ITALIAN ROCK MUSIC

ITALIAN ROCK MUSIC

 

-          negrita

-         La Prova del Nove

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Non avevano certamente bisogno di una prova del nove per sottolineare la propria matrice rock. Tuttavia i Negrita, di nuovo sulla cresta dell’onda, tornano con un album che porta come titolo il 9, appunto e che li riporta un po’ indietro nel tempo, alla loro più sanguigna e movimentata genesi, quella del rock. Un pò eternauti del Rock, i Negrita hanno scelto l’Irlanda come paese per far nascere l’album. E li hanno dato vita e inciso tutte le canzoni, tra prati verdi, ragazze rosse e atmosfere care a James Joyce. Curioso che questo disco così hard sia nato mentre la band era impegnata nella cosa più sdolcinata e, in apparenza, lontana dai suoni metallici che ci sia: il musical Jesus Christ Superstar. il nuovo album della band che ha assorbito l’esperienza del musical Jesus Christ Superstar, che festeggia 40 anni con un allestimento in cui Ted Neeley è tornato a intepretare Gesù: la band lo ha portato al Teatro Sistina di Roma con l’orchestra e Pau nell’inedito ruolo di attore. I loro dischi comunque, nascono all’insegna di viaggi importanti. Questi viaggi li hanno sempre portati in paese e territori alternativi rispetto ai luoghi cari al rock, come sono l’Inghilterra e gli Stati uniti. Loro sono andati invece in Argentina, Spagna, Brasile ed ora appunto in Irlanda al Grouse Lodge dove hanno respirato l’aria e l’ambiente che permeava i dischi che avevano ascoltato nella loro adolescenza. Lì, erano, effettivamente nel cuore del Rock, e tutto ciò ha ispirato fortemente il loro ultimo disco !

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-         Mio fratello è figlio unico

Una notte di 33 anni fa scompariva uno dei più grandi cantautori della musica italiana. Era il 2 giugno del 1981 e Rino Gaetano perdeva la vita in seguito ad un tragico incidente stradale. In occasione di questa triste ricorrenza, come ormai accade da diversi anni, migliaia di fan si sono riuniti in diverse piazze d’Italia e attraverso le note dei suoi più grandi successi suonati da varie cover band, hanno omaggiato l’indimenticato cantante calabrese. Un cantautore del “nonsense” impegnato che è diventato un mito. Le note delle sue canzoni continuano ancora oggi ad unire ed emozionare diverse generazioni. Rino in effetti, aveva dei momenti di grande assenza che però non era vuoto…. era infatti sempre mentalmente occupato. Lui era un ragazzo sognante, molto sognante così lo ha descritto padre Renato Simeoni del seminario di Narni. E’ il 1961 e Salvatorino, così lo chiamavano, si era da poco trasferito da Crotone alla Metropoli. I genitori avevano preferito affidarlo al seminario della Piccola Opera del Sacro Cuore, per dargli una buona cultura. E’ lì che nasce il Rino cantautore, il menestrello, il profeta dei tempi attuali. Pensa il mondo, la società, l’amore sopra gli schemi e li rompe con i suoi sfottò verso i poteri forti e con la sua voce graffiante, ironica di “nun te reggae più”, struggente di “mio fratello è figlio unico”, mitica in “il cielo è sempre più blu”. Rino come lo chiamava Anna sua sorella , consegnandolo così alla storia , era solo e pensava, sognava e sperava. Un Mondo diverso come quello cantato in “Gianna”. Non aveva etichette politiche , cantava il “nonsense” eppure riusciva a colpire con i suoi testi laddove c’era corruzione e regnava mal politica e mal governo. Suoi temi ricorrenti, l’emarginazione e l’immigrazione. Per questa sua naturalezza nel contrastare i poteri forti, per il suo stile musicale, per la sua voce graffiata e graffiante e per la sua tragica morte ad appena 31 anni è passato alla storia della musica pop-rock italiana. E’ per questo che tanti giovanissimi riempiono le piazze ogni anno il giorno dell’anniversario della sua scomparsa e cantano le sue canzoni. Per ricordare quel ragazzo socialmente impegnato e sognante che è stato “il figlio unico” della canzone italiana, anche se il cielo di Gaetano oggi non è sempre più blu…!!

FESTIVAL ROMA: "NOI DI SETTEMBRE"

-       Tutto il resto è Noia

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La storia del Califfo è la storia di Franco Califano, le tre vie della vita di Franco, il successo, il declino e la rinascita, sino alla morte. Il maestro mostra lato conosciuti del suo animo attraverso frasi,  pensieri ed esperienze. Un lungo e particolare viaggio che ci fa conoscere un Franco Califano inedito, del quale solo i pochi intimi che lo conoscevano ne apprezzavano le sfumature. E cioè se consideriamo la prima vita quella in cui conobbe il successo e la seconda in cui lo vide lentamente sgretolarsi, la terza vita è quella in cui lui prova con tutto sé stesso a tornare in gioco sfidando tutto e tutti. La cosa particolare, per cui valga la pena raccontare questa storia è proprio il periodo in cui il Califfone venne colto da malattia che gli impedì di tornare a vivere. E’ incredibile come il cantante “romano de Roma” abbia vissuto questa sua situazione fisica, basti pensare che tutte le volte in cui gli chiedevano come stava, lui rispondeva: “bene, solo un po’ di raffreddore”. E’ stato un uomo che per tante persone ha rappresentato un esempio da seguire nella vita: la ricerca delle cose semplici e la lontananza dai mondi borghesi. La sua costante voglia di stare vicino ai giovani con i quali si sentiva a suo agio, sono tutti elementi che  mettono in evidenza come Califano sia stato spesso etichettato dalla stampa e dall’opinione pubblica dei tempi recenti in modo falso e ipocrita; conseguenza dell’ignoranza su molti aspetti che interessano la vita personale e professionale del cantante della “Noia”, il Califfo d’Italia.

