La città gioca d’azzardo – Non passione ma ossessione

La città gioca d’azzardo

la città gioca d'azzardo

- Titolo anche dell’omonimo film di Sergio Martino con Luc Merenda del 1975.

Più che una passione è

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un’ossessione. Quella del gioco per gli italiani. Questo quanto emerge da una serie di indagini e studi condotti dall’IPSOS. La percentuale pone l’Italia nella parte alta di questa speciale classifica. L’italiano è un giocatore onnivoro, ovvero pratica più giochi rispetto agli altri, dedica più tempo e spende somme di denaro più elevate. Inoltre nutre credenze errate rispetto al gioco, sovrastimando le proprie capacità di vincita e il proprio controllo sull’esito della scommesse. In poche parole, al momento della giocata è convinto quasi sempre di vincere. Tutto ciò lo porta ad essere scarsamente efficiente nell’autoregolazione del suo comportamento. Spesso l’atteggiamento del giocatore tipico italiano è ereditario, nel senso che anche altri membri della famiglia giocano eccessivamente. Questi giocatori spesso riescono a spendere addirittura più di quello che guadagnano mensilmente, attraverso prestiti e comunque non riescono a risparmiare nulla tanto da contrarre spesso debiti con finanziarie o con privati. Evidentemente si tratta molto spesso di persone che hanno poca fiducia in se stessi e scarse prospettive sociali nonché un’accentuata tendenza al pessimismo. Oggi come oggi si è verificato un preoccupante incremento della percentuale di giocatori sia maschili sia femminili, con ripercussioni gravi sulle finanze delle famiglie di appartenenza. Tutti questi soggetti infatti affermano che vincere è facile sottolineando come artatamente viene lasciato intendere che il gioco possa risolvere i loro problemi economici invece che aggravarli.

Bisognerebbe intraprendere invece un’operazione di sensibilizzazione sugli adulti affinché siano poi in grado di tutelare i minori contro i rischi del gioco d’azzardo. Tutto ciò anche in vista dell’evoluzione di questa vera e propria industria che punterà sempre più sull’on-line, pratica più difficile da controllare e sempre più a portata dei giovanissimi, abili nell’utilizzo di internet. Il contrasto al gioco minorile infatti richiede un approccio integrato tra scuola, famiglia, stato e istituzioni.

F.to ANTONIO LEO

Collepasso, 26/12/2013

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