LA DINASTIA DELLA BERLUSCONITE: DAL MASCHILE AL FEMMINILE !

  

LA DINASTIA DELLA BERLUSCONITE: DAL MASCHILE AL FEMMINILE !

TANTO  VÁ  LAGATTA  AL  LARDO…

            …Che al fin ci lascia lo zampino. Non essendoci più le condizioni per le solite leggi ad personam, il kaimano paga le sue infauste scorrerie contro le istituzioni, contro l’economia degli altri badando solo alla sua, oltre al particolare interesse che ha sempre riservato per la  “mignottocrazia”. Ora si lamenta perché il Presidente della Repubblica non ha voluto (o potuto?) fermare i giudici che lo hanno condannato. Giudici che lui ha sempre denigrati, utilizzando tutti i peggiori termini dispregiativi che la sua mente malsana aveva a disposizione. Ha organizzato persino manifestazioni dei suoi giannizzeri sotto i palazzi di giustizia contro i giudici che intendevano applicare la legge contro di lui come fosse un normale cittadino, mentre lui si sentiva e si sente il RE SOLE. Per lungo tempo è riuscito a sentirsi ed essere trattato come fosse il RE SOLE, nonostante che dall“Ancien Regime” siano passati più di due secoli quando fu affossato dalla rivoluzione francese del 1789. Ma si sa, l’Italia è il Paese delle rivoluzioni mancate e certi vizietti antichi di tanto in tanto fanno capolino.

Già da tempo sulla Repubblica di Ezio Mauro, il compianto Giuseppe D’Avanzo aveva magistralmente analizzato il fenomeno con cui buona parte degli italiani sceglievano, incautamente, il loro infausto timoniere. Timoniere capace di giurare che li avrebbe portati verso lidi sicuri e paradisiaci. Ma per arrivare a tale meta aveva bisogno di “dismisura e di totale abuso di potere”. Quindi eccesso di comando esigeva, capo supremo della sovranità carismatica doveva essere considerato. Inoltre, il voto, il consenso elettorale, a suo giudizio, ovviamente insindacabile, doveva rendere il suo dissennato agire impunibile, quindi al di sopra delle leggi doveva essere considerato e trattato. Più volte gli furono concessi tali cattivi privilegi. Ora i risultati sono sotto gli occhi di tutti: sette anni di galera e interdizione perpetua dai pubblici uffici. Ma occhio, siamo all’inizio, altre condanne arriveranno e i suoi giannizzeri, puntualmente, diventeranno ancora più irrequieti, minacceranno fracassi istituzionali. Il Governo Letta ha i giorni contati? Beh, c’era di che aspettarselo!

Intanto si riorganizza la sovrana discendenza. Infatti, come in ogni dinastia che si rispetti ecco che la sua infante sta già studiando da leadership. Così dalla berlusconite al maschile, passeremo alla berlusconite al femminile. Marine si chiamerà la futura “kaimana” che se la vedrà, verosimilmente, con Renzi di Firenze, meglio conosciuto come il “rottamatore”. E l’Italia scivolerà così sempre più a destra… mentre la sinistra, con Renzi, è già sulla via della dissoluzione, dell’evaporazione. Così, in seguito, assisteremo ad una lotta dura senza paura per occupare il centro dello schieramento politico e Parlamentare. E chiunque riuscirà a conquistare quel centro, lo sentiremo bofonchiare: “Dio me lo ha dato, guai a chi me lo tocca!”, con un personale politico siffatto, finiremo col far gestire l’economia a degli autentici grifagni della finanza internazionale e il nostro avvenire sarà tutt’altro che roseo. E, questi ultimi, hanno già espresso la loro linea economica e politica alla quale tutte le nazioni che intendono sopravvivere come tali si devono adeguare. A capofila dei grifagni finanziari, brillano gli stessi che hanno creato le bolle speculative che ci stanno conducendo ad un’irreversibile deindustrializzazione e rispondono al nome di Goldman Sachs e JP Morgan.