 

-      Signora Bertè

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O si ama o si odia. Anche se non può piacere a tutti, è contenta di vedere il tutto esaurito per i suoi tour, ma a stare zitta non è mai stata capace. Da 40 anni Loredana Bertè divide il pubblico per le sue dichiarazioni e le sue trasgressioni, mentre gli appassionati di musica rock sono d’accordo nel riconoscere le sue qualità di interprete fuori dal comune, per intensità ed emozione. Se c’è in Italia un’artista in grado di incarnare lo spirito più genuino del rock, gli eccessi, la ribellione, l’inquietitudine insieme a Vasco c’è sicuramente Loredana Bertè . “Il palco è la mia vita e la mia valvola di sfogo ha dichiarato recentemente la sorella di Mia Martini, lì raggiungo uno stato di grazia e per tirarmi giù ci vuole il carro attrezzi.

 

-      Battiato l’Esistenziale

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Franco Battiato uomo e musicista per indipendenza, ispirazione, spiritualità e umanità vero e proprio ricercatore musicale dei nostri tempi, artista nel senso pieno del termine. Non è certo facile realizzare parole su un personaggio come Battiato, abituato a riempire i palchi con la sua presenza, le sue riflessioni, i suoi pensieri , anche liberi e contraddittori fra loro, ma sempre ricchi di emozioni per lui che ne parla in pubblico, che lo ascolta rapito dalla sua poesia, dal suo misticismo. Il percorso esistenziale e creativo di Franco si sovrappongono al punto di diventare una cosa sola e invisibile. La ricerca musicale di Battiato è stata accompagnata da un attento scavo introspettivo, certamente nutrito da una tensione spirituale di cui la sua attività nella musica come nel cinema, nel teatro e nella pittura , reca tracce numerose ed evidenti.  Le sue sono tappe fondamentali di una straordinaria vicenda umana all ’insegna dell’arte e dell’evoluzione  interiore.

ANTONIO LEO

-     Collepasso, 28/3/2015

  1. Come sempre succede quando si sviluppa un dualismo: Beatles e Rolling Stones, Coppi e Bartali, Rivera e Mazzola, di solito ad alimentarlo è la stampa e, a mettere benzina sul fuoco sono i fans. Riguardo ai fans credo che meritino tutto il rispetto del mondo, ma che senso ha un dualismo tra Vasco e Ligabue…. Non siamo mica allo stadio e non si tratta certamente di sport. I duelli infatti piacciono soprattutto ai media, ma in musica non c’è un traguardo da tagliare prima, non ci sono porte in cui segnare e non c’è un giudice (arbitro) che stabilisce chi vince e non c’è un derby Roma – Lazio o Inter – Milan…..Inoltre la musica non è come la politica dove c’è una contrapposizione tra destra e sinistra e dove poi alla fine spunta il coniglio dal cilindro che è Grillo….E a proposito di Vasco e Ligabue, anche lì ci potrebbe essere un terzo incomodo rock che sono i Litfiba di Piero Pelù!! Questo dualismo o derby musicale è secondo me senza senso…!! Noi che eravamo giovani all’inizio degli anni 90, gli anni delle “notti magiche”, ed eravamo fans della musica rock(in tutte le sue tipologie), guardavamo per mancanza di alternative in Italia al rock straniero. Agli AC/DC, agli Iron Maiden, ai Led Zeppelin, ai Queen, ai Deep Purple, ai Pink Floyd, ai Black Sabbath, ai Raimbow, ai Motorhead, a Brian Adams ecc. Figuriamoci se andavamo a porci un simile duello, visto che il rock in Italia è stato sempre ai margini della musica(vedi San Remo), e noi avevamo solo Vasco e Ligabue che esplosero più o meno chi prima e chi dopo in quegli anni insieme ai Litfiba di Piero e Ghigo. Altro il panorama musicale italiano rock non proponeva( e non propone ancora oggi) se non qualche gruppo mitico e storico che arrivava direttamente dagli anni 70 come la PFM(Premiata Forneria Marconi), Le Orme, Il Banco, I Nomadi e i New Trolls. Poi il nulla….eccetto un po’ i Negrita e forse I Negramaro. Quindi che senso ha questa rivalità in un panorama così scarno. Ed inoltre in musica i giudici o gli arbitri sopra citati sono milioni(gli ascoltatori e i fan).

    Una canzone produce effetti diversi in ogni persona e ognuno ha diritto alla propria emozione. E la musica emoziona davvero quando viene ascoltata, goduta e vissuta, non certo quando viene messa a confronto, non ha senso… Vasco Rossi, Ligabue, I Litfiba e gli altri, hanno il loro pubblico, ma sono tanti come me(il mio cuore batte rock) e tante altre persone che ricordo in quegli anni della mia giovinezza che seguivamo entrambe, anzi noi amavamo tutta la musica rock italiana e straniera, perché la musica non ha bandiere come la politica o il calcio dove è necessario schierarsi da una parte( da qui la parola partito, cioè di parte) o per una squadra di calcio che rappresenta una città.
    Il Rock non ha confini e non morirà mai, perché si alimenta, si sostiene e si arricchisce sempre…..e perché la musica concepita e diffusa diventa uno stato dell’arte.

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