"…CALPESTI, DERISI…"

berlusconi_me_ne_frego.jpg

 Slogan e volto del:  “boia chi molla!”

Riporto uno stralcio dell’articolo di Pietrangelo Buttafuoco, apparso su “Il Foglio” di Giuliano Ferrara sabato 4/12/2010 e, parzialmente ripreso da Eugenio Scalfari su  “la Repubblica” di domenica 5/12/2010.

 In quel palazzo, ossia Grazioli, le nubi delle accuse di corruzione, mafia, falso in bilancio, conflitto di interessi e perfino seduzioni di minorenni, in un brevilineo come lui si diradano, anzi evaporano in virtù della sua euforia genitale. Al dottor Berlusconi piace la gnocca, solo la gnocca. Il dottor Berlusconi fa festini che sono il rimosso di tutti quelli che gli stanno intorno, compresi gli schiavi, i servi, i cortigiani e i ruffiani. Compresi poi gli italiani, perfettamente inutili da governare ma che alla fine hanno un preciso istinto per immedesimarsi in chi, sollevandoli dall’incombenza, copula in loro vece.  L’italiano medio si immedesima col dottor Berlusconi in ragione del rimosso dei rimossi: ognuno, vincendo all’enalotto, farebbe come fa lui nell’agio del suo smagliante patrimonio”.   F.to Pietrangelo Buttafuoco

Il mio punto di vista: Buttafuoco, con questo suo intervento sul foglio,  proietta un’immagine sgradevole, disonorevole, ma maledettamente reale non solo di Berlusconi, ma anche dell’italiano medio. Infatti, se questa sua analisi fosse solo una sua opinione strampalata, campata in aria, potremmo riderci sopra senza preoccupazione di sorta. L’aspetto grave è che queste considerazioni avvilenti, sono divenute certezze in tutto il mondo politico ed economico, con grave danno, sia per l’immediato che per il futuro del nostro Paese, della nostra Nazione.  Ce la faremo noi italiani non facenti parte di quella media su detta, a liberarci da un così pernicioso, irrequieto, destabilizzante e vergognoso Primo Ministro? Martedì 14 c.m., le Camere sanciranno, o il crepuscolo del puttaniere nazionale, o lo sputtanamento della democrazia italiana.

 F.to gaetano paglialonga 

 

 “Noi fummo da secoli 

 calpesti, derisi, 

          perché non siam popoli, 

          perché siam divisi”. (G.Mameli)

 

Collepasso 6/12/2010

 

 

  1. Prima o poi morirà, ci auguriamo al più presto.
    Pare sia l’unico modo per potercelo togliere dalle palle.

    Reply
  2. Interessante l’articolo di P. Buttafuoco, specialmente perchè pubblicato su “Il foglio” . Ma quanto ai versi, vergati in rosso, dell’inno di Mameli…
    Sto leggendo il libro “Terroni” di Pino Aprile:è un pugno nello stomaco, che ti fa piangere con rabbia e che tutti noi terroni dovremmo leggere, per ,poi, spiegare come stanno le cose a ignorantoni, come Bossi padre e figlio, Formigoni ecc.ecc.
    Vi assicuro che dopo averlo letto passa la voglia di cantare ancora quell’inno: l’ideale dell’unità d’Italia di Mazzini e soci conta come il 2 di picche nell’occupazione del Sud da parte dei Savoia attraverso l’irrequieto Garibaldi. Si scopre, poi, che la mafia e il brigantaggio non esisteva nel Regno dell Due Sicilie: “brigante” non è una parola meridionale, ma piemontese; e poi tante altre cose… che è meglio se le scoprite da soli. Leggetelo.

    Reply

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *