Isis, chi lo finanzia? Americani e alleati, naturalmente…

Isis, chi lo finanzia? Americani e alleati, naturalmente…

Ripreso dal Fatto Quotidiano on line un articolo di    

Luca Ciarlotta

Luca Ciarlotta

In politica estera l’America ha sempre sbagliato tutto. Propaganda di un gruppo radicale anti-Usa? No, parole pronunciate da un candidato repubblicano alla Casa Bianca per le presidenziali 2016. Rand Paul, senatore, libertario, non-intervenzionista, è sicuro che dietro l’ascesa dell’Isis ci sono gli americani, anzi, “un paio di  repubblicani esperti di affari esteri” – Lindsey Graham eJohn McCain (quest’ultimo sconfitto da Obama nel 2008 e oggi guerrafondaio n.1). “Isis è sempre più forte perché i falchi nel nostro partito hanno fornito indiscriminatamente armi agli estremisti”, ha detto a Morning Joe su Msnbc il senatore. “Volevano far fuori Assad e bombardare la Siria. Sono stati loro a creare questa gente”. E poi: “Tutto quel che i falchi hanno fatto e detto in politica estera negli ultimi 20 anni riguardo a Iraq, Siria e Libia, lo hanno sempre sbagliato”.

La tesi non è inedita. Anzi è storia. L’11 settembre ha cambiato il  corso degli eventi in quanto risultato degli errori di Washington, che in Afghanistan e Pakistan per anni ha finanziato gruppi di insorti per rovesciare i governi locali.

La situazione oggi è fluida o in stallo, tutti attendono che a giugno sia verificata l’efficacia dell’accordo sul nucleare in Iran impostato da Obama (personalmente credo che la lungimiranza del presidente americano verrà capita solo in futuro). Nonostante Isis resti una minaccia, Obama si guarda bene dall’inviare “truppe sul  campo” per sconfiggere i 25.000 terroristi dello Stato Islamico. Non sarà perché nelle fasce ‘manipolabili’ della popolazione (in Italia leghisti e destre ‘di pancia’) l’operazione “alert terrorismo” ha già dato i frutti? Con i video raccapriccianti di decapitazioni o l’abbattimento di reperti archeologici in città storiche, lo scopo è raggiunto: scatenare nelle masse la reazione psicologica paura/odio/voglia di punizione.

Cospirazionismo? Decidete voi. Ma che direste sapendo che la tesi della ‘regia occulta’ ha avuto l’avallo anche ai massimi livelli dell’amministrazione di Washington? Ne ha parlato il n. 2 di  Barack Obama, Joe Biden, vice-presidente degli Stati Uniti. In un discorso tenuto  all’Università di Harvard, in Massachusetts, Biden (notoriamente incline alle gaffe) ha accusato i paesi alleati Usa nel Golfo – Turchia, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Qatar – di non fare abbastanza per combattere Isis e, peggio, di essere loro i finanziatori del gruppo che ha preso il posto di Al-Qaeda (surclassando in un anno i seguaci di Osama bin Laden per brutalità, strategia,  soldi e marketing mediatico).

Basta rileggersi il trascript di un programma andato in onda su Cnn il 7 ottobre 2014 per averne conferma – Joe Biden: “Hanno fatto piovere centinaia di  milioni di dollari e decine di migliaia di tonnellate di armi nelle mani di chiunque fosse in grado di combattere contro Assad, peccato che chi ha ricevuto i rifornimenti erano… al Nusra, al Qaeda e gli elementi estremisti della Jihad provenienti da altre parti del mondo”.

L’amministrazione Obama ha presentato scuse formali e ritrattazioni. Ma in privato, funzionari della Casa Bianca ammettono che “mentre il vice-presidente è stato poco diplomatico, la sua posizione non è errata quando dice che soldi e armi sono finiti nelle mani di estremisti”. Corollario: le frasi dell’unico “uomo onesto a Washington” (come è stato definito Biden) unite alla dichiarazione di Rand Paul sul ruolo dei falchi repubblicani, in pratica ufficializzano l’asserzione secondo cui dietro Isis ci sono i paesi arabi alleati dell’America con la regia del governo di Washington.

Una settimana fa, ulteriore inattesa conferma. Il gruppo conservatore americano “Judicial Watch” ha reso pubblico un rapporto ‘top secret’ della Dia (Defense Intelligence Agency), i servizi segreti del Pentagono. Il documento, 7 pagine, datato 12 agosto 2012, espone il solito errore geopolitico di sempre. La Dia prevede e convalida la creazione di uno Stato islamico per sbarazzarsi del presidente siriano Bashar al-Assad, la cui dittatura – oggi sappiamo – ha causato il  massacro di oltre 200.000 vittime nella guerra civile siriana. Ma la nascita di un “principato salafita” che “unifichi l’estremismo jihad tra sunniti in Iraq e in Siria” non impedisce un’altra accurata previsione: “Assad rimarrà al potere”.

La scorsa estate Isis ha conquistato Mosul in Iraq, il mese scorso ha preso il controllo anche di Ramadi. E da tre giorni  la bandiera nera dello Stato Islamico sventola anche nella storica città siriana di Palmyra.

Il papello desecretato suscita domande inquietanti. Uno, diventa lecito mettere in dubbio gli sforzi che ampliano i poteri statali anti-terrorismo, cioè il monitoraggio di Cia e Nsa da parte del governo Usa, e dei servizi in Uk e altri paesi alleati (anche in Italia per il Giubileo di ottobre). Due, l’Occidente combatte contro un nemico comune che però è nato in laboratorio come il mostro di Frankenstein, grazie a maneggi ed alchimie degli stessi suoi creatori per fini geopolitici inconfessabili. Ecco perché non ha senso continuare a fare gli stessi errori  degli ultimi 20 anni, come dice l’ottimo Rand Paul. (Luca Ciarlotta)

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A quanto sostenuto in questo articolo dal giornalista Luca Ciarlotta ho poco o niente da aggiungere, anche perché è da anni che batto e ribatto sulle contraddizioni del nostro mondo occidentale su questo blog. Ma insomma che facce di bronzo hanno i nostri leader occidentali! Ma come, hanno massacrato in Iraq e poi in Libia, infine in Siria diverse centinaia di migliaia di poveri indifesi e innocenti cittadini di questi stati nazione con la scusa di esportare la democrazia. Hanno finanziato, armato, eserciti irregolari per fargli fare le guerre per procura, ora si lamentano che questi eserciti da loro voluti, armati e organizzati, gli si rivoltano  contro? E poi, bombe a non finire, di più, molte di più di quante se ne sono sganciate durante tutta la seconda guerra mondiale. Milioni di innocenti e indifesi cittadini sono finiti massacrati, milioni di altri cittadini, dopo aver perso la casa e tutto quanto per poter vivere, sono fuggiti nei paesi limitrofi, fino ad arrivare, una sola piccola parte, anche in Europa. Ed è già ribellione da parte del nostro popolo bue benestante e benpensante, secondo il quale: finchè si sganciano bombe e si conquistano imperi, bravi i nostri governanti e bravi i nostri generali, ma se poi arrivano addosso a noi le bombe, allora sono proprio cattivi questi nostri nemici, uccidiamoli tutti! Fanculo, stronzi opportunisti che siamo noi occidentali. Beh, è da tanto che vado ripetendo e argomentando in questo modo l’ubbriacatura occidentale, la disattenzione delle masse su quanto di cattivo,  stavano combinando i nostri politici e militari.  Insomma ogni mente libera da condizionamenti ed opportunità di sorta, lo aveva ben capito eccome! Noi occidentali con il machiavellismo abbiamo sempre realizzato le più grandi opportunità e grandi vigliaccate!!!  Certo, come si fa a non condividere il dramma di tutti coloro che hanno perso la vita a Parigi per mano di questi fanatici, alimentati, armati e finanziati dall’Occidente capitalista. Eppure, finchè non sento condannare il Sarkozy presidente francese che ha scatenato l’inferno in modo particolare in Libia e in altre parti africane, mi resta difficile solidarizzare con Hollande. Per favore, Hollande, un po’ di autocritica non farebbe male alla Francia. Purtroppo, il nostro grido di battaglia è stato ed è ancora, Viva Machiavelli, altro che viva la democrazia! Del resto non bisogna mai dimenticare che: “tanto va la gatta al lardo…”

TRILUSSA

F.to pagliatano

Collepasso, 15/11/20915

 

  1. Ecco perchè non mi va di esporre bandiere francesi, farei un torto a tutti i morti di altre parti del mondo dove si subisce un terrorismo più giustificato.

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