LA CRISI È DI SISTEMA!

LA CRISI È DI SISTEMA!

Sulle elezioni: Primo, il bipolarismo è fallito. Secondo, il governo Monti e la maggioranza che lo sosteneva sono stati bocciati. Terzo l’Europa stessa – o meglio l’europeismo dei mercati finanziari – è stata bocciata. Ora, il problema, per questi signori, è che è saltato il feticcio della “governabilità”, in altre parole la possibilità di implementare le politiche europee, dal fiscal compact alle varie controriforme. Di fatto, gli italiani col loro voto per Grillo, fregandosene di spread e governabilità, hanno fatto saltare i piani europei, in una sorta di referendum implicito sull’euro, e hanno lasciato il capitale senza un sistema politico funzionale.

Però Grillo e i grillini…

Quindi, la “seconda repubblica” tanto decantata e tanto sputtanata, è finita. La terza in arrivo è un’incognita, non si può escludere che sia peggiore della seconda. Tanto si profila all’orizzonte italico. Dalla farsa alla tragedia? Se così sarà solo i milionari si salveranno. E tra coloro che gioiranno e/o quanto meno se ne possono infischiare, spiccano i milionari Grillo e Berlusconi, due personaggi, questi, sicuramente diversi e alternativi, che però: ha contribuito (Berlusconi), contribuirà (Grillo), a disfare quel poco di giustizia sociale che resisteva alla cupidigia della finanza e dell’accumulazione capitalista. Certo, in disastri è maestro Berlusconi, ma di disfacimento totale è portatore il “Grillo sparlante”. Ma ciò che li accomuna è l’interclassismo. Il solito ritornello “siamo tutti sulla stessa barca”. Ma questo ritornello dell’interclassismo vale solo per i bischeri e, di bischeri, se ne contano sempre meno.

Sale con determinazione una voglia di voltare pagina, ma ahimè, tutti gli elettori che votarono per Grillo (per carità di patria non parliamo di chi ha votato Berlusconi), pensano e credono che l’unico problema di tutti i nostri guai sta nel costo, nelle disfunzioni, nell’egoismo, nell’arroganza della casta politica e, di ciò, nel denunciarne gli scempi compiuti, è maestro il “grillo sparlante”. Magari fosse solo questo! Se così fosse sarebbe risolvibile il dramma che si profila. Infatti, alle proposte del PD per mettere fine a questo dissennato comportamento della casta, che dovrebbe essere musica per le orecchie dei grillini, quanto meno di coloro che hanno votato per il 5 stelle, il “grillo sparlante” risponde con contumelie e gira al largo nell’assumersi la responsabilità politica e si guarda bene di dover realizzare il suo stesso programma. Facendo vedere anche ai ciechi che il suo obiettivo è ben altro, e che non è affatto antisistema ma: “Togliere di mezzo le storture e gli strafalcioni della casta e rendere meno odioso agli occhi delle masse il sistema capitalista, del quale anche lui è un emerito esponente, grande estimatore e utilizzatore finale”.

In realtà, quasi tutti i politici della prima e della seconda repubblica, si sono comportati solo da utili idioti, da burattinai del sistema economico vigente avendo assecondato tutte le esigenze del capitalismo di rapina e, nessuno, delle forze o debolezze politiche emerse dall’ultima consultazione elettorale è portatore di un programma che propone la fuoriuscita da questo angusto orizzonte finanziar-capitalista.  Le uniche proposte politiche che proponevano una fuoriuscita da questo sistema, i comunisti, non sono stati neanche presi in considerazione dagli elettori e sono spariti. Per un comunista, nonostante la sconfitta, è e resta di una chiarezza solare che è il sistema economico che corrode e corrompe tutto e tutti e che sta mandando in malora un intero popolo destinato ad una fame da quarto mondo. Infatti, una classe politica o di politicanti, da sola, non sarebbe mai riuscita a realizzare il declino economico che è sotto gli occhi di tutti. Sono ben altri i registi, i politicanti sono solo delle comparse in questo “teatro dell’assurdo”, i quali si accontentano di rosicchiare qualche osso che i loro padroni gli buttano sotto il tavolo di tanto in tanto e come autentici cani da salotto, si sono accontentati e si accontentano di rosicchiare l’osso e qualche briciola di pane.

Pertanto si sta consumando un altro errore politico da parte degli elettori, un errore di enormi dimensioni. Ma soprattutto ciò che si nota di più pernicioso, è che in questa rete dell’assurdo ci stanno cascando chissà quanti lavoratori, disoccupati, precari e pensionati, i quali oscillano tra le speranze di riformismo perfettamente compatibile con gli interessi del sistema, e che non porterà mai fuori dalla crisi e le strampalate scorciatoie che propone il grillismo. In realtà occorre ben altro! Sarebbe necessario invece che tutti i lavoratori, i disoccupati, i precari, i pensionati, forgiassero dei loro organismi di massa per dare una congrua risposta all’offensiva capitalista che proseguirà e realizzare la più ampia unità popolare per rovesciare la crisi sulle spalle dei padroni e dei parassiti. Così da poter rifiutarsi di pagare la crisi e il debito e rompere definitivamente col neoliberalismo e con il sistema capitalista che lo produce. Quindi meno attenzione al parlamentarismo e più mobilitazione di massa. La battaglia si vincerà o si perderà nel mare agitato della lotta di classe dove è indispensabile la bussola del marxismo. Teoria politica ed economica, questa, più valida di ieri, di fronte all’imperialismo monetario internazionale. Se non emergerà questa strategia, per i lavoratori e i pensionati le loro difficili attuali condizioni, non faranno altro che peggiorare in futuro.

