LA CRISI E I SUOI DERIVATI

Dopo aver raccontato della pentola casalinga, osserviamo ora cosa bolle nel calderone internazionale.

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LA CRISI E I SUOI DERIVATI

Berlusconi alle Camere: Parlò tanto, ma non disse nulla; la borsa reagì male; il “nostro” sire d’Arcore dovette correre ai ripari annunciando un anticipo della manovra finanziaria.

 

Comunque, All’interno delle condizioni capestro gestite dai mercati globali, i quali hanno reso gli Stati Nazione totalmente succubi delle loro leggi distruggendone concretamente la sovranità (da me trattato nell’intervento precedente con il titolo “La Borsa”), voglio aggiungere che, un residuo margine di manovra potrebbe pur esserci se ci fosse un Governo in cui la politica la esercitasse come “Arte del possibile” e non come “l’Arte dell’inganno”.

Però alla lunga non c’è Governo che tenga contro la valanga della finanza internazionale. Ma lasciamo parlare uno che se ne intende, il sociologo e filosofo inglese Zigmunt Bauman, autore tra le altre opere della “Società Liquida”, resa tale dalla globalizzazione la quale elimina sicurezze e identità.

Zigmunt, in un’intervista concessa ad Andrea Malagudi, corrispondente da Londra per il giornale la Stampa tanto ha sostenuto: “Il problema centrale di questa crisi è che c’è un potere, quello finanziario, totalmente fuori controllo. Non esiste un sistema politico internazionale in grado di limitarlo”. E continua: “Gli Stati si sono sempre fondati su due cardini: il potere (cioè fare le cose) e la politica (cioè immaginarle e organizzarle). La globalizzazione si muove senza politica. Ha bisogno di rapidità. Detesta i vincoli. Un po’ come la malavita. Le regole sono un ostacolo. Così i mercati più fiorenti nel mondo sono quello criminale e quello finanziario.” Infine aggiunge: “ Perdoni l’esempio, ma se lei fa un incidente in macchina l’economia ci guadagna. I medici lavorano. I fornitori di medicinali incassano e così il suo meccanico. Se lei  invece entra nel cortile del vicino e gli da una mano a tagliare la siepe compie un gesto antipatriottico perché il PIL non cresce. Questo è  il tipo di economia che abbiamo rilanciato all’infinito. Se un bene passa da una mano all’altra senza scambio di denaro è uno scandalo.”

Ecco sintetizzate le condizioni nelle quali, con il loro liberalismo spinto, la maggioranza dei politicanti ubriachi, se non drogati, ci hanno infilato.

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 Ecco i comunisti del XIXesimo e XXesimo secolo, se la ridono e brindano nel loro immaginifico paradiso nel vedere realizzate le loro previsioni sull’inevitabile catastrofe finale del capitalismo.

È BERLUSCONI L’ORIGINE DELLA CRISI”.

All’unisono le parti sociali accusano Berlusconi di essere lui l’origine della crisi (in realtà la sta solo peggiorando). Questo si continua a rinfacciare a questo Governo allo sbando. Questo affermano, oltre alle opposizioni, anche la confindustria e addirittura Marchionne, l’amministratore delegato della FIAT-CHRYSLER. Si, anche questo si lamenta. Autentiche geremiadi contro Berlusconi che ha sempre trascurato gli interessi dei suoi colleghi imprenditori cercando solo di mettere al sicuro il suo bottino personale tramite le sue aziende quotate in borsa. Insomma accuse reciproche da ladri legalizzati!

POI TI DICONO: “SIAMO TUTTI SULLA STESSA BARCA”.

            E NO! La Banca d’Italia, l’ISTAT, e altri istituti di ricerca economica hanno calcolato come e chi sta distruggendo quel poco di autonomia economica, oltre ai famigerati mercati globali. Sentiamoli: 135 miliardi è il giro d’affari delle mafie, la corruzione vale 60 miliardi e 120 miliardi l’evasione fiscale; poi ci sono 30 miliardi di spese militari (bombardiamo la Libia e l’Afganistan mentre gli speculatori bombardano noi, stravaganze di politicanti ubriachi) e 44 miliardi di trasferimenti a fondo perduto dallo Stato alle imprese. E tutto questo è la media annua. Basterebbe la metà del recupero di questi miliardi per uscire dalla crisi, azzerare il debito pubblico in pochi anni ed evitare la distruzione dello Stato sociale. Pochissimi milioni di italiani sguazzano nell’oro sottratto allo Stato, quindi rubano e non pagano le tasse e, peggio ancora, portano i capitali all’estero. Mentre il resto degli italiani non arriva a fine mese. Saremo pure sulla stessa barca, però c’è chi rema e chi fa baldoria.