Tanto con i loro comunicati mandano a dire a tutti i governanti della terra: “Le Costituzioni mostrano una forte influenza delle idee socialiste, e in ciò riflettono la grande forza politica raggiunta dai partiti di sinistra dopo la sconfitta del fascismo… Questi sistemi politici e costituzionali presentano tipicamente le seguenti caratteristiche: tutele costituzionali nei confronti dei lavoratori; la licenza di protestare se vengono proposte sgradite modifiche dello status quo…” Infine aggiungono: “Il buon funzionamento dell’economia non è un mezzo attraverso cui si cerca di migliorare il benessere collettivo, ma il fine da perseguire a costo di stracciare le garanzie e i diritti che definiscono uno Stato democratico…”  Quindi consigliano, questi delinquenti internazionali alle democrazie, di darsi una bussola non più Magne Carte, ma statuti bancari e Duci forti. Ecco spiegato origine e direzione da cui arrivano consigli e input a cambiare la nostra Carta Costituzionale che, puntualmente, i politicanti hanno già preso in considerazione. Infatti, quell’articolo 1 della nostra Carta in cui si legge che: “la repubblica è fondata sul lavoro“, conferma che economia e finanza vengono dopo, non prima della dignità della persona. E siccome non sta più bene ai poteri forti un’impostazione di questo genere, ecco che i politicanti al servizio di questi poteri, cercano di spianargli la strada modificando la nostra costituzione come richiesto. Però, questi politicanti ignavi e cialtroni e quei farabutti internazionali hanno dimenticato che per raggiungere il loro sporco e dissennato obiettivo è necessario che le nazioni abroghino anche le elezioni, il suffragio universale, giacchè si sa che, più la miseria avanza, tanto più  le masse, il movimento degli onesti, assumerà carattere rivoluzionario.

Beh, quanto meno il sottoscritto se lo augura. Ma se una rivolta non riuscisse ad assumere carattere internazionale, saranno solo tempo ed energie sprecate. Quindi, auguri alle nuove generazioni di tutto il mondo, ne avranno da fare di lotte se vorranno vivere con dignità la loro esistenza. Una volta c’erano gli industriali che chiamavamo “padroni delle ferriere” o “pescecani”, oggi è la finanza internazionale, autentici “dinosauri”. Sì certo, sarà più dura per loro di quanto lo sia stata per la mia generazione.

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 26/6/2013

 

  1. Carla Corsetti 27 giugno 2013, 10:58

    Di Carla Corsetti: “Cuore di tenebra
    Il pregiudicato ormai è al capolinea e gli affari della onorata famiglia non possono subire ulteriori perdite.
    La classe dirigente del partito di proprietà di Berlusconi in queste ore si dimena propalando frasi di circostanza idonee a far credere che il sentimento prevalente sia per tutti l’indignazione.
    In realtà i servi temono di essere fagocitati dalle disgrazie padronali.
    La soluzione c’è e si chiama Maria Elvira Berlusconi, detta Marina,Sapere che il proprio padre è stato condannato per prostituzione minorile e corruzione sarebbe stato deprimente per ogni figlia, sarebbe stato imbarazzante per molti, ma non per lei.
    Marina Berlusconi è a capo di una società che è stata letteralmente rubata, con la corruzione di qualche giudice, e a fronte del furto si è adirata per aver ricevuto una condanna a pagare 750 milioni di risarcimento.
    Nel gestire la società rubata ha evaso il fisco per 173 milioni di euro ma l’amico Tremonti le ha predisposto una legge ad hoc e all’improvviso quel debito per evasione si è ridotto a 8 milioni e settecentomila euro.
    Sono queste le premesse che la qualificano.
    Non c’è alcun interesse per la vita privata di Marina Berlusconi, né per quella del padre. Interessano solo i rilievi penali che hanno le loro condotte e il condizionamento che esercitano sul sistema democratico.
    Marina Berlusconi si accinge a prendere il posto del padre in politica e non v’è dubbio che condivida con lui obiettivi e strategie, ma soprattutto la “necessità” di passare attraverso una rete di corruttele.
    Dubito che possa prendere coscienza del declino nel quale la sua famiglia sguazza e nel quale ha comunque trascinato parte della popolazione.
    Di fronte alla barbarie del clan di Arcore una esclamazione si addice: “Orrore! Orrore!”

    Carla Corsetti
    Segretario nazionale di Democrazia Atea
    http://www.democrazia-atea.it

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