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 5/3/2013

  1. giacomo grippa 5 marzo 2013, 15:43

    E’ stato diffuso il giudizio che ha espresso sul fascismo e su Mussolini la neo -capogruppo alla Camera del movimento 5Stelle, Roberta Lombardi.

    Per lei, prima che il fascismo degenerasse, attingeva “a piene mani” dal socialismo, dai valori forti della famiglia, della comunità dello Stato.
    Sarà a questo punto utile chiarire sul tema contesto storico e testo programmatico.
    Come contesto va innanzitutto separato:
    – Il Mussolini socialista:
    – il Mussolini interventista (con i soldi dei francesi, coinvolgendo l’iItalia nel disastro della 1^Guerra Mondiale per la conquista della VeneziaGiulia che l’Austria ci avrebbe assegnato se rimasta neutrale);
    – il Mussolini fascista.
    Come testo andrebbe letto il programma sansepolcrista, fondato ( con i soldi degli agrari ed industriali, impauriti dalla Rivoluzione Russa dell’ottobre del ’17) a piazza SanSepolcro il 23 marzo 1919.
    “A piene mani” fu il ricorso ad aggressioni e manganellate di operai, sindacalsiti e rappresentanti dei partiti. Lotta agli antifascisti, ma collaborazione con gli industriali nelle corporazioni.
    Se vogliamo parlare del senso della famiglia e del concetto delle donne di Mussolini forse Berlusconi si è a lui ispirato, ma non lo ha certamente superato.
    Alla sprovveduta rappresentante del grillismo, così antipartiti, farei notare che anche i partiti, tanto avversati e da seppellire, “prima che degenerassero” si ispiravano agli ideali superiori della famiglia, della comunità, dello Stato.
    Mi risuona al pari degli inguaribili credenti che dinnanzi agli orrori, errori, crimini ed intrallazzi del Vaticano beatamente sognano ad una vera chiesa, quella delle origini, tanto furbescamente inventata, riciclando tutti i miti ed riti che la precedettero.
    Mistero della fede.
    Giacomo Grippa

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  2. Antonio Leo 6 marzo 2013, 6:14

    Caro Gaetano, secondo il mio punto di vista, possono essere considerate populiste quelle formule politiche per le quali fonte precipua di ispirazione e termine costante di riferimento è il popolo, considerato come aggregato sociale omogeneo e come depositario esclusivo di valori positivi, specifici, permanenti. Ma malauguratamente il popolo a volte non è omogeneo e non è necessariamente sempre depositario di valori positivi. La parola populismo infatti, viene spesso usata con significati diversi. Il populismo presenta almeno tre caratteristiche. Rifiuta la mediazione della classe politica. Crede che tutti i problemi siano di facile soluzione. Ha un leader (Grillo, Berlusconi, Mussolini ecc.) che parla o parlava alle pancie della gente piuttosto che ai cervelli. Questo non significa che all’origine dei voti raccolti in particolare da Grillo manchino reali motivi di insoddisfazione. Significa tuttavia che i movimenti populisti, sopratutto nella fase iniziale del loro successo, non hanno un concreto e realizzabile progetto politico.Vogliono cacciare la classe politica dalle loro poltrone, ma non diranno mai con quali mezzi e strumenti sia possibile farlo e appianare il debito pubblico rilanciando la crescita, perchè obiettivamente neanche loro lo sanno….Possono inoltre essere utili forse nella fase della moralizzazzione e delle riforme istituzionali. Sono molto meno utili sicuramente quando occorre affrontare quotidianamente i molti problemi difficilmente prevedibili dalla politica nazionale e internazionale. Questi movimenti populisti, possono dissolversi se la classe politica tradizionale e capace di correggere i propri errori e riprendere il controllo della situazione. Possono diventare movimenti autoritari (Fascismo, Nazismo, forse Berlusconismo…)retti da un leader carismatico, che si considera interprete della volontà popolare e impone le proprie strategie! La vecchia politica, a sua volta, può cercare di blindarli, arginarli, corteggiarli, anche inviarli alla mensa del potere rischiando però o l’Aventino come accadde nel 1924 o il solito trasformismo che sembra circolare come il sangue nel corpo politico della nostra nazione da Giolitti in poi e che sta contagiando oggi il Partito Democratico, oppure può rilanciare se stessa con un programma in cui si tenga conto dei motivi e delle ragioni che sono all’origine dell’ondata populista.

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