ACCELARAZIONE DELLA MANOVRA FINANZIARIA.

Venerdì 5 agosto, dopo l’ennesimo tonfo della borsa milanese, ecco che il  sovrano d’Arcore lancia l’esigenza di un anticipo della manovra economica per raggiungere il pareggio non più nel 2014 ma nel 2013 (ora gli economisti super liberali chiedono che venga anticipata al 2012). Senza cambiare una virgola a favore dei ceti più deboli, inserisce altre condizioni capestro per i soliti noti. L’articolo 18 dello statuto dei lavoratori da cancellare come è desiderio della confindustria e di Marchionne in particolare. Dulcis in fundo il pareggio di bilancio da inserire nella Carta Costituzionale quale garanzia per i mercati. E privatizzare tutto quanto non è stato ancora privatizzato. Incredibile! È come dire che gli italiani, quelli che lavorano e producono, lo faranno solo e soltanto per soddisfare le esigenze del mercato globale e trascurando le esigenze proprie. Sono rimaste pubbliche le Camere e gli enti locali. Vogliamo privatizzare anche queste, oppure non c’è bisogno visto che già sono ipotecate dai mercati globali?

Intanto nessuna forza o debolezza politica prova a immaginare come i detentori di capitali i quali giocano allo sfascio di intere Nazioni possono essere fermati da questa loro dissennata corsa nel fare soldi con i soldi. E io pago! si lamentava Totò.

QUANDO GLI ITALIANI S’INDIGNERANNO ABBASTANZA DA MANDARE A GAMBE ALL’ARIA QUESTA CASTA DI POLITICANTI IDIOTI?

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 8/8/2011

 

 

  1. E dai, il comunismo è bello e fottuto. chi si ricorda più di quella idea frullata tanto nel secolo scorso? a noi giovani sembra una favola come quella della bianca neve. come fai a proporla ancora alle nuove generazioni? a meno che non stai parlando agli ultra settantenni come te che continuano a vivere grazie a un po’ di nostalgia. però l’analisi del mondo capitalista ch ne fai non è campata in aria. come realizzare un mondo senza le due idee dell’ottocento? è questo il punto su cui gli intellettuali dovrebbero cimentarsi. saluti Marco

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  2. X Marco: un poco corretto modo di rivolgersi al suo prete da parte di un cattolico tutto d’un pezzo, ha scatenato le ire di un ateo devoto impegnato a “politicare”. Ecco a quanto poca cosa è finita la democrazia: al totale inseguimento del consenso elettorale. Nè principi economici, nè principi sociali sono più alla base dell’agire e pensare politico. questo episodio te l’ho raccontato per dirti che se da un lato l’economia è in mano a delle sanguisughe, la gestione politica è nelle mani di opportunisti allo stato puro. Questa degenerazione è dovuta alla mancanza di alternative politiche di sistema rispetto a quello attuale. Non so come te la passi con questo sistema tu, caro Marco, di certo la tua generazione è precaria in tutto o in parte. Finchè c’è stata un’idea alternativa al sistema dei padroni, i padroni stavano attenti a non esagerare col le loro esigenze di accumulazione. appena è sparito dall’orizzonte quell’idea alternativa, sono partiti all’arrembaggio. insomma prima o poi ti sveglierai e capirai che oltre alla favola di bianca neve, c’è anche quella di alice nel paese delle meraviglie. saluti gaetano

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  3. l’intero mercato mondiale viene controllato da tre società di rating … sono loro che stabiliscono l’idoneità di un paese ad emettere obbligazioni . LA domanda nasce spontanea .. dove abitano questi coglioni ?

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  4. [citazione] I giudizi espressi in questi ultimi giorni dalle società di rating sono tanto lontani dalla situazione effettiva del sistema creditizio e finanziario del nostro paese, è stata avviata un’inchiesta giudiziaria dalla procura di Trani, che ha chiesto l’acquisizione degli ultimi report di Moody’s sul debito pubblico e sulla stabilità del sistema bancario italiano. Secondo il pm Michele Ruggiero, gli analisti della società di rating avrebbero agito per manipolare il mercato in maniera illegittima. La Procura ha quindi iscritto nel registro degli indagati i tre analisti di Moody’s che hanno redatto il rapporto sull’Italia. I reati loro contestati sono di market abuse, manipolazione del mercato finanziario, aggiotaggio, divulgazione di notizie false o non completamente vere che turbano il mercato azionario. [fine citazione]

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