della CGIL, l’unico fortilizio contro l’attacco ai diritti dei lavoratori,  per giorno 28 gennaio 2011, ha indetto uno sciopero generale di 8 ore.  Nell’interesse, non solo dei metalmeccanici, ma dell’intero paese e di tutti i sinceri democratici, è opportuno che, questa iniziativa, questa giornata di lotta, ottenga il più ampio successo e, sia sostenuta da tutte quelle organizzazioni che hanno a cuore le sorti della democrazia  e delle Istituzioni democratiche del nostro Paese, messe a repentaglio dai rigurgiti fascisti padronali e governativi.

La filosofiat non passerà!

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 29/12/2010

 

 

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