LA COMMEDIA DEGLI EQUIVOCI.

 

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Tra la sera di sabato 28 e la domenica mattina 29 c.m., si è assistito alla gara degli equivoci.

Sabato sera, mentre i consiglieri dell’Idv Ciccardi e Malorgio, erano in procinto di dare inizio al loro comizio, si è visto circolare un volantino a firma dei Consiglieri comunali Felline, Menozzi e Perrone, attraverso il quale si esternava tanta solidarietà alla dott.ssa Marta Sindaco.

I tre Consiglieri accusavano il “SOLITO ASSESSORE TUTTOFARE”, di aver dato della “ADULTERA” alla dott. Marta Sindaco, nell’ultimo Consiglio Comunale, “CON IL SILENZIO-ASSENSO DELLA MAGGIORANZA”. Continuando poi, sempre sul volantino, con i soliti tentativi sbilenchi di divincolarsi dalle responsabilità sul debito nei confronti della ditta Bianco.

In realtà, a mio avviso, hanno equivocato, sul così ho sentito, così ho capito. Perché in realtà, quella sera al Consiglio comunale di lunedì 23, dopo uno scambio di battute cattive tra “una bocca di rosa e una bocca di fogna”, e dopo degli scambi di “gargarismi” a vicenda tra maggioranza e opposizione, si è sentito “dall’assessore tuttofare”, la seguente espressione: “…non si adulteri..” (quanto meno così mi pare di aver sentito). Certo invitare qualcuno a non adulterarsi non è un complimento, ma ne manca parecchio per arrivare all’adultera. Comunque, siccome c’è una registrazione del Consiglio Comunale, non ci sarà bisogno neanche di testimoni per raggiungere la verità. E fin qui è chiaro, i tre consiglieri solidali con la Marta Sindaco,  o non hanno capito bene, o “così hanno voluto capire”.

“L’assessore tuttofare”, pare sia il dott. Pantaleo Gianfreda, infatti, la mattina presto di domenica, era già in circolazione un volantino con al sua firma con il quale non solo smentiva quanto dai tre sostenuto, ma accusava l’estensori del volantino di aver apposto un indirizzo falso. Infatti, l’indirizzo di cui è obbligo apporre su ogni cosa che si pubblica, era falso, non veritiero. In quanto, in via Contarini 11, c’è la sede di Alleanza Puglia, alla quale non aderisce nessuno dei tre firmatari il volantino di solidarietà.

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Anche qui, il dott. Pantaleo Gianfreda, non essendo meno intelligente della media, avrà capito come hanno capito quasi tutti, che si è trattato solo di una svista. Svista dovuta al fatto che fino a poche settimane fa, in quell’indirizzo c’era la sede del pdl, gestita dal dott. Paolo Menozzi, di qui, la svista, chiara e inequivocabile. Quindi, quell’ “esposto querela”di cui il Gianfreda minaccia per fare chiarezza su questo equivoco, se lo può risparmiare. LO SANNO TUTTI, ED È STATO A CHIARE LETTERE RINFACCIATO: “LA MAGISTRATURA HA ROGNE MOLTO PIÚ GROSSE DA TRATTARE”.

Allora? lasciarli impuniti nel caso risultassero colpevoli? No! Una volta stabilito attraverso la registrazione che la loro accusa è totalmente infondata, anzi, falsa, dovrebbero chiedere scusa pubblicamente e con convinzione convincere tutti coloro che hanno letto il loro volantino accusatore. Dopo di che, chi è stato calunniato dovrebbe dichiararsi soddisfatto, e chiudere la vertenza. Così, si faceva una volta, quando ci si incazzava politicamente.

Purtroppo, da quando la politica ha perso i riferimenti ideologici e i valori ad essi connessi, non resta altro che il personale orgoglio da far vincere a tutti i costi sul nostro prossimo, che è come dire: “ci-su’-jièu e ci-si-tie”.  E buona notte alla politica divenuta esclusiva materia di tribunali, civili e penali.

f.to G.P.

Collepasso, 29/7/2010

 

  1. La calunnia è un venticello
    Un’auretta assai gentile
    Che insensibile sottile
    Leggermente dolcemente
    Incomincia a sussurrar.
    Piano piano terra terra
    Sotto voce sibillando
    Va scorrendo, va ronzando,
    Nelle orecchie della gente
    S’introduce destramente,
    E le teste ed i cervelli
    Fa stordire e fa gonfiar.
    Dalla bocca fuori uscendo
    Lo schiamazzo va crescendo:
    Prende forza a poco a poco,
    Scorre già di loco in loco,
    Sembra il tuono, la tempesta
    Che nel sen della foresta,
    Va fischiando, brontolando,
    E ti fa d’orror gelar.
    Alla fin trabocca, e scoppia,
    Si propaga si raddoppia
    E produce un’esplosione
    Come un colpo di cannone,
    Un tremuoto, un temporale,
    Un tumulto generale
    Che fa l’aria rimbombar.
    E il meschino calunniato
    Avvilito, calpestato
    Sotto il pubblico flagello
    Per gran sorte va a crepar.

    Rossini – Il Barbiere di Siviglia

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  2. Sono daccordo con il dover risolvere certe controversie a livello personale, piuttosto che ricorrere sempre dai giudici. Non passa giorno senza una lamentela da parte sia degli utenti, sia dei magistrati nell’informarci dell’arretrato che hanno le procure, e per reati gravi che attendono da molti anni una sentenza, non certo per reati lievi. comunque è vero, come scrive l’autore dell’articolo, la politica è sparita, mentre cresce sempre di più l’interesse personale sulla gestione della cosa pubblica.

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  3. Sono convinto anch’io come canta il barbiere di Siviglia, “la calunnia è un venticello…” Però come ho già scritto, se chi ha commesso il fattaccio, si autodenuncia pubblicamente e pubblicamente chiede scusa, non è forse questo il modo migliore per chiudere una faccenda, si, tanto antipatica, però non certo drammatica? gaetano

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